Assistenza ai disabili: Assemblea di Protesta contro la Regione e il Governatore Caldoro

Le risultanze emerse dall’Assemblea pubblica di ieri sono sintetizzabili in dieci punti. De Luca: “dalla Regione un atto gravissimo“.

Assistenza disabili: dichiarazioni Assemblea Pubblica degli operatori della riabilitazione, familiari e sindacati. Dichiarazioni di Andria (PD) e i dei rappresentanti delle Onlus, Parisi, Gambardella, Coriglioni, Vitolo.

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SALERNO – Dopo lo scaricabarile della Regione Campania e del Governatore Stefano Caldoro, per i Servizi assistenziali alle persone diversamente abili, le proteste e la sfida lanciata dal Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, allo stesso Caldoro per un confronto pubblico, si registra una serie di dichiarazioni, tra le quali quella del Senatore del PD Alfonso Andria, e quelle delle varie associazioni Onlus che operano nel settore con Parisi, Gambardella, Coriglioni e Vitolo.

Dura presa di posizione del Sindaco De Luca che nel corso dell’assemblea al centro cantarella che ha parlato di “un atto gravissimo della Regione Campania“, schierandosi a fianco delle famiglie e degli operatori del settore. Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è intervenendo alla manifestazione indetta dalle associazioni impegnate nei servizi socio-assistenziali per contestare il Decreto 77 della Regione Campania. “Voglio rivolgere la mia profonda solidarietà – ha dichiarato Vincenzo De Luca alle famiglie, agli operatori, alle persone assistite. Siamo in presenza di un atto gravissimo assunto in assenza di una qualsivoglia intesa istituzionale da parte di una Giunta che si caratterizza per la sua scorrettezza istituzionale. Non c’è alcuna attenzione ai servizi minimi di civiltà come dimostra la recente vicenda del pubblico trasporto.

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Facciamo chiarezza – aggiunge De Luca –: nel 2010 la precedente amministrazione aveva messo in bilancio 120 milioni di euro per le politiche sociali; nel 2011 la giunta attuale ne aveva previsti 77; nel 2012 siamo a zero. Un attacco vergognoso alla vita di migliaia di persone assistite, delle famiglie condannate a morte civile, dei diritti dei lavoratori del settore che s’impegnano con grandi sacrifici in una situazione economica di grande precarietà. Che fine hanno fatto i soldi del Fondo Nazionale per le politiche sociali? Che fine hanno fatto i 30 milioni che l’aumento del 10 per cento del bollo auto destinava proprio alle politiche sociali ? La Regione sta mettendo in essere un tentativo delinquenziale di fare confusione e di scaricare sui Comuni che non c’entrano nulla le conseguenze della sua incapacità di governare ed amministrare le risorse. Invito alla mobilitazione civile delle famiglie, degli operatori, dei mass-media, della comunità ecclesiale. Dobbiamo mettere sotto assedio civile la Regione Campania per fargli comprendere la gravità del provvedimento e le sue drammatiche conseguenze per la vita di migliaia di persone sofferenti”.

Il Senatore PD: Seguo con grande attenzione le problematiche che in questi giorni legittimamente preoccupano e mobilitano i Centri di riabilitazione e di assistenza ai disabili”, dichiara Alfonso Andria che, impossibilitato a partecipare ai lavori dell’Assemblea pubblica dei Centri di Riabilitazione presso il Centro Sociale di Salerno, perchè impegnato in Aula al Senato dove è in votazione il Decreto Ambiente, si è voluto comunque esprimere sulla delicata vicenda dell’assistenza ai disabili.

Alfonso Andria

Se il decreto 77 della Regione Campania producesse effetti (al momento è sospeso per 60 giorni da altro provvedimento: il decreto n. 81 del 27 dicembre 2011), con particolare riguardo al delicato tema del pagamento delle prestazioni, soltanto il 50% del loro valore sarebbe posto a carico delle AASSLL, mentre del restante 50% dovranno farsi carico le amministrazioni comunali, con il contributo delle famiglie dei pazienti assistiti, così pregiudicando l’erogazione dei servizi ai cittadini con disabilità.

Sarebbe perciò opportuno – conclude Andriache la Regione Campania rivedesse l’impostazione del decreto 77 e che promuovesse tempestivamente un confronto con i Sindaci, i Responsabili dei Centri e le Rappresentanze Sindacali, puntando ad una soluzione equilibrata ed evitando iniquità ed ingiuste penalizzazioni. Il problema, infatti, non è soltanto la possibile compartecipazione alla spesa socio-sanitaria da parte dei Comuni, ma soprattutto l’aggravio che la soluzione indicata dalla Regione farà ricadere sui familiari che quotidianamente hanno cura di disabili e sulla qualità dei servizi erogati dalle strutture specializzate.

Allo stesso modo si sono espressi nel corso dell’Assemblea i rappresentanti dei Centri di riabilitazione, i quali chiedono alla Regione Campania di agire tempestivamente con riguardo al decreto n. 77 e particolarmente di intervenire con sollecitudine indicando per questo 10 punti essenziali:

1)      garantire l’accesso ai servizi territoriali sanitari e sociosanitari;
2)      investire in programmi e servizi per persone con disabilità;
3)      adottare una strategia regionale per la disabilità e un piano di azione;
4)      coinvolgere le persone con disabilità e gli stakeholders (associazioni di categoria, sindacati)
5)      stanziare fondi adeguati;
6)      promuovere la qualità dei servizi;
7)      accrescere la consapevolezza e la comprensione della disabilità;
8)      migliorare la raccolta dei dati sulla disabilità;
9)      sostenere la ricerca sulla disabilità;
10)  operare in rete superando la dicotomia pubblico – privato.

“Desidero ribadire – dichiara Salvatore Parisi, Presidente dell’Anffas-Onlus di Salerno e Coordinatore regionale Anffas Onlus Campaniache l’incontro di quest’oggi e la mobilitazione in atto non sono assolutamente da considerarsi manifestazioni o proteste di tipo strumentale, come pure qualcuno – ingiustamente – ha voluto sottolineare e classificare. I rappresentanti politici, ad ogni livello e di ogni espressione, hanno il dovere civile e morale di farsi carico di questa delicatissima vicenda che rischia di avere dei risvolti drammatici per centinaia di famiglie con disabili a carico. Le criticità denunciati sono e reali che richiedono attenzione, scelte e risposte concrete Le nostre richieste sono state condensate in 10 punti che naturalmente vanno chiariti e declinati nel rispetto dei bisogni e delle aspettative dell’intera comunità salernitana e campana”.

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Sulla stessa linea d’onda è Antonio Gambardella, Coordinatore Regionale Aspat Campania: “Auspichiamo che da Salerno, parta un movimento propositivo di impegno per una regolamentazione regionale, equa e solidale, del sistema socio sanitario regionale. Vero é che la Regione si é immediatamente resa conto del caos amministrativo e dei disagi che ha causato ai cittadini della fasce deboli con l’emanazione repentina del decreto n. 77, concedendo successivamente una sorta di proroga e poi ancora,  emendando una legge regionale che, di fatto, sospende l’emergenza di questi disagi, ma è anche vero che quest’ultima  non risolve strutturalmente il problema del nuovo sistema socio- assistenziale della Regione Campania ha inteso riformare. A livello regionale  bisognerà sedersi tutti intorno ad tavolo e trovare le soluzioni ed i percorsi condivisi ed  idonei,  soprattutto salvaguardando il diritto alle cure ed all’assistenza il cui costo, non vi è dubbio, non può ricadere, anche se in quota parte,  sui cittadini che sono già stati fortemente penalizzati dalla loro disabilità”.

“Le manovre Regionali per il contenimento della spesa sanitaria hanno sino ad oggi coinvolto quasi esclusivamente le strutture della sanità privata, – commenta Ottavio Coriglioni, Delegato Sanità Privata Confindustria Salerno. – Ne sono prova le polemiche riportate dai giornali sui  super pagati primari degli ospedali pubblici. Il settore del privato accreditato, esclusa la farmaceutica, nel 2004 complessivamente assorbiva risorse per 1.700.000,00 euro garantendo circa il 30% delle prestazioni con una punta di circa il 95% per la riabilitazione . oggi ad otto anni di distanza assorbiamo ancor meno , mentre il fondo sanitario regionale ha avuto un incremento dallo stato di circa il 40% .

È lecito chiederci che fine hanno fatto queste cifre? , come mai si obbligano le strutture private a limitare le prestazioni da rendere ai cittadini , che alla fine ne fanno le spese ? La politica regionale è irresponsabile: i cittadini con particolari patologie è sempre più spesso  costretto a cercare le cure al di fuori della Regione , in questi ultimi due anni le spese sanitarie fuori regione sono salite a circa 400 mil. di Euro aumentando nel biennio di 140 mil. di euro. Non è in grado di risolvere l’ingente debito che ha nei confronti delle nostre strutture private che ormai sono strangolate dai tassi di interesse passivi delle banche”.

“Oramai la Regione Campania, in esclusiva misura unilaterale – sottolinea Nunzio Vitolo del Centro Tivan di Battipaglia –  elude ogni tavolo di confronto  e legifera lanciando “imprimatur” che colpiscono gravemente i livelli occupazionali, inficiano equilibri istituzionali generando confusione, ma, cosa forse più grave, ledono i diritti degli anziani, dei malati cronici e terminali, dei bambini, dei pazienti oncologici, persone con disabilità e non autosufficienti che dovranno d’ora innanzi aggiungere un ulteriore fardello, di natura economica,alla loro già non facile esistenza. Siamo di fronte ad un punto di non ritorno, che pone le strutture sanitarie del salernitano ma di tutta la Regione Campania in una situazione che non trova precedenti e che mortifica la loro professionalità”.

Salerno, 23 febbraio 2012

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