25 NOVEMBRE 2013: “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”

Oggi ricorre la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. E’ una presa di coscienza della società che con  forza dice BASTA a tutte le forme di violenza e a tutti  i soprusi verso i più deboli. Oggi a Montecitorio manifestazione con la presidente della camera Laura Boldrini.

Molestie sui luoghi di lavoro, violenze intrafamiliari, violenze sessuali, femminicidio: le donne raccontano le loro esperienze vissute. BASTA, BASTA, BASTA.

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

EBOLI – Oggi è il 25 novembre e ricorre la giornata internazionale contro la violenza alle donne. Una giornata triste, che però ci deve far riflettere sul tema della violenza, o meglio delle violenze. Riflettere anche per trovare la forza per lottare contro questo fenomeno che purtroppo non perde mai di attualità e riempie le cronache quotidiane di soprusi, angherie, fino ad arrivare a quello che ormai in tutta la sua drammaticità viene definito come “FEMMINICIDIO“, cioè quella forma estrema che porta anche ad uccidere.

Una drammatica verità che suona come un bollettino di guerra che racconta una strage che non accenna a ridursi. In Italia, negli ultimi due anni, senza contare quello in corso, sono state ammazzate oltre 2.200 donne, nella stragrande maggioranza dei casi (75%) la loro uccisione è avvenuata nell’ambito della famiglia o comunque nella sfera delle relazioni affettive. Sulla base di questi numeri sarebbe il caso che si dicesse, e a gran voce: BASTA. Basta a ogni forma di violenza, basta ad ogni incoragggiamento, che spesso avviene anche conn il silenzio, ad ogni manifestazione che tende a rappresentare la donna come un oggetto: da esibire, quando fa comodo; utilizzare, quando fa piacere; usare, quando ci si vuole “divertire”; buttare, umiliare, violare, maltrattare, picchiare, ferire e uccidere quando non se ne ha più bisogno.

Oggi, come tutti gli altri anni, fin dal 1999, quando l’ONU decise di istituire e celebrare in questo giorno: la «Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne»; sono tante le iniziative che si svolgono nel Mondo e in tutt’Italia per dire “BASTA, BASTA, BASTA“.

Quindi in questa triste attualità la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne 2013 è una presa di coscienza da parte della società civile che con tutta la sua forza dice NO a tutte le forme di violenza e a tutte le forme di soprusi verso soggetti più deboli.

Quest’anno nel mese di giugno scorso, finalmente, dopo la Camera anche il Senato Italiano ha approvato all’unanimità la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica altrimenti nota come Convenzione di Istanbul.

Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza. La finalità della Convenzione è quella di “prevenire e contrastare la violenza intrafamiliare e altre specifiche forme di violenza contro le donne, di proteggere e fornire sostegno alle vittime di questa violenza nonché di perseguire gli autori

Ma purtroppo perché la Convenzione sia operativa e sia vincolante per gli Stati firmatari mancano le ratifiche di almeno altri cinque Stati (ne servono dieci di cui almeno otto membri del Consiglio d’Europa) affinché la carta dei diritti delle donne non resti, appunto, solo carta.

Camera-Convenzione-Istambul.

Camera-Convenzione-Istambul.

Ogni anno i rapporti che l’ONU rende pubblici e che riguardano la violenza contro le donne lascia basiti ma costituiscono anche un grido di allarme viste le dimensioni e la vastità di questo triste fenomeno. Fenomeno che non risparmia nessuno e nessun paese del globo se ne può chiamare fuori, dai quelli più ricchi e evoluti a quelli più arretrati e più poveri, una uniformità di comportamenti che se si manifestasse per altri fenomeni come la solidarietà, l’aiuto alla povertà, si risolverebbero tutti i punti di crisi che purtroppo invece tendono ad aumentare nella loro negatività in maniera esponenziale.

Nei paesi cosiddetti  “evoluti”, un terzo delle donne subisce abusi fisico-sessuali, che, nella maggioranza dei casi, vengono perpetrati da familiari o dai partners; altra piaga è rappresentata dalle circostanze che portano  il 40% delle donne europee a subire molestie sessuali sul luogo di lavoro; tra l’altro nel terzo millennio ancora ci sono circa 200 Stati nel mondo che non puniscono le violenze sessuali, e solamente una novantina di paesi invece, punisce le violenze intrafamigliari.

Sono oltre il 30% ed hanno dai 25 ai 50 anni le donne che  quotidianamente si rivolgono ai centri antiviolenza, nella maggior parte dei casi sono sposate, e vengono maltrattate dal marito.  ma sono pochissime quelle che denunciano il marito o il partner. Altro dato che emerge è quello che quattro  donne su dieci, hanno subito una violenza, fisica, psicologica o sessuale.

Insomma dati da vergognarsi e vergognosamente allarmanti, specie se si pensa che le violenze sulle donne sono la principale causa di morte o di invalidità permanente.

Non esiste età e non esistono condizioni sociali o economiche che possa evitare alle donne di essere oggetto di sevizie, torture, violenze fisiche e psicologiche e ahimè sono sempre tante le donne, o meglio tantissime, che subiscono senza opporre un minimo di resistenza. Negli ultimi anni fortunatamente sta crescendo sempre di più il numero di donne, che vanno oltre la paura e affrontano la “vergogna” e in molti casi i pregiudizi e denunciano episodi di violenza anche se spesso si tratta di violenze domestiche che rappresentano comunque sempre quelle più difficili da far emergere.

Dati veramente raccapriccianti.

I livelli di insicurezza, l’affermazione dell’ego per mascherare l’insicurezza, irrompe nella società scompigliando gli schemi tradizionali, e questo non favorisce  il rapporto fra i sessi, che invece imporrebbe a uomini e donne di relazionarsi tra loro con una nuova capacità di pensiero, che riesca a coinvolgere la coscienza, e sappia far emergere il principio che la violenza non può assumere il ruolo di nuova modalità di relazione fra le persone.

Amnesty_Irene_Khan.

Amnesty_Irene_Khan.

Parlare oggi di violenza e maltrattamenti contro le donne, significa soprattutto scontrarsi con realtà diverse che non escludono nessun angolo della terra, e vanno: dalle violenze domestiche, alle violenze matrimoniali; dalla violenza sessuale, alla prostituzione, al fenomeno delle spose bambine, all’infanticidio, alle mutilazioni genitali; dalle pratiche di aborto selettivo o a episodi di violenza pura che si verificano durante i conflitti armati (ricordando quello che è accaduto a due passi da noi in Serbia) o nei confronti delle donne rifugiate; da i nuovi fenomeni che riguardano le donne che sono costrette a prestare il loro lavoro a nero,  alle immigrate clandestine che per un permesso sono costrette anche a subire violenze sessuali.

Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International, ha detto: “La violenza alle donne è parte di una cultura globale che nega alle donne pari opportunità e pari diritti e legittima la violenta appropriazione del loro corpo per gratificazioni individuali”.

Oggi si celebra questa giornata e molti sono consapevoli che per il resto dei giorni si piomba in un colpevole silenzio per lasciare spazio alla cronaca quotidiana che i mass media fanno, quando raccontano episodi agghiaccianti di violenza quotidiana, che vede l’affermazione di quel modello culturale che vede il maschio dominatore e la donna oggetto, che vede il padrone e la schiava di cui se ne può fare tutto.

Oggi un pò dappertutto si ricorda questo giorno con molteplici iniziative e lo ricordiamo anche nella nostra città ad opera di gruppi di donne che discutono su Fecebook di un problema importante come la violenza sulle donne mettendo insieme le proprie esperienze per dare vita a mostre spettacoli e narrazioni. Il 14 novembre dell’anno scorso (2012), il Parlamento Italiano ha approvato in modo definitivo una importante modifica alla legge elettorale dei Comuni sopra i 5.000 abitanti, introducendo la doppia preferenza di genere. Un altro piccolo passo avanti. Peccato che per affermare pricipi così elementari si debba ricorrere a leggi, che al contrario delle loro intenzioni, sottolineano come sia debole il principio che vuole che le donne siano in tutto uguali agli uomini.

laura-boldrini-

laura-boldrini-

Oggi, su invito della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, parlamentari, ministre, attrici, cantanti, scrittrici e donne semplici, normali, quelle della porta accanto, saranno insieme alla Camera a d assistere e partecipare alla lettura dei monologhi di Serena Dandini: «Ferite a morte», una raccolta di poesie, di storie di donne, uccise per mano di mariti, compagni, di fidanzati, di persone che avreebbero dovuto volerle bene e di persone che al contrario le odiavano perché le avrebbero volute o magari solo per affermare la loro violensa incomprensibile di genere. All’incontro “tra donne” di oggi alla camera dei Deputati, è prevista anche la partecipazione del Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta.

All’interno di Palazzo Montecitorio, nella Sala della Regina, dalle 17.00, in diretta webtv: la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, e il ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, oltre alle parlamentari Paola Binetti, Mara Carfagna, Titti Di Salvo, Pia Elda Locatellli, Giorgia Meloni e Valeria Valente. Insieme a loro, Ambra Angiolini, Malika Ayane, Sonia Bergamasco, Geppi Cucciari, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino. , si alterneranno sil palco appositamente allestito per raccontare e raccontarsi, fino a collegarsi con New York laddove ci sarà Serena Dandini, che, su invito della Missione Italiana come evento ufficiale di UN Women porta «Ferite a morte» nella sede delle Nazioni Unite.

Femminicidio-Battipaglia

Femminicidio-Battipaglia

Oggi dappertutto ascolteremo racconti di donne, vedremo proiezione di video a tema, visiteremo mostre fotografiche, tutte a testimoniare fatti di violenze contro le donne. Violenze spicciole, violenze domestiche, violenze solo violenze. Sarà un 25 novembre come gli altri? o si apriranno nuove frontiere che ci consentiranno di affrontare questi temi in maniera diversa?

Lo scenario che ci appare non è incoraggiante e il fenomeno dovrebbe far scattare in noi altri tipi di reazioni   volte a praticare strade più concrete che aprano verso spiragli culturali per arrivare ad iniziative di sensibilizzazione per attivare politiche costruttive cambiando semmai anche i modi di vivere e di rappresentarci, dando spazio a nuove forme di ascolto, di presenza, di informazione per non lasciare mai più solo chi è vittima di qualsiasi violenza e creare le condizioni di non vivere una condizione di colpevolezza solo perchè si è donna.

Roma, 25 novembre 2013

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Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza alle donne, rappresenta oltre che un momento di doverosa riflessione sul tema, un punto da cui ripartire per la lotta ad un fenomeno, tristemente, di grande attualità.
2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Sono imbartazzato nel trattare tale argomento ,quando abbiamo un Presidente che di violenza ne sa piu del diavolo ,si sa benissimo che non esiste solo la violenza fisica materiale ,ma prima ancora quella psicologica quella che ti sveste della personalità,facendoti sentire il nulla ,niente peggio di una cosa ,attraverso l’acquisto del vizio e del denaro ,quindi il ricatto.
    Inoltre nel pensare al mio paese come comune, ancora peggio ,mi vergogno quando vedo il centro storico pieno come un ghetto di extra comunitari stipati in alloggi di fortuna afino a 29- 30 persone tra cui tante donne destinate alla merce della prostituzione sotto gli occhi di tutti .
    La cosa ancora piu grave e che molti proprietari degli alloggi ,ebolitani ,sono coloro che per primo partecipano ad iniziative contro la violenza femminile.Tutti sanno e tutti tacciono ,inciuci inguacchi tecnici responsabilità delle istituzioni locali a piu non posso e nessuno dice niente perche adesso viene anche Natale e bisogna pensare alle manifestazioni natalizie nascondendo le atroci realta come pure a 30 anno del ter.23 nov. 1980 continuano ad arrivare soldi ma continuano a crollare case nel il centro storico ebolitano
    Tutto questo va combattuto con grande forza , ed iniziative sociali come quelle descritte nell’articolo.

  2. In Italia la figura femminile e troppo spesso mercificata negli spot e in programmi tv,svilenti e diseducativi al contempo,che lasciano straniti all’inizio del 21°sec;il 25 novembre è anche la Giornata in ricordo delle persone transgender e transessuali vittime di violenza,come giusto son tutti esseri umani.
    Per ridurre la violenza contro le donne è necessaria un’educazione profonda alla libertà individuale il cui fondamento è nel rispetto della libertà altrui anche quando questa ci torna scomoda. Ci vuole una consapevolezza di massa che le unioni hanno termine quando uno dei due partner sente che la relazione è finita o vuole altro. Le lodevolili iniziative del 25 novembre non bastano.
    Quando uccidi una donna uccidi tutta la famiglia gli amici…il suo MONDO!

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