Fukushima e la Nube Radioattiva, “pompieri” e “incendiari”

Un’angoscia coinvolge la nostra Europa a causa dell’arrivo della nube radioattiva proveniente dal Giappone.

Trovate tracce di radioattività anche in Italia. E qualche procura apre un fascicolo contro la Tepco, la società che gestisce la Centrale di Fukushima.

Centrale nucleare di Fukushima

Nube radioattiva , “pompieri” e “incendiari”

di Erasmo Venosi (Astrofisico)

ROMAUn’angoscia coinvolge la nostra Europa a causa dell’arrivo della nube radioattiva proveniente dal Giappone. Vorremmo evitare, nei limiti delle notizie fornite dalle Autorità giapponesi e dalla Tokio Power Energy Company, sia l’atteggiamento allarmistico, che il riduzionismo di chi afferma che “ non è successo nulla “. La pericolosità della nube dipende dalla concentrazione di radioattività presente (quantità e “qualità” degli elementi radioattivi espressa in becquerel per metro cubo), dalla durata dell’irradiazione, dalla dimensione della nube, dalla specie (beta e gamma) ed energia delle radiazioni emesse dalle sostanze radioattive della nube.

Se la nube contenesse solo gas radioattivi, come cripton 85 e xenon 133, l’irradiazione cesserebbe dopo il passaggio della nube. La nube può contenere anche aerosol o vapori che si depositano al suolo, e che diventano sorgenti d’irradiazione. Tali sostanze radioattive possono arrivare all’uomo in tre modi: irradiazione esterna perché l’uomo si trova “dentro” la nube radioattiva, irradiazione interna in seguito ad inalazione, e attraverso l’alimentazione quando attraverso la catena alimentare (suolo, acqua) arrivano all’uomo. Una lista di catene alimentari è la seguente: atmosfera, suolo, vegetali commestibili, uomo; atmosfera, foraggi, vacche, latte, uomo; atmosfera, suolo, foraggi e mangimi, animali da carne, uomo; acque dolci, acquedotto, uomo; acque dolci, irrigazione, suolo, vegetali, animali, uomo; acque dolci, plancton e piante acquatiche, pesci, uomo ; acque di mare, plancton, molluschi, crostacei e pesci, uomo.

Erasmo Venosi

Una nube radioattiva, che non ha come origine una esplosione nucleare, o una fusione del nocciolo del reattore, (grande quantità di calore e correnti ascensionali forti in grado di portare ad alta quota le sostanze radioattive; in Giappone il nocciolo non si è fuso perché il vessel non è saltato) rilascia la radioattività negli strati bassi dell’atmosfera. Le sostanze allo stato gassoso subiscono in atmosfera una prima diluizione, dovuta al moto turbolento dell’aria, e tale diluizione dipende dalla velocità del vento e dalla stabilità atmosferica. I fattori che entrano in gioco sono moltissimi nello stabilire la concentrazione nell’aria, e al livello del suolo, delle sostanze radioattive, che dipende da: intensità dell’emissione (di quanta carica e di che tipo era costituito il nocciol? Quale è l’entità del danneggiamento?), velocità del vento, distanza dalla sorgente (gli Stati Uniti, che distano meno di noi dal Giappone, a parità di altre condizioni, hanno maggiori rischi di noi), dalle proprietà di diffusione dell’atmosfera , dall’orografia della regione.

Ma quali sono i prodotti generati dalla “rottura” (fissione) del combustibile radioattivo (uranio o MOX, Mixed Oxide composto da uranio e plutonio )? Gas nobili come Cripton 85, Xenon 133 ed elementi come lo Iodio 131, Cesio 137, Stronzio 90, Cerio 144, oltre a prodotti generati dall’irraggiamento da parte di neutroni come carbonio 14, cobalto 60. Siamo consapevoli che quotidianamente ogni abitante del pianeta assorbe una quantità di radioattività naturale proveniente dal fondo naturale, e variabile da zona a zona. In Italia le dosi medie pro capite del fondo naturale ammontano a circa 1 millisievert (unità di misura della dose equivalente di radiazione), composti per un terzo da raggi cosmici, e la restante parte da uranio e torio, presenti nel suolo e nelle rocce.

Il danno (effetti biologici) da radiazioni dipende dalla dose assorbita dal tessuto o dall’organo, dal tipo di radiazione (alfa, beta ,gamma). L’istituzione che determina i limiti per le radiazioni è la ICRP (Commissione Internazionale per le Protezioni Radiologiche). I principi cui fa riferimento sono: Principio di giustificazione (ogni attività umana deve possedere una adeguata motivazione, la prevalenza dei benefici sui costi giustifica l’attività), il Principio di ottimizzazione (“ogni esposizione alle radiazioni deve essere tenuta tanto bassa quanto è ragionevolmente ottenibile, facendo luogo a considerazioni economiche e sociali”), Principio del limite individuale (i limiti di dose non devono superare le soglie raccomandate nelle varie circostanze).

Limiti di dose connessi al rischio accettabile: è una locuzione palesemente impropria e fuorviante. Il nucleare è un’attività giustificata dalla prevalenza dei benefici sui costi? E i presunti benefici, che riguardano la generazione presente, sono accettabili rispetto ai danni trasmessi ad altre generazioni (rifiuti millenari, effetti sulle cellule germinali di una generazione che produrranno malattie e malformazioni nelle generazioni successive)? L’ICRP fissa limiti per gli effetti certi (effetti non stocastici) e limiti per gli effetti “probabilistici” (stocastici). Per gli effetti stocastici non esiste un limite di dose che tuteli!

Incidentalmente va osservato che a causa della carenza di studi epidemiologici, e delle difficoltà sostanziali, manca un limite per piccole e piccolissime emissioni radioattive della dose-soglia che produce un determinato effetto. Anche le dosi minime presentano un rischio non rigorosamente nullo. Infine appare superficiale prescindere, come si tenta di fare in questi giorni, dai fenomeni di accumulo ambientale delle sostanze radioattive a vita lunga e l’accumulo biologico di alcuni elementi radioattivi negli esseri viventi.

Roma, 1 Aprile 2011

16 total pingbacks on this post
Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2022 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente