Il futuro dell’ex Manifattura cavese tra sogno e speculazione

Giovedì 21 giugno, ore 18.30, Club Universitario Cavese di Viale Crispi, confronto pubblico sul futuro dell’ex Manifattura dal tema: “Dalle esperienze e testimonianze di lotta alle Idee”.

Il Comitato Civico “MALC” (Manifattura alla città) dopo la seconda bocciatura da parte della Regione della richiesta di housing sociale presentata dal gruppo Maccaferri, mette a confronto situazioni ed esperienze differenti per elaborare idee forti di trasformazione urbana…

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CAVA DEI TIRRENI – Si terrà giovedì 21 giugno, alle ore 18.30, presso il Club Universitario Cavese di Viale Crispi, di Cava de’ Tirreni, un confronto pubblico sul futuro dell’ex Manifattura dal tema: “Dalle esperienze e testimonianze di lotta alle Idee”.

Il Comitato Civico “MALC” (Manifattura alla città) dopo la seconda bocciatura da parte della Regione Campania della richiesta di housing sociale presentata dal gruppo Maccaferri, cvuole mette a confronto situazioni ed esperienze differenti con lo scopo di elaborare idee forti di trasformazione urbana… che siano innovative, ma rispettose dei luoghi e delle tradizioni.

E’ una sfida sicuramente, ma è anche il futuro delle nuov e visioni di sviluppo delle Città, delle aree metropolitane, degli abitati e dei complessi produttivi ora dismessi, segno di una società che ha bruciato in pochi decenni le sue tradizioni contadine, sopraffatte dalle produzioni industriali e dalle industrie e poi, le sue speranze industriali naufragate da un’altra “speranza” quella della modernità dell’avventura globale, dei servizi più avanzati, rincorrendo quel famoso “villaggio globale” di cui non si è mai riuscito ad individuarne la sua esistenza.

Saranno infatti presenti, oltre agli esponenti del Malc e delle associazioni che lo hanno costituito (Italia Nostra, La Rosa di Gerico, Agorà) e i rappresentanti di altre realtà extra cittadine come: il Comitato No Crescent di Salerno, che si oppone all’Amministrazione ritenedolo sia una colata di cemento; l’ex Polverificio di Scafati trasformato in un polo culturale; l’ex Manifattura Tabacchi di Pontecagnano, in parte trasformata in polo culturale, ma in parte interessata anche ad altri utilizzi non escludendo anche la cementificazione; l’ex Manifattura Tabacchi di Bellizzi, il cui futuro è del tutto incerto; il Macrico ex Canapificio di Caserta, esempio di lotta rispetto ai ottenuti; l’associazione Sabina Futura di Rieti, protagonista di una puntata del settimanale RAI Report sullo scempio che si sta compiendo a Rieti, che vedrebbe interessata una vasta area a valenza archeologica ed ambientale, da una selvaggia cementificazione.

L’idea degli organizzatori è, quindi, di cui il tema “Dalle esperienze e testimonianze di lotta alle Idee”, ne anticipa la discussione, indirizzandola su idee forti di trasformazione urbana, che siano innovative, e nel contempo rispettose dei luoghi, delle tradizioni e delle comunità che si aspettanno soluzioni moderne, utili e capaci di non cancellare luoghi, esperienze e ricordi.

E’ sicuramente una sfida, ma in quella sfida chi potrà mai dire quale sia la soluzione giusta? E’ mai possibile affidare una scelta che poi diventerà irreversibile solo ed esclusivamente ad un concorso, o una tecnicistica situazione che rincorra un finanziamento, non importa se risponda alla utilità o alla necessità di una comunità? Allo stesso modo è mai possibile affidare scelte importanti solo al principio di una condivisione più ampia, sorretta da movimentismi, che in ogni caso non rappresentano nella loro complessità, una indicazione maggioritaria in senso assoluto, se non rispetto a porzioni attive e semmai proprio grazie al loro attivismo diventate predominanti?

Sarebbe il massimo se si riuscisse ad avere entrambe le cose, ma questo è il desiderio, e l’uomo nella sua storia si è affidato al momento e si è adattato ai tempi, operando una stratificazione che a volte è stata distruttiva e sostitutiva, a volte consevativa, aggiuntiva e integrativa, e l’Italia è il più bello e magnifico esempio di questa magia conservando ben il 70% del patrimonio artistico, architettonico e monumentale del mondo.

Immaginiamoci per un attimo se un comitato avesse contestato e si fosse opposto alla realizzazione del Pantheon o il Colosseo, per fare solo degli esempi? Lascio ai lettori ogni riflessione, aggiungendo: nessuno può mai avere il verbo in assoluto e trasmettero sicuro che lo sia.

Cava dei Tirreni, 20 giugno 2012

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Con la scusa dei Project financing stanno cementificando l’Italia.

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