USB accusa: Lo smantellamento del CSTP è un “affare per i privati”

Che vadano tutti a casa è lo slogan dell’Unione Sindacale di Base per lo “sfascio” del CSTP.

L’USB si oppone alla macelleria del Trasporto pubblico locale, lo ha detto all’appuntamento di oggi, di Piazza Ferrovia a Salerno, per affermare i diritti dei cittadini e dei lavoratori. Smantellare il servizio pubblico è un affare per i privati.

Corteo-cstp-salerno

SALERNO – Il corteo di questa mattina per dire no alla Liquidazione del CSTP e del trasporto pubblico si è snodato dalla Stazione lungo corso Vittorio Emanuele, per poi dirigersi da piazza Portanova fino a via Roma, proseguendo alla meta finale, verso il palazzo della Provincia, il Comune e la sede del Cstp di via Luciani.

Intanto dal Palazzo della Provincia, ostinati più che mai nel loro intento di annientare il trasporto pubblico, per punire i salernitani, che hanno preferito votare De Luca, fanno sapere di non essere d’accordo sui 5 punti della proposta avanzata dal Sindaco di Salerno per salvare il CSTP.

Irresponsabili.

Nel bilancio di previsione* 2012 della Regione Campania, per spesa corrente, sono appostati ai trasporti quasi 600 milioni di euro di cui 285 andranno al trasporto su gomma. Il capitolo –Trasporti e diritto alla mobilità- viene tagliato di oltre il 50%  (da 1.286 milioni spesi nel 2011 a 668 milioni per il 2012).

E’ fin troppo evidente la manovra di smantellamento delle aziende pubbliche locali attraverso i tagli dei trasferimenti. Si impongono fallimenti economici alle aziende come il Consorzio Salernitano Trasporto Pubblico per passare l’affare del trasporto pubblico ai privati. Le scelte politiche che si stanno abbattendo su lavoratori e cittadini, prima che recessive, sono misure di violenza antipopolare senza precedenti nella storia della Repubblica italiana.

Da giovedì 22 marzo 2012, il decreto liberalizzazioni è legge. Parte rilevante di questa legge è l’obbligo per comuni e regioni di mettere a gara sul mercato tutti i servizi pubblici locali, (trasporti, rifiuti, luce, etc.). Inoltre le regioni dovranno individuare entro il 30 giugno i “bacini territoriali omogenei” che per ottimizzare la gestione del servizio non dovranno avere più l’estensione minima del territorio provinciale. Esattamente l’incontrario di ciò che in questi giorni si vocifera a Salerno tra “addetti ai lavori” che profetizzano lo spezzettamento del CSTP verso micro aziende municipalizzate. I lavoratori del CSTP devono aprire gli occhi: le segreterie (politiche e sindacali) della  Provincia di Salerno e della Regione Campania seguono dall’esterno la vertenza CSTP come una semplice “crisi” aziendale e non come la punta dell’iceberg di una guerra portata a lavoratori e cittadini sul campo dei diritti al bene comune, ai servizi pubblici, all’occupazione e al reddito sociale e salariale di chi, lavoratore, stuedente e pensionato, paga tutte le tasse fino all’ultimo centesimo.

I manager di nomina politica devono dimettersi quando non sanno né vogliono contrastare le scelte politiche dei loro partiti che determinano le crisi fallimentari delle aziende cui sono chiamati a gestire. Ancora peggio se si propongono come liquidatori. Per tutelare i diritti dei lavoratori e dei cittadini il Presidente e l’intero CdA devono andare a casa.

Le tasse aumentano ma i servizi pubblici e i posti di lavoro si riducono… Nel giorno di Pasqua, in provincia di Salerno abbiamo subito la completa interruzione del servizio pubblico anche se CSTP è obbligata dalla Legge a garantire almeno i servizi minimi. USB chiede al Prefetto di Salerno e alla Procura della Repubblica di accertare la responsabilità civile e penale di questa vergogna. Chiediamo perché i lavoratori che interrompono il servizio pubblico sono puniti e precettati, mentre se lo fanno i “manager”, questi vengono premiati e lasciati al loro posto a gestire i soldi pubblici delle nostre tasse?

Salerno, 11 aprile 2012

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