Per il rappresentante territoriale del Movimento 5 Stelle Erasmo Venosi la crisi dell’Amministrazione Conte Crisi politica e amministrativa è frutto dell’aritmetica politica, figlia di instabilità, divisioni e bulimia di potere.

POLITICAdeMENTE
EBOLI – Per il rappresentante territoriale del Movimento 5 Stelle Erasmo Venosi, la crisi dell’Amministrazione Conte è una crisi annunciata, «figlia della instabilità di una maggioranza aritmetica fortemente frammentata in gruppi e sottogruppi affetti da bulimia di potere. Singolare per le modalità seguite e che mostra ancora una volta quanto poco interessa dei problemi dei cittadini.
La prova? Crisi che persegue la caduta dell’amministrazione non assumendosi la responsabilità di presentazione di una mozione di sfiducia e conseguenti votazioni. Si mette in crisi l’Amministrazione utilizzando “l’ultimatum” dell’approvazione del Rendiconto di gestione. Quindi sui risultati finanziari ottenuti rispetto a quelli previsti a inizio 2025 con il bilancio di previsione compreso il risultato economico della gestione, tutti obiettivi prodotti da delibere votate da tutta la maggioranza senza esclusione alcuna.
Sul piano politico sostanziale si mostra ancora una volta che le motivazioni del bilancio sono strumentali e si coglie la diffida del Prefetto ad adempiere entro il termine dei 20 giorni all’approvazione, pena il commissariamento del Comune. I motivi reali?
Posizionamento di vecchie cariatidi onnipresenti e nuovi rampanti per la candidatura a Sindaco.
Mancano 11 mesi ma capanni, riunioni in studi professionali, incontri culinari per la conquista del comune. Il riscontro di una gestione amministrativa problematica per le amministrazioni dell’ultimo ventennio è rappresentato dalla consistenza del fondo sui crediti di dubbia esigibilità ovvero tasse, tributi e multe non pagate costantemente oltre i 20 milioni di euro. – Prosegue Il rappresentante territoriale del Movimento 5 Stelle Erasmo Venosi – Il prossimo 29 verificheremo il “destino” di questa Amministrazione segnata da conflitti tra gruppi di interesse e incapace di assumersi la responsabilità di presentazione di una mozione di sfiducia motivata nei confronti del Sindaco. Di contro anche il Sindaco non ha mostrato visione politica ampia rimettendo il mandato per confermarlo o ritirarlo entro i 20 giorni.
Se arriva il commissario perché scontato non lo è e chi si culla sulla diffida del Prefetto sappia come la giurisprudenza amministrativa ha più volte sottolineato che non ha carattere perentorio. Il Sindaco paga l’instabilità di una maggioranza aritmetica fortemente frammentata in gruppi e sottogruppi affetti da bulimia di potere.
Negli ultimi 15 anni tre sindaci e forse tre commissari prefettizi. Nel 2010 i giovani erano 13.230 e oggi sono 10.100. Gli anziani erano 5781 nel 2010 e oggi sono circa 8000. Reddito medio pari a 14.333 euro ai fini Irpef nel 2010 e oggi stimato in 17.000.500 euro. Aziende attive: 3800 quindici anni fa e oggi circa 5000, che generano un fatturato di 1,5 miliardi. In quindici anni le amministrazioni non sembra che abbiano inciso molto nel determinare una qualità sociale accettabile.
Il risultato: una forte emigrazione di giovani! In quindici anni un incremento medio di reddito di circa 212 euro l’anno. Tra over 65 e reddito medio-basso i consumi calano e quindi molti negozi di prossimità muoiono.
In Campania e nel territorio di Salerno (che include Eboli), il rischio di povertà o esclusione sociale (indicatore europeo AROPE) si attesta attualmente tra il 43,5% e il 44,4% della popolazione. Significa che quasi una persona su due vive in condizioni di vulnerabilità economica o materiale.
A Eboli, i dati ufficiali dell’Istat (consultabili tramite la piattaforma OttomilaCensus) non calcolano l’indice AROPE comune per comune, ma misurano specifici fattori di fragilità che spiegano l’alto rischio nell’area ebolitana:
- Famiglie in potenziale disagio economico: l’incidenza ad Eboli è del 4,7%, un valore quasi doppio rispetto alla media nazionale (2,7%).
- Giovani fuori dal mercato del lavoro (NEET): la percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano ad Eboli è al 17,5%, a fronte del 12,3% della media italiana.
Di lavoro un’amministrazione seria e amante del bene comune dovrebbe farne tantissimo, la qual cosa richiede stabilità, coesione e competenza perché, diversamente, la città precipiterà sempre più nel trend negativo riscontrato dagli indici sociali ed economici. Lavoro amministrativo che, coerentemente alle competenze, deve iniziare dalla “questione sanitaria”. – Conclude il rappresentante territoriale del Movimento 5 Stelle Erasmo Venosi – Un paradosso segnato dal contrasto tra eccellenze tecnologiche di livello nazionale e gravi carenze strutturali e di personale che pesano sui servizi quotidiani offerti agli ebolitani. Un ospedale il cui reparto di emodinamica e cardiologia si colloca stabilmente tra i primi 10 centri in Italia per efficacia e volume di prestazioni salvavita. Vengono regolarmente eseguiti interventi pionieristici come la denervazione renale per via radiale. È operativo un moderno blocco operatorio costato circa 4 milioni di euro, dotato di tecnologie multidisciplinari all’avanguardia. Sono stati stanziati 22,1 milioni di euro per l’adeguamento funzionale e sismico complessivo dell’intera struttura ospedaliera e sui quali bisognerà battere i pugni per evitare storni e sottrazioni».
Eboli, 21 giugno 2026






