NONOSTANTE ALCUNE ASSENZE ISTITUZIONALI “PESANTI”, È STATO UN VERO E PROPRIO SUCCESSO DI PUBBLICO E DI PARTECIPAZIONE LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL RITORNO DELLA CASTA” DEL GIORNALISTA TELEVISIVO DIRETTORE DI REPORT (RAI 3) SIGFRIDO RANUCCI, ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE CAMEO IN COLLABORAZIONE COL MOA.

POLITICAdeMENTE
EBOLI – Una domenica particolare quella di ieri 7 giugno 2026, alle ore 17:00, nella Chiesa di Sant’Antonio a Eboli, piena come un uovo per celebrare l’incontro con il Giornalista, Direttore e Conduttore televisivo del Magazin d’inchiesta Report in onda su RAI 3 Sigfrido Ranucci. Incontro promosso e organizzato dall’Associazione Culturale CAMEO in collaborazione con il MOA (Museum of Operation Avalanche) per presentare il suo ultimo libro: “Il ritorno della Casta – Assalto alla Giustizia“.
Ma la domanda della domanda che subito è stata affrontata è stata quella: ma la Casta è ritornata o non se ne è mai andata? “La seconda che hai detto” direbbe il famoso “Quelo” il personaggio di uno dei maestri della satira politica italiana Corrado Guzzanti. E come “Quelo” anche Gregorio De Falco e Sigfrido Ranucci hanno sottolineato come la Casta sia stata ed è tornata più prepotentemente di prima in questi ultimi tempi, favorita dai governi muscolari e dai loro rappresentanti, bulli pericolosi che in un disegno mondiale stanno mettendo in discussione tutti i diritti internazionali, le alleanze, le morali.
L’incontro si sarebbe dovuto tenere nei locali del MOA, ma vista la significativa richiesta di partecipazione che era a prenotazione obbligatoria, si è svolta nella vicina Chiesa parte del Complesso Monumentale Sant’Antonio. Una opportunità, evidentemente imperdibile per approfondire i temi più caldi di attualità, sociale, politica e culturale, insieme all’autore, sollecitato dal Colonnello Gregorio De Falco, presidente dell’Associazione Culturale Cameo. Una serata dedicata alla cultura e all’informazione indipendente.
È Ranucci subito si è calato in quella sala pienissima e da subito ha spiegato come ha deciso di scrivere il Libro, sollecitato dai Temi che hanno portato al Referendum sulla Giustizia, ovvero al tentativo subdolo di “piegare” i Magistrati e assoggettarli al Potere. Un libro, ha raccontato, scritto in quattro giorni e due notti, atteso l’urgenza e il pericolo che individuava è avvisava ove mai avesse vinto il SI. E giù di lì il racconto incalzante che attraverso I nuovi assetti è le nuove alleanze hanno stravolto equilibri Politici, alleanze, relazioni, il tutto per giungere ad un sistema laddove tutto e tutti siamo controllati ed oltre a sopravvivere non ci resta più nulla se non un Mondo governato da pochi nelle mani della Spektre che tutto vuole e tutto fa.
«Il Ritorno della Casta si è fermato a Eboli – ha scritto in post sul suo profilo facebook Sigfrido Ranucci che soddisfatto ha continuato – Pomeriggio intensissimo in una pienissima Chiesa di Sant’Antonio a Eboli. Abbiamo presentato “Il ritorno della casta“, edito da Bompiani, dialogando con l’ammiraglio Gregorio De Falco. Ringrazio l’associazione Cameo che ha permesso l’incontro, il maestro Daniele Gibboni, che con il suo violino ha estasiato i presenti, Gerardina Letteriello che ha accompagnato il maestro. Grazie a Filomena Domini che con maestria ha cucito le parti dell’incontro. Grazie soprattutto a tutti coloro che hanno partecipato con passione e attenzione».
Dire che vi è stato da subito empatia con il pubblico, presente, numeroso, attento e partecipe è poco. Un pubblico che con la sua presenza ha voluto dare un sostegno corposo a Ranucci, giornalista libero e a quanti come lui, che vengono quotidianamente intimiditi, dagli assalti, dalle minacce velate ed esplicite dei poteri forti e dalle querele attraverso le così dette cause “temerarie“, che hanno solo lo scopo di chiudere la bocca ai giornalisti liberi, purtroppo esposti sotto il fuoco di altri giornalisti a servizio di tanti giornali che non legge nessuno, ma che puntualmente ricevono centinaia e centinaia di migliaia di euro di contributi statali, giornalisti, vieppiú, ospiti quotidiani a pagamento di tutte le trasmissioni televisive di Stato e private, pronti ad “abbaiare” e ad aggredire chicchessia non risponde alle simpatie dei loro padroni.
POLITICAdeMENTE ha partecipato, a sottolineare un sostegno morale a un giornalista d’inchiesta, lo ha fatto con la consapevolezza di ricevere lo stesso sostegno e in qualche modo non sentirsi solo quando, sia pure in circostanze e ambiti diversi, si trova DA SOLO a doversi difendere da quelle Querele così dette “temerarie“, intentate per intimidire i giornalisti e imbavagliarli, atteso che nessuno li difende, nemmeno la propria categoria, più attenta, nella gran parte dei casi a non farsi coinvolgere e soprattutto per non “concedere” nulla, quasi come esprimere la propria vicinanza sia “offrire” un vantaggio al collega intimidito e minacciato.
Considerazione questa che ci fa riflettere sulle numerosissimi assenze, a quell’incontro. Assenze notate ma assorbite dal calore e dalla vicinanza dei presenti, consapevoli di sostenere una persona che svolgendo il proprio lavoro con coraggio rischia la vita. Ma le assenze pesanti della gran parte dei giornalisti locali e del comprensorio hanno fatto il paia anche con altre assenze, quelle istituzionali e oltre al Sindaco di Eboli Mario Conte e al Comandante della Polizia Municipale Daniele De Santis, ha pesato non vi sia stato nessun rappresentante delle Forze dell’Ordine Cittadine (Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Esercito) sebbene all’interno vi fosse la Scorta di Ranucci e all’esterno la pattuglia dei Carabinieri.

Il ritorno della casta
C’è un filo nero che attraversa cinquant’anni di storia italiana. Un filo che lega i santuari della P2 alle stanze del potere contemporaneo, passando per i decreti d’emergenza dei governi Berlusconi e le timide rese della sinistra. È il filo della restaurazione della casta.
In questo libro il più autorevole giornalista d’inchiesta italiano scoperchia il vaso di Pandora della riforma costituzionale della magistratura. Non è una riforma: è una capitolazione. È un regolamento di conti tra la casta e la magistratura. È l’approdo di un piano eversivo nato in maniera sotterranea dopo tangentopoli, agli albori della seconda Repubblica, che oggi sta assumendo forme sempre più minacciose in Italia ma va inscritto anche nell’inquietante disegno di un nuovo ordine mondiale.
Attraverso un’analisi che allinea sotto i nostri occhi vicende solo apparentemente lontane tra loro, Ranucci rivela le ipocrisie e le falle dell’ultimo assalto mirato a mortificare uno dei tre poteri dello Stato. Quello in nome del quale ventotto magistrati hanno perso la vita nell’esercizio delle loro funzioni, quello che ha fatto luce sui fatti più oscuri della nostra storia repubblicana, quello che tutti sono pronti a criticare per le sue lentezze ma di cui nessuno ricorda il lavoro quotidiano di presidio della legalità e della verità proprio in un’epoca in cui questi valori sembrano più che mai in discussione.
Infine, come sempre, Ranucci si chiede: chi paga il conto? Nonostante la propaganda prometta processi più veloci, la realtà delineata dalla riforma è quella di un aumento dei costi, del rischio di una paralisi burocratica, di una giustizia a due velocità: un’autostrada garantista per la casta dei colletti bianchi, un vicolo cieco per i più deboli, noi cittadini comuni. Perché l’indipendenza dei giudici non è un privilegio di chi indossa la toga, ma lo scudo che impedisce al potere politico di farsi legge, garantendo che nessuno sia “più uguale degli altri” davanti ai tribunali.

Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci (Roma, 24 agosto 1961) è un giornalista, autore e conduttore televisivo. In Rai dal 1990, è stato prima inviato per le rubriche del Tg3, poi per Rai News 24, dove ha realizzato inchieste sul traffico illecito di rifiuti e sulla mafia. Ha trovato l’ultima intervista al giudice Paolo Borsellino, nel settembre del 2001 è stato inviato a New York per seguire l’attentato alle Torri gemelle, poi nel 2004 a Sumatra per lo tsunami. È stato inviato nei contesti di guerra dei Balcani e in Medio Oriente dove ha realizzato inchieste sulla violazione dei diritti umani. Dal marzo 2017 conduce il programma televisivo Report (Rai3), che ha ereditato dall’ideatrice Milena Gabanelli. È autore de Il patto (con Nicola Biondo, Chiarelettere 2010) e del libro per ragazzi Navigare senza paura (Salani 2026). Nel 2024 è uscito per Bompiani il suo libro La scelta, diventato un longseller, da cui ha tratto lo spettacolo teatrale Diario di un trapezista, sold out in tutte le sale. Nel febbraio 2026 è stato insignito insieme alla redazione di Report del primo premio per il giornalismo televisivo intitolato ad Andrea Purgatori.
#SigfridoRanucci #IlRitornoDellaCasta #Eboli #Cultura #Legalità #GregorioDeFalco #MOA #AssociazioneCameo #LibriDaLeggere
Fotogallery










Eboli, 8 giugno 2026






