Ancora disagi per gli utenti: Bellizzi resta senza Uffici Postali

Italia dei Valori protesta: La posta…. Si sposta e da Bellizzi va a Belvedere nel Comune di Battipaglia.

Disagi per i cittadini di Bellizzi che informati da un volantino, trovano l’Ufficio Postale chiuso per lavori di manutenzione e adeguamenti strutturali.

Ufficio-Postale-Bellizzi

BELLIZZI – “La Posta non si sposta” recita un manifesto e un volantinaggio sulla questione dell’ufficio postale di Bellizzi a firma dell’Italia dei Valori, il partito di Di Pietro.

L’oggetto riguarda la decisione, da parte di Poste Italiane, di chiudere per circa un mese, a partire da oggi 15 maggio, l’ufficio bellizzese per lavori di manutenzione e di adeguamenti strutturale e normativi.

Invece – per IDV che formula la sua denuncia – Poste Italiane se ne è strafregata dell’appello e a partire da martedì 15 maggio ha chiuso l’ufficio, ha spostato i propri dipendenti e ha demandato gran parte dei servizi alla sede di Belvedere nel comune di Battipaglia.

Secondo l’esponente locale di IdV, è già di per se grave che la notizia è stata comunicata dall’ufficio centrale di Poste Italiane solo venerdì 11 maggio con uno scarno comunicato fotocopiato e fatto affiggere sulle vetrina di qualche bar e inviato anche al Sindaco per pura conoscenza.

Il segretario cittadino del partito di Di Pietro, ritiene illogico e strano che Poste Italiane non abbia previsto un punto mobile o la disposizione di un container come di solito avviene in questi casi essendo Bellizzi un comune con oltre 14mila abitanti e che serve anche la frazione Bivio Pratole, San Vito e Pagliarone del comune di Montecorvino Pugliano. Potevano anche fittare uno locale sia pure in forma temporanea. Decisioni affrettate e improvvisate che hanno creato moltissimi disagi all’utenza, specie quella anziana che dovrà recarsi, volente o nolente, presso l’ufficio postale di Belvedere.

Matteo Russo IDV

“L’unico sforzo che ha fatto le Poste è stato quello di far rimanere aperto anche di pomeriggio la sede di Belvedere. – ci dice il coordinatore IdV Matteo Russo. – Non si può interrompere un servizio pubblico con tale indifferenza. Il fatto che Poste Italiane sia una società privata è un tormentone che ha stancato ed è una presa in giro per l’utenza tutta. Alla posta si paga tutto e non fanno certo volontariato. Potevano tranquillamente organizzare e garantire un servizio minimo senza grossi sforzi. La verità è  che manca proprio il senso di responsabilità verso l’utenza tutta. Anche l’amministrazione comunale – continua Russo – ha fatto poco, anzi niente per impedire che questo accadesse. Il sindaco, in virtù della sua autorità, doveva chiedere la sospensione del provvedimento e costringere Poste Italiane a organizzare lo stesso servizio senza costringere i cittadini bellizzesi ad andare fuori comune e magari portava Poste Italiane davanti al Prefetto. Invece niente.”-

Intanto è ovvio e consequenziale il malcontento popolare, per i responsabili di Italia dei Valori, che contestano l’atteggiamento di Poste Italiane, che interrompendo un servizio pubblico senza dare il giusto preavviso ai correntisti ed utenti, ha creato disagio soprattutto agli anziani e non automuniti con il  trasferimento delle utenze negli uffici postali dei comuni limitrofi, anche per una semplice corrispondenza o il pagamento di un bollettino.

Secondo il Partito di Di Pietro, in queste mattinate quelli che si sono radunati per discutere della vicenda, tra cui principalmente anziani oltre che genitori e capifamiglia, hanno protestato vivamente contestando il provvedimento che ha provocato disagi e preoccupazioni perché non tutti i cittadini-utenti hanno avuto la possibilità di recarsi altrove come indicato dal comunicato prima della improvvisata chiusura.

“Proposte rimaste, purtroppo, inascoltate e nel chiuso di un cassetto. – conclude il coordinatore dipietrista. – mentre maggioranza e opposizione ancora una volta hanno preferito accusarsi a vicenda con il solito scaricabarile solo tramite i social network (facebook e twitter) e non certo davanti alla posta dove gli ignavi pensionati e utenti hanno avuto l’amara constatazione della chiusura dell’ufficio postale”.

Bellizzi, 16 maggio 2012

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