Le terre di Persano simbolo delle lotte contadine diventano “Le Costiere-Persano Golf Resort”

Il percorso del Golf Club è da campionato: 18 buche da 7.070 mt, uno tra i più lunghi d’Italia in un’area di 123 ettari di terreno, 72 dei quali in un parco naturale.

Il Golf Club Persano è tra i più lunghi d’Italia, da campianato: E le terre simbolo della lotta contadina “ripassano ai ricchi”.

Golf Le costiere Persano Royal cost

SERRE – Persano – (SA) – “E’ ora di giocare”, è lo slogan utilizzato per la campagna pubblicitaria dell’impianto golfistico “Le Costiere – Persano Golf Resort”, che ha aperto i battenti sabato 1 ottobre 2011 scorso.

Nell’occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto golfistico, situato fra le due coste: quella cilentana, selvaggia e misteriosa; quella amalfitana (La Divina), incantevole e blasonata; si sono trovati un centinaio di golfisti, per prendere familiarità di un progetto, a giudizio dei suoi promoters, assolutamente unico ed all’avanguardia, posto alla “sommità” dell’originaria Tenuta Borbonica di Persano, immersa in un contesto collinare che ben si addice ad attività sportive di questo tipo.

“Le Costiere – Persano Golf Resort”, viene indicato come una nuova “destinazione”, per il segmento turistico-golfistico nel Mediterraneo, in un’area che coniuga perfettamente turismo, sport, ambiente ed ecologia.

Si tratta di un percorso da campionato di 18 buche da 7.070 mt, uno tra i più lunghi di tutto il territorio italiano. Un percorso di livello internazionale, grazie al suo sviluppo in lunghezza, ma anche per dimensioni di fairways, tees, greens e bunkers.

La struttura di Persano, presenta caratteristiche uniche a livello europeo. Il presidente del consorzio Persano Royal Golf, il dottore, Pier Giovanni Pisani afferma: “sono molto soddisfatto per la prima giornata, oltre mille i visitatori con ben cento golfisti che si sono avvicendati sul nuovissimo campo da golf – il presidente ha aggiunto – l’ ingresso è gratuito anche per la giornata di domani (domenica 2 ottobre 2011), ed  abbiamo infatti riscontrato già decine e decine di prenotazioni. Da lunedì mattina ci sarà l’attività ordinaria di apertura, dalle ore 9.00 alle ore 18.00″.

Il responsabile della struttura, Gianmarco Fasano ha voluto sottolineare: “Nei prossimi giorni attiveremo tutti i servizi per rendere fruibile a tutti il nuovo impianto da golf: “Le Costiere – Persano Golf Resort”. Vi invitiamo a visitare la nostra struttura” – ed infine lancia un messaggio – è la giusta occasione anche  per presentarvi la nuova campagna abbonamenti per il 2012″.

Dal sito de “Le Costiere – Persano Golf Resort”, evidentemente ancora in allestimento si legge: “Il territorio di Serre, caratteristico paesino cilentano, situato ai piedi dei solitari Monti Alburni, citati maestosi dall’illustre Virgilio, accoglie Le Costiere Persano Royal Golf. Un clima favorevole, caldo e ventilato d’estate, mite d’inverno, consente ai golfisti di poter giocare tutto l’anno e di accrescere la passione e l’amore per il golf. Il percorso del Golf Club si estende su un’area complessiva di circa 123 ettari di terreno, par 72 immerso in terre ricche di storia e tradizioni, L’area è caratterizzata da zone leggermente ondulate e collinari, da numerosi bunkers e laghetti artificiali, che divertono ed impegnano il giocatore nel percorso tecnico delle buche. Il campo è adatto sia ad amatori sia ad esperti del golf per la presenza di ampi fairway e green. Le Costiere Persano Royal Golf sorge in una posizione che permette di abbinare la passione per il gioco con la scoperta di bellezze naturali e storiche attraverso itinerari turistici”.

Nella struttura per il momento lavorano 13 persone di cui 2 alla Reception, 9 alla manutenzione e altri due in servizi vari, per i costi invece si parla: per un abbonamento settimanale di 70€, mensile 150€, da ottobre fino alla fine dell’anno 300 €. Quelli giornalieri da 25 € più un gettone di 10€ per i bambini. Il campo al momento è fruibile di 7 buche , le altre due sono in allestimento, non è prervista la figura del Caddy, mentre le macchinine si fittano ad un costo di 20€. Quindi il costo di una giornata per una famiglia amante del Golf sarebbe complessivamente di circa 100 euro, naturalmente escludendo il pranzo e quanto altro.

E le terre di persano, dopo una lunghissima storia culminata con le lotte contadine, simbolo di quegli anni, e simbolo di un riscatto delle classi contadine, ospitano un Campo da Golf. Se non è tristezza è sicuramente delusione. Lo sapevamo che sarebbe finita così e menomale che quei contadini che le occupono, avendo pagato i canoni al Ministero, furono assolti.

Lo sapevamo che sarebbe finita così, inseguendo quel sogno turistico di quelle aree che Vito Marano, il Sindaco si Serre di allora, opponendosi alla loro vendita, opzionandone l’acquisto, rincorreva. E da allora subito si parlò di un grande Impianto golfistico, ristoranti, Hotel, eliporto e tutte le strutture necessarie per attirare turisti.

Senza nulla togliere alla società che ha realizzato l’impianto, avendo anche impegnato somme ragguardevoli e scommettendo su uno sport che in verità attira solo i ricchi, ironia della sorte, apre i suoi battenti proprio nel momento più buio dell‘economia nazionale e li apre in un’area, quella di Persano e di Serre, che non sono affatto nel cilento, semmai guardiane degli alburni e terminali della Lucania antica, fortemente depressa e fortemente oggetto di desertificazione urbana. E’ sicuramente un’investimento e va rispettato ma non è certo quello che queste terre si aspettano. E’ una risposta fuori contesto. E’ come offrire una coppa di champagne ad uno appena sopravvissuto al deserto.

Sogni di turismo infranti dai cumuli di immondizia di Macchia soprana. Sogni infranti da una sconfitta cocente che fa abbattere quello slogan che accompagno quelle lotteLa terra ai contadini“, il tempo e gli uomini hanno sconfitto quei sogni e ironia della sorte, sono passate dai ricchi, ai ricchi, attraversate dal breve sogno, ma solo un sogno dei poveri contadini. I ricchi di allora erano Real Casa Borbone e quelli prima di loro, i ricchi oggi sono quelli che arriveranno, speriamo per gli investitori, con gli elicotteri, si rilasseranno in quel bel verde lussureggiante e in quei panorami incantevoli e ripartiranno.

Sono curioso di sapere cosa ne penserebbero quelli che hanno partecipato a quelle lotte, qundo in quegli anni ’70 duecento carabinieri ricevettero l’ordine di sgombrare la tenuta militare di Persano, le terre occupate dai contadini e di distruggere il raccolto. Contadini, giovani che non erano solo di Persano e di Serre, ma delle vicine Borgo San Lazzaro, Campagna, Altavilla Silentina, sperando siano ancora in vita. E cosa pensano quelli che hanno guidato quelle lotte di allora: Vincenzo De Luca, Paolo Nicchia, Mario De Biase, Vincenzo Aita, Isaia Sales, Andrea De Simone, Michele Figliulo, Achille Mughini, Tania Cardinale, Flora Calvanese, Salvatore Forte, il mio amico Vincenzo Aita e tanti altri militanti e attivisti che vennero aggrediti e “fermati” insieme ai contadini.

De Luca, Aita, si farebbero ancora arrestare?

Un sogno infranto nel modernismo e nella mutazione genetica della società che passava dall’essere contadina a industriale e post-industriale, o alla mutagenesi di una classe politica, che non ha saputo coniugare le esigenze delle popolazioni rispetto alle sfide che la modernità introduceva e per assurdo si è lasciata travolgere da quelle ondate moderniste?

E’ qui il problema. Sono cambiate le cose e sono cambiati anche i comportamenti ecosì si è passati dall’Eschimo al blazer blu, dalla cinquecento al Suv, dal vino genuino a volte aspro ai più raffinati delle cantine di moda, dalle bollicine della gassosa allo champahne.

Che tristezza.

Per informazioni è possibile contattare il seguente numero di telefono: 0828-1991576. Oppure consultare il sito internet: www.golflecostiere.com.

……….  …  ………..

Foto Gallery

GOLF Impianto di persano

Golf Impianto Golfistico di Persano

Serre – Persano, 3 ottobre 2011

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Gentile Massimo, sono uno delle decine di golfisti che sabato 1 ottobre ha “calcato” i verdi prati (noi golfisti diciamo fairway e green) de “Le Costiere Persano Gol”. Devo dirti che hai un concetto del golf desueto. Posso assicurati, per cognizione diretta, che il 90% dei “calpestanti l’erba” non apparteneva al’upper class. Piuttosto ampia invece la messe di impiegati, studenti, falegnami (almeno due !), pensionati (tanti), precari e finanche qualche disoccupato. Ovviamente professionisti, commercianti ecc anche. Che tu ci creda o no questa era la realtà. C’era anche quel restante 10% forse di abbienti ma la piramide sociale non possiamo certo decapitarla (anche se tra le tue righe…..). Non ti sfuggirà che con 25 euro a Serre è possibile rimanere in campo anche 6 ore e l’uso del cart elettrico non è obbligatorio. Credo che tu conosca il costo un biglietto per una partita di calcio di 90 minuti ? Credo che tu conosca quanto costa un pranzo o cena in un ristorante, almeno 35 euro.
    Perchè ti scagli contro chi decide di praticare uno sport che ti permettere di stare all’aria aperta per ore, camminando nel verde, svolgento un allenamento perfetto in termini di sforzo cardiovascolare e motorio, praticabile da 7 anni fino ad 85 o più, che permette ad un nipote di competere e fare squadra con il predetto nonno, che ti insegna ad essere corretto (nel golf non esiste l’arbitro) ?
    Ciò scrivo per gli aspetti sportivi. C’è poi un’analisi politica che fai. Mi viene da chiederti: è possibile che tu possa pensare che sociologicamente la società sia nel 2011 la stessa degli anni ’70 ? Ti farebbe ancora piacere che negli ettari della tenuta si coltivassero fragole o altro ? Per il gusto di tenere in vita il bracciantato (magari da condurre alla lotta ma contro chi ? ).
    Devi sapere che Nazioni fino ad oggi più povere della nostra hanno già da 15 anni investito nel GOLF. Nel sud della Spagna (Costa del Sol) hanno costruito 200 campi da golf ed il DOPPIO degli alberghi, in Turchia il Governo ha varato un piano per costruirne 100 (sempre con alberghi) sul Mediterraneo, nel sud del Portogallo idem e potrei continuare. Perfino Fidel Castro li ha in costruzione !!
    Vuoi sapere il motivo ? Per intercettare i golfisti del nord Europa che da ottobre ad aprile NON possono giocare causa il freddo, per cui “svernano” nal sud europa. Sai quanti sono i golfisti del Nord Europa ? Circa quattro milioni. Ed ora veniamo al ns amato Sud Italia. In tutto il Sud Italia i campi da golf sono poche decine, noi che abbiamo il sole e la giocabilità del campo per 365 giorni ! Un Governo Nazionale serio avrebbe già fatto un piano Nazionale di sviluppo turistico del Sud (…..potremmo essere almeno come la Turchia o no ?) basato ANCHE sul golf. Se non ci pensa il Governo Nazionale (alcuni notoriamente impegnati in …altro/e) perchè i Governatori Regionali non ci pensano ? Non basta fare un campo da golf (come promosso dal lodevole Comune di Serre con l’aiuto di Bassolino) è necessario per INNESCARE SVILUPPO LOCALE fare “distretto”, cioè creare almeno 10 campi in tutta la Campania con relativi alberghi limitrofi. Sviluppo vuol dire che la sera il golfista cena (ristoranti), magari il marito gioca e la moglie va in giro per Paesi limitrofi ed acquista qualcosa (artigianato locale), nel frattempo un Comune apre il “Museo della civittà Contadina” (dico un nome a caso) e qualcuno lo visita ecc ecc.
    Se poi tutto ciò ti appare alieno o marziano devi sapere che Altri Paesi lo hanno fatto e “ci vivono”, almeno nei 100 km del distretto. Se poi preferisci la coltivazione delle fragole, possiamo sempre noleggiare la macchina del tempo e ritornare ai meravigliosi anni ’70 compreso l’ eskimo.
    Per inciso devo dirti che l’anno scorso viaggiando in Norvegia quasi alla latitudine del Circolo Polare sono rimasto impressionato dalle fragole che vendevano. Chiesi informazioni e mi dissero che le producevano loro in apposite “Serre” (absit injuria verbis). E quindi anche le fragole sono fregate a meno di non venderle a 10 euro al quintale (interessante vero?).
    Colgo l’occasione per complimentarmi con la decina di persone addette al campo, giardinieri (noi golfisti spocchiosamente li chiamiamo greenkeepers) ecc Ho potuto leggere nei loro occhi l’orgoglio di aver manuteso alla perfezione il manto erboso (ed effettivamente lo era) come nei circoli più blasonati d’Italia dove fitoagronomi e greenkeeper hanno decenni di esperienza ! Bravi ragazzi, questa è la prova che tutto si può imparare se si vuole, ancora complimenti. Avete acquisito un know-how per cui nel sud della Provincia di Salerno ora ci sono 10 greenkeeper contro 300 o 500 coltivatori di fragole. Forse è meglio stare nell’elenco dei 10.
    Termino. Gentile Massimo, tra la difesa (ed i vantaggi) del golf ho inserito qualche considerazione socioeconomica e per agevolare la lettura uno spruzzo d’ironia. Rispetto tutte le opinioni anche le vetero-opinioni. Però no, non sparare sul pianista…….ops…..volevo dire GOLFISTA. Con simpatia. Carlo
    P.S.: poichè scrivo da Salerno, credo che il buon Vincenzo De Luca che negli anni ’70 si sporcava le scarpe in agro Persano, , una certa idea di cosa voglia dire “innescare lo sviluppo” se la sia fatta……o no ?

    • Per carlo.
      Innanzi tutto ti ringrazio per il tuo intervento, appassionato, compiuto, intelligente e pieno di spunti interessanti. Si vede che sei un appassionato, anzi un innamorato del Golf. La tua passione è comprensibile, così come lo è quella dei motoristi, dei velisti, del canottieri, degli amanti del tennis, del criket e quant’altro. Il mio articolo non è affatto contro i golfisti e ne talpoco il Golf, anzi per inciso ho sottolineato “speriamo abbia successo” specie dopo aver investito una barca di soldi. Mi sono preoccupato di dare la notizia.
      Questo blog, per sua natura, fornisce informazione libera ed è fortemente critico quando è necessario. La notizia però se permetti, dal punto di vista giornalistico è ghiotta, propripprio perchè ha un suo retroterra politico che investe un’epoca, e un giornalista queste cose non deve e non può non coglierle.
      Quello che volevo mettere in evidenza era invece uno spaccato socio-politico, che invero non ha visto trasformare i nostri territori anche nella direzione che dici tu, ma al contrario ha visto trasformare solo i protagonisti di quegli anni, molti dei quali sono miei carissimi ed affettuosissimi amici come Aita, De Luca, Figliulo.
      Di qui l’amaro in bocca.
      Hanno ragione anche Kapsicum e fabio, ognuno di loro ha colto spezzoni di quello che ho forse, malamente e incumpiutamente espresso, che non era rivolto ad una azione di discredito verso l’impianto, la notizia, i golfisti e nemmeno contro quei prootagonisti politici di allora.
      Riguardo al Golf e al distretto che tu invochi, voglio sperare che diventi uno sport di massa, ma al momento non lo è, mentre ci sono una serie di altre discipline che costerebbero zero lire, se ci fiossero degli impianti che potessero accogliere i giovani che si vogliono dedicare a quegli sports. Penso all’atletica, all’aperto e al chiuso, penso alle Piscine, alle palestre a campetti per il basket o di calcetto, o al mini golf stesso, insomma ad attrezzature di quartiere o appartenenti a complessi sportivi che potrebbero dare l’opportunita ai giovani, ai meno giovani e agli appassionati di praticarli spendendo poco o niente.
      Fa l’esempiodi paesi che nulla hanno a che vedere con l’Italia, specie la Turchia e Cuba, che hanno realizzato delle vere proprie “isole” ma il resto del paese e la stessa popolazione poi vivono altre realtà.
      Pensa che in campania noi abbiamo due distretti archeologici di importanza mondiale come Pompei e Paestum, e nemmeno intorno a quello abbiamo saputo creare sistema.
      Oggetivamente avrei preferito che quelle terre fossero state utilizzate dai contadini e semmai dargli l’opportunità di crescere, non escludendo operazioni che vedessero anche impianti del genere. Non è il problema di mettere in contrapposizione le fragole con il Golf, o modelli di società diversi fra loro, ma cercare di capire la nostra società di cosa ha realmente bisogno e offrire gli strumenti e i mezzi idonei alla soddisfazione di quei bisogni.
      Dimmi tu e senza retorica, quella a cui noi apparteniamo a che tipo classificazione sociale la associeresti, a quella agricola, industriale, post-industriale, dei servizi e del terziario avanzato ?
      Al momento non è ne carne e ne pesce, nessuna di tutte quelle perchè ognuna si è abortita sul nascere, e perché non si può lasciare l’iniziativa solo ai singoli o ai singoli comuni che ipotizzano per il loro territorio iniziative che non rispondono, non perchè non sono utili, a un discorso programmatico nel quale si analizza i reali bisogni di una macro area e in quell’ottica perseguire gli obiettivi prefissati, per evitare le famose cattedrali nel deserto, ma anche per evitare che le mogli quando accompagnano i golfisti possano veramente visitare riescono a coprire la più variegata delle offerte.
      Quello che manca, caro Carlo è proprio questo, quella spinta necessaria che non sia orba, che riesca ad utilizzare una visione a più ampio raggio e che sappia dare tutte le risposte.
      Una mano per essere pienamente operativa ha bisogno di tutte e cinque le dita, allo stesso modo della società, e si devono rispettare tutte le iniziative anche quelle minoritarie, convinti che sebbene servano poche persone assolvono ad un compito.

  2. non esageriamo. A me sembra che l’articolo voglia dire altro.
    Un giornalista fine come il dott. del mese, sa bene rappresentare le cose, lo fa quotidianamente e coglie sempre quelli che sono gli umori della società.
    Io colgo in questo articolo un senso di tristezza che attraversa un periodo storico insieme ai suoi personaggi. Ha ragione del mese, una sconfitta. Per quella classe politica che ha alimentato allora la protesta e la piazza e ora invece sedendo al timone del comando é diventata classe di governo, comportandosi in maniera diametralmente opposta.

  3. il posto é veramente incantevole, così come é sicuramente rilassante praticarlo, ma non mi si dica che é uno sport popolare e di massa. Questo é uno sport da ricchi, che poi diventerà uno sport di massa é da vedere, già il fatto che ci si sposti da una parte all’altra del mediterraneo o d’europa, ti dice che occorre impiegare delle cifre. Benissimo, averlo vicino’ da Salerno sono 45 km e mi sta bene, ma uno come me che guadagna 1380 euro al mese, vorrebbe altre attrezzature sportive più alla mia portata e certo non vado allo stadio e ne a montecarlo a vedere il gra premio. Va bene il golf, ma non esageriamo

  4. ca ce manc’n i quattr laste e u lampione e pensamm u golf.

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