Napolitano: Più senso delle Istituzioni. L’Italia oggi è esposta a rischio

Napolitano: “Si avverte un acuto bisogno di senso delle istituzioni in un Paese storicamente caratterizzato da intrinseche debolezze e oggi esposto a rischi di grave inadeguatezza”

Il Presidente della Repubblica nel corso del 180° anniversario del Consiglio di Stato. L’Italia oggi è esposta a rischi di grave inadeguatezza.

Giorgio Napolitano

ROMA – Mentre il Leader della Lega Umberto Bossi, accompagnato dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, alla Festa della Zucca di Pecorara, incita insieme ai suoi fans alla secessione,  dice che l’Italia è finita, chiama “coglionazzi” “quelli che stanno a Roma”, minaccia i giornalisti di dargli dei “cazzottoni in bocca“, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è costretto a sottolineare alcuni concetti fondamentali per mantenere la barra della democrazia dritta: “C’è da far conoscere e apprezzare meglio l’intero quadro delle nostre istituzioni, senza sottovalutare gli ‘organi ausiliari’, il loro ruolo e la loro ‘indipendenza di fronte al governo’. Si avverte oggi un acuto bisogno di più cultura delle istituzioni, di più senso delle istituzioni, di più attenzione all’esercizio delle funzioni dello Stato e alle condizioni in cui versano le sue strutture portanti”. – Ha detto il Capo dello Stato, al Quirinale in occasione della cerimonia dedicata al 180° anniversario del Consiglio di Stato.

Il Capo dello Stato ha quindi richiamato quanto ebbe a mettere “in luce Benedetto Croce in una vigorosa pagina del giugno 1925, reagendo in modo sprezzante al tentativo del fascismo ormai dominante di presentare lo Spaventa come precursore della propria idolatria dello Stato. A quel ‘forte giurista’, che aveva pagato con l’esilio e con la condanna all’ergastolo di Santo Stefano la sua fede liberale, ‘importava semplicemente’, nel richiamarsi al concetto dello Stato di diritto – così scrisse Croce – ‘la necessità di garantire a tutti i cittadini la giustizia, rendendo più certe e meglio amministrate le norme legislative e impedendo o frenando l’arbitrio dei partiti che prendono il governo'”.

Per il Presidente Napolitano “è ormai essenziale una visione ampia, innanzitutto europea, dell’evolversi e dell’intrecciarsi delle esperienze istituzionali, senza cadere peraltro in equivoci pericolosi. La necessità, cioè, sempre più matura, di estendere l’area della sovranità condivisa il cui esercizio sia affidato in Europa alle istituzioni dell’Unione, nulla toglie all’esigenza di un efficace funzionamento e quindi di un rafforzamento delle strutture di uno Stato nazionale come il nostro, storicamente caratterizzato da intrinseche debolezze e oggi esposto a rischi di grave inadeguatezza. Anche nel quadro di un ulteriore avanzamento del processo di integrazione europea, restano affidate inderogabili funzioni agli Stati nazionali, e decisivo resta il loro concorso al perseguimento delle stesse politiche comuni europee”.

Il Capo dello Stato ha sostenuto l’esigenza di una migliore legislazione: “Per quanto antico o permanente sia il rischio del legiferare confusamente, in modo contraddittorio e tecnicamente difettoso, non c’è dubbio che in tempi recenti vi sia stato un sensibile scadimento del processo di formazione delle leggi”. Il Presidente Napolitano ha quindi auspicato “che un forte impegno a reagire a tale scadimento possa venire dalle energie che per varii canali può dispensare il corpo dei Consiglieri di Stato: in particolare nello svolgimento di funzioni di consulenza e collaborazione in seno ai ministeri, da assolvere sempre con pieno senso e scrupolo del servizio esclusivamente rivolto all’interesse pubblico“.

“Sappiamo d’altronde – ha osservato il Presidente – quale magnifica fucina e scuola di formazione di servitori della cosa pubblica responsabili, professionali e indipendenti sia stato e resti il Consiglio di Stato. Questa è certamente l’occasione per tributare un omaggio a tante figure del passato e del presente, in special modo a coloro che si affermano anche in età assai giovane nel superare rigorose selezioni e nell’adempiere il loro servizio. Sono stati evocati oggi, com’era giusto, in primo luogo nomi di grandi italiani, da quello già da me citato di Silvio Spaventa, a quello di Giovanni Giolitti – guida sapiente, in un periodo storico cruciale, dello Stato liberale – a quello di Meuccio Ruini, la cui significativa esperienza in Consiglio di Stato lo predispose in non lieve misura a fare al meglio la sua parte di accurato conduttore dell’opera di progettazione della nostra Carta fondamentale in seno all’Assemblea Costituente“.

“E il modo migliore di raccogliere queste molteplici eredità – ha concluso il Presidente Napolitano – resta quello di consolidare le basi della Costituzione repubblicana, gli equilibri e le garanzie che essa ha fondato, di partire di qui anche nel guardare a ogni esigenza di riforma che si possa seriamente proporre nell’interesse generale”.

Fortunatamente per noi che c’è Napolitano a difendere la Costituzione repubblicana, da un Bossi sempre più violento e sempre più volgare, che cerca di smantellare il Paese e con la scusa di difendere il Nord difende i suoi interessi, e quelli di pochi, con l’avallo di un Tremonti sempre più fedele, che mette in atto tutti gli artifici contabili per affondare l’Italia ed il Mezzogiorno anche a discapito di Berlusconi.

Roma, 1 novembre 2011

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Napolitano è un gigante. Una garanzia per tutti, anche per quelli che votano per la destra.

  2. Perché la situazione è grave? Perché lo stato italiano ha un debito molto alto, che va rifinanziato continuamente (con aste pubbliche in cui “offre” titoli in cambio di denaro fresco, con cui paga gli interessi su altri titoli in essere e salda quelli in scadenza). Se gli interessi da pagare son troppi rispetto al tasso di crescita economica,anzi decrescita,lo Stato diventa un debitore pessimo.Una inesistente crescita significa: risibili entrate fiscali e quindi fievoli risorse per far fronte agli impegni.Oggi e ancora ieri e x molti giorni ancora sentiamo parlare dello Spread,divenuto cosa quotidiana nel bollettino ALLARMI,Nei titoli di giornale + preoccupati per la speculazione finanziaria che in questi giorni starebbe colpendo il nostro ex Bel-Paese,Spread significa “ampiezza”, “apertura” (ma anche “allargamento”, “forbice” in senso figurato) e viene usato oggi per definire la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi, benché possa applicarsi a diverse coppie di parametri Gli Stati mettono sul mercato, con aste periodiche, un certo numero di titoli obbligazionari per avere liquidità dai mercati finanziari e potere così finanziare il debito pubblico. Noi si tratta dei BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) che, due volte al mese, vengono messi all’asta dalla Banca d’Italia. Hanno scadenza varia = 3, 5, 10, 15 e 30 anni. Semplificando un po’, lo stato italiano promette all’investitore che, se investirà sul suo debito pubblico (se gli presterà dei soldi), riavrà interamente il suo capitale alla fine del periodo stabilito e in più, prima della scadenza, gli verranno corrisposte periodicamente alcune “cedole” di rendimento di interessi.Ma un’altro temine ancora + minaccioso si affaccia= PUNTO DI NON RITORNO,ovverosia,il limite massimo del nostro Stato che ha per onorare le sue obbligazioni,oltre il quale il carico sarebbe troppo oneroso quantitativamente e cronologicamente,vedi BTP decennali,il quale si è attestato al 6,18% rispetto al Bund teutonico, avvicinandosi pericolosamente a quella soglia del 6,5% 7%,00 ritenuta da molti come un punto di non ritorno.Sull’argomento, i giornali specializzati forniscono grafici e comparazioni con la vicenda degli altri paesi Pigs,PORTOGALLO IRLANDA GRECIA E SPAGNA da cui risulta che statisticamente abbiamo circa «100 giorni» per evitare di fare la stessa fine. Da qui nasce il coro unanime di imprese e banche rivolto al governo: «il tempo è scaduto, bisogna agire subito». il problema è proprio il governo. Se si è rappresentati da un premier che la mattina attacca l’euro come «moneta che non ha mai convinto nessuno» e poi il pomeriggio dice il contrario, i mercati fanno due più due senza nemmeno rifletterci sopra: quel paese in queste condizioni (purtroppo è il nostro) non è credibile,rischiamo il fallimento alla guida del premier imprenditore…che certo che la Storia ha il senso dell’ humor.

  3. Viva il Presidente della Repubblica.

  4. L’ Italia rimpiangerà la serietà, l’onestà, l’etica politica e morale di Giorgio Napolitano come per Sandro Pertini.
    UOMINI CON LA SCHIENA DRITTA.
    ( Scusate la mia menoria corta, ma non riesco a ricordare altri uìmini più o meno contemporanei che l’Italia possa rimpiangere, anzi – S.B. in primis- verranno diementicati subito. Resterà il ricordo degli errori commessi, il grande danno arrecato alla società italiana e lo scarsissimo senso dello Stato. Mi auguro che vada A CASA SUBITO altro che SANTO SUBITO).-

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