Per Cicia da politico: Crisi figlia di metodi e rapporti costruiti sulla fedeltà

Ecco l’analisi politica di Cosimo Cicia, già Vice Sindaco di Eboli sulla crisi politica annunciata figlia di metodi e rapporti costruiti sulla fedeltà e che ha messo all’angolo il Sindaco Mario Conte.

Cosimo Cicia

POLITICAdeMENTE

EBOLI – «Seguo con amarezza le vicende che stanno interessando il Comune di Eboli. Quando una comunità rischia il commissariamento, non esistono vincitori: perde la politica e perde la Città. – Scrive in una nota stampa Cosimo Cicia Già Vicesindaco di Eboli e ora Presidente Provinciale degli Infermieri (OPI) e Vice Presidente Nazionale del FNOPI che interviene sulle ultime vicende politiche che hanno portato il Sindaco di Eboli Mario Conte a “licenziare” il suo Vice Sindaco Gianmaria Sgritta reo insieme al suo gruppo di aver boicottato e fatto andare deserta la seduta del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto approvare il Consuntivo di Bilancio, anche in ottemperanza della diffida del 9 giugno scorso del Prefetto di SalernoTuttavia, da già vicesindaco di Eboli e da persona che conosce bene la vita amministrativa, non posso dire di essere sorpreso. Da tempo avevo evidenziato i limiti di una gestione sempre più accentrata, nella quale il confronto politico e il ruolo dei partiti sono stati progressivamente sacrificati.

Ribadisco una convinzione che mi accompagna da sempre: è meglio il peggiore dei sindaci del migliore dei commissari, perché un sindaco è scelto dai cittadini e il commissariamento rappresenta inevitabilmente una sconfitta della politica. – prosegue Cicia evidenziando l’apasse nel quale il Comune era precipitato atteso una gestione accentratrice in un quadro soporifero che proprio nei momenti più importati come nel caso del Bilancio, svegliarsi e tentare una protesta per stemperare quello stato ovattato. Peccato che di mezzo c’è il Bilancio, e guarda caso la delega è proprio quella che aveva il Vice Sindaco. Una circostanza che dà spago a chi vuole essere maligno e ad interrogativi maliziosi:

  • Ma cosa contiene il Consuntivo di Bilancio che proprio il suo Assessore “ostacola” fino a non volerlo approvare?
  • Il documento è stato “manomesso” senza il suo(Sgritta) preventivo indirizzo politico?
  • Perché tutto questo ritardo?
  • Quali sono le “Poste” di Bilancio che Sgritta non riconosce, oltre alle altre vicende che egli ha indicato nella sua lunga risposta al Sindaco?
  • E i vari Capi Settore, perché sono stati indicati come ritardatari nella formulazione dei loro rendiconti, tanto da essere stati anche avvisati di possibili reprimende?
  • Quali erano i motivi dei ritardi?
  • Forse i Capi Settore hanno subito pressioni?
  • In tutto questo che ruolo hanno avuto i vari Assessori e lo stesso Sindaco?

Insomma, troppe ombre, troppe domande, troppe circostanze che non collimano, tanto che il “giocattolo” a furia di essere sballottato si è rotto. Peccato che ci va di mezzo la Città e tutti i cittadini, si proprio quelli che le tasse le pagano, che pagano l’immondizia anche per un quarto degli ebolitani furbi che al contrario non cacciano un soldo tanto sono certi che questi li proteggono. Forse l’arrivo di un Commissario, al contrario del ragionamento che fa Cicia, sarebbe salvifico, chiarificatore e magari qualcuno potrebbe anche pagare in proprio per tutti i possibili danni economici procurati all’ente e ai cittadini atteso che nemmeno l’opposizione è così attrezzata da poter disbrigare la matassa politica da tempo ingarbugliata tra i vari trucchi e le varie clientele.

Ma, francamente, se dovesse arrivare un commissario prefettizio, – aggiunge Cicia – molti ebolitani potrebbero avere la sensazione di trovarsi di fronte ad una semplice formalizzazione di una situazione già esistente. Ad Eboli, infatti, il commissario sembrava esserci già da tempo. Solo che non era stato nominato dal Prefetto.

Nella mia esperienza amministrativa ho sempre considerato il confronto e la condivisione elementi essenziali dell’azione di governo. Nessuno può pensare di amministrare una città complessa come Eboli da solo o, peggio ancora, all’interno di una ristretta cerchia. La politica vive di partecipazione, di mediazione e di rispetto dei ruoli istituzionali. – aggiunge ancora – In questi anni, invece, la concentrazione delle decisioni e il peso esercitato da un ristretto ambito familiare hanno finito per trasformare la maggioranza in una struttura chiamata più a ratificare che a discutere. Le tensioni e le fratture che oggi emergono non rappresentano un fulmine a ciel sereno, ma la naturale conseguenza di un metodo che ha progressivamente impoverito il dibattito politico e istituzionale.

Le crisi non nascono mai all’improvviso. Sono il frutto di scelte, di metodi e di rapporti politici che, quando vengono costruiti più sulla fedeltà che sulla condivisione, finiscono inevitabilmente per implodere.

Per questo, senza alcuna soddisfazione e senza spirito di rivalsa, mi viene da dire che l’eventuale passaggio da un commissario di fatto ad uno di diritto potrebbe risultare meno traumatico di quanto qualcuno immagini. Il Prefetto, eventualmente, si limiterebbe a certificare una condizione che molti cittadini ritengono esistente da tempo. – prosegue Cosimo CiciaAvevo previsto questo epilogo e, sinceramente, avrei preferito essere smentito dai fatti. Perché quando fallisce una maggioranza, non perde soltanto chi governa: perde un’intera comunità.

Eboli merita una stagione nuova, fatta di partecipazione, rispetto delle istituzioni e valorizzazione delle migliori energie della città. Perché le comunità non possono essere amministrate come proprietà private e la politica, quando rinuncia al confronto, finisce sempre per presentare il conto.Conclude Cosimo Cicia già Vicesindaco di Eboli – E, consentitemi una riflessione finale, maturata da uomo delle istituzioni e da cittadino profondamente legato alla propria città: il miglior commissario resta sempre peggiore del peggior sindaco, ma ad Eboli qualcuno, da tempo, aveva probabilmente confuso Palazzo di Città con il salotto di casa».

Eboli, 22 giugno 2026

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