Caldoro rifiuta la consegna della petizione a favore della Sanità pubblica

100.000 firme raccolte in difesa della Salute e della Sanità Pubblica, contro la chiusura degli ospedali, la riduzione dei servizi pubblici sanitari nei territori e contro i ticket sulle medicine.

Il rifiuto della Petizione è un gravissimo atto di irresponsabilità politica da parte del Presidente Caldoro.

Popolo dei lenzuoli bianchi

NAPOLI – Riuscita e partecipata la manifestazione a Napoli. Con le rappresentanze dell’Unione Sindacale di Base e i Comitati per la difesa e il diritto alla Sanità Pubblica in Campania, in migliaia in corteo, lavoratori in sciopero, pensionati, disoccupati e giovani precari, indossando lenzuoli bianchi, sono partiti da Piazza del Gesù, e hanno raggiunto Palazzo S. Lucia, sede del Governatore regionale Stefano Caldoro.

Fantasmi in corteo a simboleggiare la perdita di identità di cittadino e dei suoi diritti.

L’iniziativa prevedeva la consegna della petizione popolare promossa da USB: oltre 100.000 firme raccolte dai comitati costituiti nelle province campane a difesa della Salute e della Sanità Pubblica, contro la chiusura degli ospedali, la riduzione dei servizi pubblici sanitari nei territori e contro gli ingiusti ticket regionali sulle medicine, le prestazioni di prevenzione e cura dei cittadini campani. Purtroppo, adducendo scuse burocratiche incomprensibili da chi è solo responsabile dell’ordine pubblico, è stato impedito, a USB e ai rappresentanti dei comitati, un incontro con il Presidente Caldoro e quindi un confronto e la consegna della petizione popolare.

E’ stato un gravissimo atto antidemocratico che evidenzia l’arroganza della politica che rifiuta il confronto con i cittadini e i lavoratori del settore. E’ fin troppo evidente che dietro l’arroganza si nasconde una incapacità politica e manageriale di risolvere il disastro regionale della Sanità in Campania. Con metodo ragionieristico si operano tagli e si fa pagare ai cittadini il prezzo del risanamento economico, in pieno disprezzo dei diritti e della dignità delle persone e dei lavoratori. L’organizzazione della protesta continuerà in ogni sede. L’incontro con il Presidente Caldoro e il Governo regionale è solo rimandato.

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