Mafia e Usura: se ne parla in diretta alla Webradio Unis@und

Mercoledì 7 marzo 2012, dalle 12.00 alle 13.00, in diretta radiofonica dalla webradio Unis@und si parla di Mafia e Usura.

Ospiti della trasmissione: Luigi Cuomo, Coordinatore SOS Impresa,  Lorenzo Diana, presidente nazionale Rete della legalità, Tano Grasso, presidente della Federazione Antiracket e Antiusura.

SALERNO – La quinta puntata del format ‘L’Italia e le mafie’, ideato dalla redazione giornalistica di Unis@und, è dedicato al tema ‘La mafia e l’usura’.

In Italia l’usura frutta alla malavita, nella maggior parte dei casi organizzata, almeno 20 miliardi di euro. La Mafia da sola gestisce un giro di affari di 6 miliardi di euro. I numeri ci dicono anche che il rischio usura interessa potenzialmente 2.960.000 famiglie e 2.420.000 piccoli imprenditori le media di debito si attesta in circa 42.500 euro procapite.

Lorenzo_Diana

Ed’ è una pratica diffusa in tutta la penisola anche se a soffrire di più è il Mezzogiorno dove coesistono tutte le varie forme di ‘usura’. Anzi è entrata nel core business degli uomini della malavita organizzata: Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona. Nelle quattro regioni a forte penetrazione malavitosa l’usura lambisce ambienti professionali e pezzi della ‘società bene’ e si intreccia con altri reati quali il gioco d’azzardo, il riciclaggio, il traffico di droga. Regione italiana più ad alto rischio è la Campania. Ma ci sono, anche, regioni ‘insospettabili’: Liguria, Valle d’Aosta, Toscana, Lombardia, Piemonte, Abruzzo tanto per fare solo alcuni esempi.

luigi cuomo

Nell’usura sono i commercianti a pagare il contributo più alto.  Situazione  che si è ulteriormente aggravata nell’ultimo periodo a causa della crisi che ha colpito il commercio al minuto che ha portato alla chiusura di 357 mila attività commerciali. Di queste un 30% deve la chiusura a un forte indebitamento ed all’usura. Nella regione Campania sono circa 32 mila le imprese coinvolte in rapporti usurai di varia natura. Almeno 1 su 3.  Due commercianti su tre che gestiscono queste imprese coinvolte nel fenomeno usuraio, tentano di intraprendere un’altra attività cambiando ragione sociale, il restante chiude definitivamente i battenti: un dato stimabile tra le 8 e le 10 mila imprese.  Un tributo pesante per i commercianti che, nella sola Campania, a causa della lievitazione del capitale e degli interessi si aggira in non meno di 2.8 miliardi di euro.

TANO-GRASSO

Mafia e usura’, un intreccio indissolubile e, spesso, nascosto dietro un velo di finto perbenismo e di moralismo strisciante. L’appuntamento è per il 7 marzo, dalle ore 12.00 alle ore 13.00. In studio Michaela Sica e Rita Di Simone. Tra gli ospiti in collegamento telefonico: Luigi Cuomo, Coordinatore SOS Impresa,  Lorenzo Diana, presidente nazionale Rete della legalità, Tano Grasso, presidente della Federazione Antiracket e Antiusura.

Per partecipare alla trasmissione è possibile inviare una mail a direttawebradio@unisa.it oppure telefonare allo 089 96 91 94, lasciare il proprio nome e numero telefonico per essere richiamati.

Salerno, 6 marzo 2012

6 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. È un’azienda che cresce di anno in anno, che fa cento miliardi di utile e non conosce crisi, che non sa cosa siano le tasse e che prospera grazie alla violenza e all’illegalità. .Le mani della criminalità sulle imprese: che quest’anno hanno fatturato circa 150 miliardi di euro, con un utile che si avvicina ai 90 miliardi. Certo,.L’omertà fa più male di una pallottola,ma comunque Sembra il bilancio di una grande società multinazionale, ma purtroppo questi numeri si riferiscono ad un fenomeno tristemente noto, che da sempre ha forti ripercussioni sulle attività d’impresa, spesso vessate da intimidazioni o vittime di giri d’usura.L’attuale congiuntura economica non poteva che esacerbare questa realtà. Di fatto, nello specifico l’usura si conferma il fenomeno più in crescita, in parte dovuto alla crisi finanziaria, che costa alle aziende 50 miliardi di euro.ono sempre di più gli imprenditori che cadono vittime degli usurai, superando ormai la soglia delle 190 mila unità.A queste attività criminose, “diciamo tradizionali”, si affiancano nuove frontiere di fatturato illecito: putroppo, quel che emrege da rapporto è come il competitor numero uno di molte aziende siano spesso un’attività basata su illeciti.Dal 1945 in avanti i gerenti dell’Italietta hanno permesso l’affermarsi di un’economia parallela e complementare a quella ufficiale. Ormai è tutto legale, chi rispetta le leggi è un fesso. Noi stiamo parlando della cosiddetta Mafia imprenditrice, oggi presente e ben consolidata in tutti i settori economici eproduttivi, dal commercio al turismo, dall’intermediazione alle forniture e così via… di Mafia SpA.

  2. la mafia ,credo sia individuabile nei settori più insospettabili….ad esempio i veterinari ,non potrebbero mettersi in accordo con i macelli; ed analizzando nelle aziende agricole dedite all’alevamento il bestiame, dichiarare infetti animali che non lo siano realmente.Al solo scopo di intascarsi una parte di ricavato dalla vendita della carne.Già poichè gli animali infetti vanno al macello ma la loro carne al consumo.E perchè l’allevatore non può eseguire un contro esame di accertamento privatamente presso un laboratorio privato?Non vi pare che tutto questo puzza di imbrogli?ciao carmelo

  3. @carmelo,il tuo discorso è logico e veritiero,il nostro codice distingue tra associazione a delinquere 416.,il caso da te immaginato,e quella di stampo mafioso 416 bis, ,che ha peculiarità proprie,come la violenza e la coazione fisica oltre che psicologica,dunque una fattispecie molto + efferata.Sotto il primo aspetto, è necessario ricordare che elemento fondamentale dell’associazione (termine che ha lo stesso significato in tutti i reati associativi) è l’organizzazione di mezzi, anche rudimentale, al fine di commettere delitti. Questo è infatti ciò che giustifica la maggior severità sanzionatoria che caratterizza i reati associativi rispetto ai reati-scopo in concorso formale tra loro. D’altro canto, anche se nella pratica l’esistenza di un’associazione viene desunta dalla commissione di reati da parte degli associati, è costantemente affermato che, per la sussistenza del reato di associazione, non è richiesta l’esecuzione dei reati-scopo. La Corte di Cassazione ha puntualizzato inoltre che la prova del reato associativo non può desumersi dalla circostanza che tre o più persone abbiano commesso, insieme, una serie di fatti criminosi, in quanto l’accordo va provato in sé.Per quanto riguarda le differenze con il semplice concorso di persone, a parte il fatto che viene richiesto un numero minimo di almeno tre persone per dar vita all’associazione, nel concorso l’accordo è occasionale e accidentale, cioè limitato alla realizzazione di uno o più reati, e si esaurisce con la consumazione di questi.Concludendo,dove tre o + persone si mettono d’accordo per usufruire di vantaggi illeciti a danno dei cittadini,possiamo parlare a LARGHE MAGLIE DI “MAFIA”,UN CONCETTO ABBASTANZA AMPIO E LABILE ALLO STESSO TEMPO.BUONE COSE

  4. ma ,in un caso reale, come quello da mè illustrato,cosa potrebbe fare l’allevatore per poter ottenere un riesame da tecnici neutrali?Facendone richiesta possono intervenire i Carabinieri del nucleo N.A.S .Se la risposta è un si,questa richiesta ha un costo?come ,impostare l’eventuale domanda per ottenere il riesame? grazie per l’eventuale risposta, la saluto anch’io cordialmente augurandole buon lavoro ciao carmelo

  5. NATURALMENTE CARMELO,LA LEGALITA’ COMPORTA COSTI,ED I COSTI SONO UN FRENO ALL’AVANZAMENTO DELLA STESSA.LA BUROCRAZIA INGENERA CORRUTTELA,(Mi riferisco in senso lato e non al caso in specie,vedere la relazione della Corte dei Conti,costo sociale 60 mld l’anno) PERCHE’ AD OGNI STEP,AUTORIZZAZIONE DI SORTA,C’E’ IL PERICOLO CHE SI ANNIDA,UN “SI, VEDREMO, SI PUO’ FARE ,ASPETTI” ET SIMILIA.IL TUO è UN RAGIONAMENTO DEGNISSIMO,CHE VALORIZZA ASPETTI ETICI E LEGALISTICI,MA FIN QUANDO IL SENSO DELLO STATO NON SI RADICHERA’ NEL SINGOLO,IL GRUPPO,INTESO COME SOCIETA’,SARA’ SEMPRE PASSIBILE DI TALI ABERRANTI SITUAZIONI.UN SALUTO

  6. credo comunque che per giungere alla giustizia intesa come “un bene comune”basti una sentenza, senza una azione penale non si ottiene alcunchè,ed è paradossale che tutto questo debba sempre essere tradotto in costi economici.Discutiamo di diritti sociali non privati e quì dovrebbero entrare in ballo molte associazioni le quali percepiscono compensi senza far nulla per guadagnarseli.Ma anche i collegi giudicanti, mantenuti tali poichè stipendiati dallo stato nonchè pagati dai….. cittadini, dovrebbero fare di più,proporre di più cercare di ottenere maggiori attenzioni dai legislatori che in genere non hanno esperienza di legge saluti carmelo

Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2020 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente