La scissione di Alba Nuova e il miracolo di Pulcinella: E i debiti?

La nascita delle 2 società da Alba Nuova, manca di un Piano Industriale, crea confusione nei diritti dei lavoratori, genera un aumento di spese di gestione e di prebende.

Scissioni a parte, i debiti che fine faranno? Il Comune perché non paga i suoi, per sanare in parte il deficit di Alba Nuova? Perché i battipagliesi dovranno sopportare un ulteriore costo grazie a Santomauro?

Consiglio Comunale di Battipaglia

BATTIPAGLIA – Nei giorni scorsi si è tenuto nella sede di Etica per il buon Governo, una discussione che ha approfondito tutti gli aspetti della vicenda “Alba-Nuova“, della scissione e di tutte le implicazioni e/o complicazioni che porterebbero alla Società. Alla discussione hanno partecipato esperti, professori universitari, sindacalisti, tanti lavoratori e tanti cittadini che hanno riempito la nostra sede. Il dato conclusivo, emerso dall’incontro, è che: la scelta del Sindaco Giovanni Santomauro, di sciogliere “Alba-Nuova”, per far nascere dalle sue ceneri 2 nuove società (“Alba” e “Nuova“), che i dirigenti di Etica per il Buon Governo ritengono: “imposta ad un consiglio comunale, ed ad una maggioranza ubbidiente, che ha votato senza neanche rendersi conto di ciò che votava, senza discussione, in carenza di documentazione che sostenesse la scelta delle 2 nuove società, e senza nascondere il fastidio verso le obiezioni ed i dubbi sollevati dai banchi del nostro movimento, è in realtà un capolavoro di approssimazione amministrativa e di incompetenza nel campo delle politiche aziendali”.

In effetti, facendo il punto sulle risultanze dell’incontro, è emerso, che la nascita delle 2 società da Alba Nuova, manca di un Piano Industriale, crea confusione nei diritti dei lavoratori, genera un aumento di spese di gestione e di prebende, riassumibile nei tre punti che seguono:

– 1) La mancanza di un Piano Industriale, che evidenzi la “missione” delle nascenti società, e che ne supporti la proposta, dimostrandone la realizzabilità, è un elemento di debolezza straordinario di tutta l’operazione. Quale imprenditore privato verrebbe ad investire all’interno di una azienda di cui non e’ chiara la capacita’ di reggere la sfida? Se poi ci si aggiunge il fatto che permane l’incognita della situazione debitoria della “società madre” (9 milioni di euro?), che soltanto “un illusionista” può pensare di far scomparire per evitare che vadano a gravare sulle “società figlie”, si ha per intero la dimensione dell’azzardo su cui Sindaco e Maggioranza si sono avventurati;

– 2) La mancanza di chiarezza, sulle prospettive delle due nascenti società, la confusione rispetto ai diritti dei lavoratori che dovrebbero transitare nella società “nuova” (manutenzione) ha portato ad un inasprimento dei rapporti sindacali, ed ad un elevata tensione sociale, di cui l’amministrazione porta per intero la responsabilità, che sembra, ormai destinata a sfociare in uno sciopero che colpirà la nostra città. Il gioco dell’amministrazione, teso ad isolare i lavoratori di Alba-Nuova, creando un clima di ostilità della città verso la società, è un gioco pericoloso e soprattutto controproducente ai fini della conclusione della vicenda;

Sede di Etica per il Buon Governo

– 3) l’idea stessa dalla quale il “Sindaco-dei miracoli” è partito per far ratificare, dalla sua deprimente maggioranza, la sua decisione di scindere Alba-Nuova, ossia il risparmio per il comune e per i battipagliesi, si è dimostrata in realtà una enorme “bufala”.

Quel presupposto è falso perchè:

  • a) aumenterà la spesa per gli organi di amministrazione, per un semplice fatto: se con Alba-Nuova avevamo un solo Consiglio di Amministrazione, con “ALBA” E “NUOVA” (le due società figlie), avremo due Consigli di Amministrazione, e quindi un raddoppio delle spese.
  • b) aumenterà il numero degli “amministrativi” (i” colletti bianchi” che lavoreranno negli uffici e non nella strada per i servizi ai cittadini ) perchè essendo due le società, deve aumentare ilo numero di coloro ci fanno i progetti, tengono la contabilità ecc.

Cecilia Francese precisa: “neanche il costo del personale impegnato sulla strada aumentera’ (contrariamente a quanto ha fatto credere il sindaco!).- fa due conti la leader di Etica – Fino ad oggi i lavoratori di “ALBA-NUOVA” erano tutti inquadrati col contratto federambiente, per cui il costo annuo di un operaio era di euro 43.304,77; facendo transitare i lavoratori di “alba” (manutenzione) col contratto edilizia, (che ha una serie di voci che altri contratti non hanno:la cassa edile, I.N.A.I.L più elevato,cassa integrazione metereologica, scuola edile, rappresentanti alla sicurezza ecc.) mentre la busta paga del lavoratore diventa più “leggera” (ossia il lavoratore prende qualcosa in meno come stipendio netto) il costo del lavoro e’ molto piu’ alto. insomma, mentre un operaio “Federambiente” costa euro 25,7 all’ora un operaio “edile” costa euro 27,41 all’ora, che su base annua significa: costo operaio Federambiente costo operaio edile euro 43.304,77 euro 52.161,23 con una differenza annua per operaio di :euro 8.857. Se gli operai che transiteranno con la societa’ “nuova” sono 47, il calcolo e’ semplice: 8.857 x 47 = 416.289 euro“.

Secondo questi calcoli, la scelta della scissione, solo sulla partita degli operai, costera’ al comune di Battipaglia (unico committente della società) 416.289 euro in piu’, ai quali vanno aggiunti i maggiori costi delle amministrazioni e dei dipendenti in ufficio, ampiamente appuntato da Etica. Sulla base di queste risultanze Etica per il buon Governo e la Francese si chiedono: “Dove recuperera’ quei soldi l’amministrazione comunale se non dalle tasche dei cittadini di Battipaglia aumentando le tasse?
La Francese rincara: “I costi maggiori, l’incertezza sulla capacita’ di sopravvivenza delle due societa’, sulla qualita’ dei servizi,  sulla tensione sociale che ormai con questo clima è alle stelle su chi graveranno se non sui servizi, le maestranze e i battipagliesi?  Non c’è che dire – continua sarcasticamente la responsabile di Etica –  grazie Santomauro.

Sulla base di tutte queste considerazioni, “Etica per il Buongoverno” fa sapere che si farà carico di presentare una mozione in Consiglio Comunale, per chiedere di revocare la delibera di scissione della società “Alba Nuova“, ritenendola palesemente in contrasto con gli interessi della città, e chiederà anche che si costituisca una commissione consiliare speciale, con il supporto dei tecnici del settore per mirare alla stesura di un vero piano di risanamento di “Alba Nuova”. Contestualmente alle scelte politiche e tecniche, è necessario individuare attraverso una selezione pubblica, che tenga conto degli elementi meritocratici, per  dotarsi di un” management” adeguato alla sfida e rilanciare Alba Nuova.

Etica per il buon Governo, nel fare le sue proposte è certa anche di lanciare una sfida di novità e aggiunge: “Siamo curiosi di vedere quali consiglieri comunali voteranno contro questa mozione, anche perchè dinanzi alla manifesta dannosità della strada intrapresa dall’amministrazione, non crediamo che la Corte dei Conti resterà a guardare”.

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Non ci posso credere. Davvero questa scissione potrebbe essere raccontata negli annali delle migliori barzellette. Con quale fantasia uno si inventa di dividere in due una società dal nome “Alba Nuova” in due società dai rispettivi ridicoli nomi “Alba” + “Nuova” che fanno la stessa cosa della società originale?
    Nessuno ha invece mai pensato di frazionare “Alba Nuova” in tre società, (il tre è un numero perfetto)? In questo caso, si sarebbero potute chiamare “Al”, “Banu” e Ova”. Nomi sicuramente molto più appropriati!

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