Oscurato il sito di Beppe Grillo: E’ stata una cellula di Anonymous

Una cellula di hacker, ‘AnonOps’, legata al movimento, critica le scelte del comico genovese e rivendica l’azione.

Dura la condanna di altri componenti: “Siamo in mano a gente sprovveduta. Anonymous è una cosa seria. Quello che hanno fatto va contro i nostri principi” . E adesso sul blog di Anonymous si pensa a votare sulla legittimità dell’attacco.

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ROMA – Il blog di Beppe Grillo affondato da Anonymous, ma il movimento si spacca. Il sito è rimasto inaccessibile per circa 10 ore. Paradossalmente il leader del Movimento Cinque Stelle ha chiesto aiuto alla Rete e poi, alla stessa Anonymous, sigla che nasconde espertissimi hacker che operano in tutto il mondo. “L’attacco non è sicuramente opera loro”, ha dichiarato il comico genovese. Invece in serata, sul blog ufficiale di Anonymous Italia l’operazione è stato rivendicata attraverso un comunicato molto critico verso Grillo, cancellato poi dopo poche ore: “Sei un populista senza arte né parte, per questo abbiamo deciso di darti un po’ della nostra attenzione”.

Non va dimenticato però che Anonymous non è una struttura gerarchizzata: non ha né leader né partiti che lo controllano. “Nessun utente può garantire del comportamento dell’altro però ognuno ha diritto a sviluppare liberamente il proprio dissenso purché non discriminatorio verso religione, etnie e orientamenti sessuali”, spiega un secondo post dei cyberattivisti del blog ufficiale di Anonymous Italia. “L’attacco di oggi è stato effettuato da una cellula ‘AnonOps’, una rete dove gli Anonymous si organizzano e comunicano da svariati anni”. E poi ne giustifica l’incursione: “Riguardo al recente attacco al blog di Beppe Grillo è un’azione che può essere rivendicata. E come tutte le azioni di Anonymous è sostenuta da alcuni ma non da tutti. La cellula – continua la nota – è stata momentaneamente esclusa dall’amministrazione del blog fino a quando l’intera comunità potrà decidere la legittimità dell’attacco con un sondaggio”.

E si spiega così il fatto che – subito dopo la rivendicazione – hanno iniziato a moltiplicarsi, nelle centinaia di  commenti e su Twitter, i distinguo: “Va contro i nostri valori. Non abbiamo mai attaccato nessun media o blog. L’informazione deve essere libera e plurale. Chi l’ha fatto non ha rispettato questa regola condivisa comunemente”.

Abbiamo contattato via mail uno degli esponenti del movimento, che ha duramente condannato l’operazione informatica: “Non sono altro che cani sciolti. Sembravano seri, in realtà cercano notorietà”. E spiega chi c’è dietro l’attacco: “Basta vedere chi ha scritto sul blog ufficiale: uno dei tanti che non ha mai capito nulla. Purtroppo non c’è modo per bloccarli e noi anziani del movimento non possiamo intervenire. Sono in pochi. forse hanno attaccato anche con l’aiuto di qualche Anonymous non italiano che non conosce bene la situazione, qui, in Italia”. Poi le parole di amarezza: “E ora, sapete quanto farà comodo dire che Anonymous ha attaccato Beppe Grillo? Non oso immaginare“.

“Ripeto sono dei cani sciolti, non sanno niente delle regole, se avessero capito il senso del nostro movimento non l’avrebbero fatto. Ogni volta – prosegue l’interlocutore – ogni volta che hanno attaccato un media si sono presi delle strigliate dagli Anonymous internazionali, ma non succederà più perché purtroppo sono stati quasi tutti arrestati”. Una situazione degenerata nel movimento degli hacker e in mano a persone sprovvedute. “Anonymous è una cosa seria, non si può fermare un processo bellissimo come questo. Sono solo idioti frettolosi, ma io dopo stasera lascio”.

La rivendicazione. Il comunicato pubblicato da ‘AnonOps‘ rimprovera a Grillo una serie di scelte: “Abbiamo deciso di darti un po’ della nostra attenzione perché non apri le tue liste agli stranieri, perché sei un populista che cerca di raccogliere consensi senza arte né parte e che perché più volte hai magistralmente eseguito il saluto romano, sostenendo la politica di repressione fascista”.Tutto ciò basterebbe – continua la nota – per giustificare il perché di tanto accanimento”.

Ma c’è dell’altro. “Sfortunatamente  – proseguono gli hacker – altri motivi ci spingono a schierarci contro di te. Il fatto che sostieni la medicina alternativa dai presunti medici che la praticano ha creato taciti consensi che hanno causato persino morti”.

Anonymous poi si sposta sulla ricerca scientifica e l’ambiente: “Tralasciamo inoltre – continua Anonymous- la devastazione della barriera corallina compiuta dalla tua barca e i tuoi inutili tentativi di riparare al danno proponendone la ricostruzione”. Poi i cyberattivisti parlano del caso più deplorevole: “La scomparsa del microscopio elettronico che serviva ai ricercatori per dimostrare che il plasma utilizzato negli inceneritori di ultima generazione è peggiore ai metodi precedenti”. Grillo è accusato di aver prima sostenuto la ricerca nella raccolta fondi e poi di averla screditata, tacciandola di plagio “sottraendo il microscopio che avevi fatto (preventivamente) intestare ad una Onlus ai ricercatori, impedendo così il loro lavoro”. “Ci chiediamo – conclude la nota – perché non liberi il movimento dal tuo nome”.

Roma, 11 giugno 2012

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Beppe Grillo fa paura, e nemmeno ne fanno stoma, vivono ossessionati dalla sua presenza e continuano a difendersi e a difendere i loro privilegi.
    riducete le pensioni milionarie, riducetevi le indennita’, riducete le mega prebende dei boiardi di stato, rinunciate al finanziamento pubblico, annullate i finanziamenti ai giprnali che non legge piu’ nessuno, aumentate gli stipendi, garantite i servizi, dal trasporto, alla sanita’ alla scuola, finanzoate o giovani, mandate a fanculo le banche che non aiutano nessuno, riducete le tasse e aimentate gli investomenti, finanziate opere essenziali, ecc ecc.
    se fate questo, grillo scompare.

  2. Anonymous, usualmene, usa argomenti estremamente solidi in suo sostegno. In questo caso, tuttavia, sostenere che Beppe Grillo sarebbe solito fare il saluto romano non è esattamente quello che si può definire un argomento forte. Se l’ha fatto in qualche circostanza, e io non ne ho memoria ma potrei sbagliarmi, può essersi trattato probabilmente di tutto, ma è difficile credere che possa essere un tributo alla repressione fascista.
    Un attacco vero,da parte di un gruppo di Anonymus. Un attacco confermato anche da cyberattivisti che non lo condividono. Tanto che si èaperto un dibattito interno perché molti pensano che il gesto sia contro alcuni principi fondanti: cioè non attaccare media/blog.Ben altre e più losche trame si ordiscono in questo Paese di bucanieri che affondano insieme al carico di beni comuni che stanno cercando di portare in qualche isola sperduta, al di fuori della nostra giurisdizione.

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