Espropri Area PIP. Melchionda: non ci tocca pagare

Gli imprenditori offrono 24 euro a mq. ma il Sindaco rifiuta.

Melchionda chiederà il conto agli imprenditori: «Loro beneficiano dei lotti industriali, loro devono pagare».

Area Industriale Eboli

di Francesco Faenza

EBOLI. Espropri in zona industriale, gli imprenditori avanzano la loro proposta: «Siamo pronti a pagare gli espropri dei terreni a 24 euro a metro quadrato». Il resto della cifra (altri 20 euro a metro quadrato) dovrà metterla il comune di Eboli. Il primo compromesso sembra destinato a naufragare. Il sindaco Melchionda, infatti, ribatte subito: «È un’offerta irrisoria, il ragionamento va fatto sui 44 euro al metro quadrato. È una spesa che non accolleremo agli ebolitani. Devono pagarla gli imprenditori».

Accogliendo il ricorso della famiglia De Martino, il Tribunale di Salerno ha stabilito che i terreni in zona industriale valgono 44 euro a metro quadrato e non 11 euro che è la cifra pagata dagli imprenditori. Il comune di Eboli è stato condannato a pagare la differenza. Ma Melchionda chiederà il conto agli imprenditori: «Loro beneficiano dei lotti industriali, loro devono pagare».

Ieri mattina, nel complesso monumentale di San Francesco si è svolta l’assemblea degli imprenditori del Pip ebolitano. All’incontro presieduto da Rosario Ruggia, presidente del consorzio Pip, era presente l’assessore Adolfo Lavorgna. Modificato lo statuto, il cda è passato da cinque a tre membri, la discussione è finita sul prezzo degli espropri. «La cifra offerta è legata a una determina dell’ingegnere comunale Rosario La Corte – spiega Carmine Busillo, esponente del cda – Ventiquattro euro al metro quadrato ci sembra il prezzo giusto». Melchionda scuote la testa. Non è disposto a mollare.

Negli ultimi sette giorni, il sindaco di Eboli ha incontrato sia gli imprenditori ebolitani, sia la famiglia De Martino. «È un processo lungo – conclude Melchionda – dove ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. La situazione finanziaria del comune è grave, ma possiamo rientrare. Stiamo studiando le soluzioni per evitare il dissesto. L’opposizione vuole le mie dimissioni. Rispetto il gioco delle parti, ma continuerò a fare il sindaco di Eboli nonostante le difficoltà finanziarie legate ad alcune sconfitte in tribunale».

Eboli, 1 maggio 2011

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  1. È ius receptum (Cass., Sez. I, 6 giugno 2003, n. 9097, 10 luglio 2003, n. 10856, 18 gennaio 2000, n. 467) che, nelle controversie conseguenti a rituale conclusione del procedimento ablativo mediante formale decreto di esproprio – come nel caso di specie – l’individuazione del soggetto passivamente legittimato al pagamento dell’indennizzo, a livello strettamente processuale, va effettuata con esclusivo riferimento al decreto di espropriazione. In particolare, è legittimato passivo nel giudizio di opposizione alla stima dell’indennità di esproprio il solo Ente espropriante (nel caso in parola, il Comune di Eboli); soggetti diversi da quest’ultimo, anche se successivamente divenuti beneficiari dell’esproprio, in qualità di assegnatari dei beni, non possono essere considerati nemmeno nel giudizio di opposizione.

    La pretesa del Comune verso soggetti estranei all’espropriazione, né parti nel giudizio di opposizione, per essere fondata, deve basarsi, allora, su un titolo diverso tanto dalla sentenza, ivi compreso il decreto definitivo di esproprio.
    In via generale, il solo titolo idoneo a legittimare un’azione dell’Amministrazione comunale verso i consorziati potrebbe ritenersi la convenzione che, verosimilmente, disciplina i rapporti interni tra le parti, regolando le modalità di trasferimento del bene espropriato dal soggetto pubblico a quello privato ed il godimento del bene stesso da parte di quest’ultimo.

    L’ammissibilità o meno della rivalsa del Comune nei confronti dei Consorziati passa, allora, necessariamente attraverso l’analisi dell’atto che disciplina i rapporti tra le parti.

    Chiaro è, infine, che se la stessa convenzione tra Comune e Consorziati escludesse una qualsiasi forma di responsabilità solidale tra le parti nulla quaestio: sarebbe il Comune a doversi sobbarcare l’intero onere del pagamento dell’indennizzo all’espropriato opponente.

  2. Caro Admin., rimango sempre più esterefatto e le vorrei porre ancune domande, i posti di lavoro e gli investimenti creati dagli imprenditori nell’area PIP quanti sono?
    Lei mi può dire perché ogni volta che il Comune di Eboli va in tribunale torna sconfitto e con milioni di Euro da sborsare?
    Dopo la vicenda Aracne dello scorso anno, oggi l’area PIP, domani quale sarà la prossima sconfitta economica per questa città?

    Mi è stato detto a più riprese, tu non capisci sono problemi burocratici/ amministrativi, errori di valutazione, sbagli nella formulazione dei bandi ecc., se non fosse il Comune dunque la “cosa pubblica”, ma, una loro ditta, la gestione sarebbe fatta con lo stesso pressapochismo e dilettantismo che si evince dalle ultime vicende?
    Infine, il Biodigestore tanto osannato in campagna elettorale che fine ha fatto?

  3. ma che occasione ma che affare vendo bagnoli chi la vuol comprare

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