Allarme randagismo a Eboli: ritrovati animali sbranati

Animali sbranati da mute di cani affamati e pericolosi. L’accusa: si presume provenienti dalle colline e dal canile sui monti di Eboli.

Voza: Cosa dobbiamo attendere che qualche persona, la sera, di ritorno a casa si trovi di fronte un esercito di cani affamati con le conseguenze che possiamo solo immaginare?

Daino dilaniato

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera allarmata che ci proviene da Armando Voza, che fa suo il dramma di alcuni cittadini, e mette in evidenza, fra gli altri, quanto sia capitato al Proprietario della fattoria Didattica ai piedi della Collina di San Giovanni: “Il mondo di Heidi”.

Voza racconta con dovizie di particolari, fatti veramente raccapriccianti, e benché ad averne drammaticamente la peggio siano animali del tutto innocui e comunque essere viventi, non esclude che vi sia un sollevazione ed un allarme affinchè episodi del genere non accadano più. Armando Voza lancia l’allarme e ci ricorda come è possibile che possano succedere altre aggressioni del genere, che potrebbero vedere come vittime: bambini, donne, uomini.

Claudio, è così che si chiama il titolare della struttura, mostra in alcune foto, scattate dal fotoreporter Paolo Garofalo, le carcasse dilaniate di daini, caprettine e gatti. Ma Claudio non è il solo ad aver subito queste disavventure, alcuni altri cittadini come nel caso di V. P. che più di una volta ha visto scomparire a decine galline, polli e galli, e se non avesse trovato a terra penne e sangue, avrebbe pensato si fosse trattato di un furto.

E’ evidente che la situazione è difficile ed è oltremodo pericolosa, va ben oltre la casualità e le autorità devono assolutamente intervenire per evitare accada il peggio, come lo stesso Voza non esclude possa accadere. E’ indispensabile che la muta vada individuata e catturata, prima che si incoraggino e si incattiviscano e diventino sempre più selvaggi e aggressivi. Di pari passo va affrontato anche il problema della custodia e della cura dei Cani randagi, cercando di avere un servizio, ma che costi quanto meno è possibile, magari anche affidandolo allo stesso Claudio come ipotizza Voza.

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Lettera Aperta di Armando Voza

caprettina

Verso la fine di marzo 2011 presso la fattoria didattica “Il mondo di Heidi” in via Fontanelle, 90 ad Eboli, Claudio, il titolare della struttura, organizzò una giornata dedicata al mondo degli animali: l’argomento era limitare il fenomeno del randagismo con iniziative volte alle adozioni coscienti degli animali. Presenti con il corpo, forse un po’ meno con lo spirito, le autorità locali tra le quali l’allora assessore all’ambiente che confermò esplicitamente tutta l’attenzione dell’amministrazione locale verso il fenomeno del randagismo, con iniziative progettuali da realizzare sul territorio Comunale”, parole che dicono tutto e non dicono niente.

Ad Eboli da anni, con difficoltà immani, opera un gruppo di volontari animalisti che provvedono, spesso anche proprie spese, e sempre nel rispetto della legge, alla sterilizzazione di cani e gatti e alla loro collocazione presso famiglie. Il Comune di Eboli, grazie proprio a queste persone, ha istituito la figura del “cane di quartiere”, applicando la Legge Regionale 24 novembre 2001 n.16: Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo. I primi cani di quartiere ebolitani sono stati Stellina, Gingomma e Nerina, che forse molti ricorderanno, tutte morte tra il 2011 ed il 2012.

Per questo il Comune aveva approvato uno specifico regolamento: gli animali riconosciuti cani di quartiere” avrebbero portato come segno distintivo un collare rosso (come il mantello di San Vito, patrono di Eboli e patrono dei cani) e una medaglietta recante il nome dell’Associazione responsabile e il numero di telefono della persona affidataria. Questi animali, dopo essere stati vaccinati e sterilizzati dal Servizio Veterinario dell’ASL SA2, iscritti all’anagrafe canina e microcippati, sono stati affidati ad associazioni di volontariato iscritte all’Albo Regionale delle associazioni per la protezione degli animali, le quali si sono assunte l’onere della gestione e la responsabilità. Da qualche tempo sembra che questa attenzione da parte delle istituzioni, non sicuramente da parte dei volontari, sia completamente svanita. Nessun controllo del territorio nonostante le numerose segnalazioni di mute di cani randagi in giro per il paese all’affannosa ricerca di cibo (visto che ormai l’organico è quasi tutti chiuso nei bidoni).

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Mi segnalano la denuncia presentata ai VV.UU. da una signora che una sera è stata inseguita da una decina di cani particolarmente aggressivi che circolavano indisturbati nel centro della città. Paradossalmente, proprio nel luogo in cui oltre un anno fa si parlava del fenomeno del randagismo e dei problemi connessi, l’organizzatore ne è rimasto esso stesso vittima. Claudio ha già subito tre attacchi da parte di cani randagi: un anno e mezzo fa gli sbranarono quattro daini albini; qualche mese fa sono ritornati ed hanno ucciso alcune caprette, dei gatti ed attaccato una femmina di lama che era pronta per partorire, cosa che ha fatto prematuramente con il cucciolo che è riuscito a sopravvivere pochi giorni.

L’ultimo attacco è avvenuto la sera dell’11 us. Passando attraverso un varco creatosi dopo la caduta di un muro di contenimento sulla vicina strada comunale, in quelle condizioni già da qualche anno, circa una ventina di cani, provenienti dalle zone collinari interne (qualcuno pensa che siano stati rilasciati, dopo essere stati sterilizzati e microcippati, dal canile sui Monti di Eboli) sono entrati nella proprietà di Claudio e dopo aver scavato sotto la recinzione sono entrati nell’area dove riposavano due daini e li hanno letteralmente sbranati; stessa fine hanno fatto alcuni gatti. Anche questa volta l’immediato intervento di Claudio nulla ha potuto perché è stato anch’egli rincorso e solo per poco è riuscito a salvarsi da una fine analoga. La disperazione di Claudio, che con tanto amore cerca di offrire a bambini ed adulti un luogo di svago, dove divertirsi e ritemprare l’animo (l’unico ad Eboli), ha raggiunto livelli parossistici.

Le decine di segnalazioni fatte agli uffici comunali, i problemi semplici che in questo paese diventano insormontabili, ha avuto sempre destinatari sordi, ciechi ma non muti perché ad ogni occasione pubblica questi individui hanno avuto sempre la sfacciataggine di vendersi quello che non era loro. Durante le campagne elettorali i candidati a sindaco hanno sfruttato quella passerella per promettere cose che poi non hanno mantenuto: come al solito. Chiedo a Claudio di far sentire forte la sua voce ma teme ritorsioni “Se venissero a controllarmi, per quanto voglia stare in regola qualcosa me la troverebbero sempre”. Il sogno che da anni Claudio accarezza è la realizzazione di un rifugio per cani (ma anche un gattile), un luogo di passaggio prima che gli animali, sterilizzati e microcippati, vengano dati in affidamento.

claudio

I costi per realizzare una struttura ecocompatibile sul terreno che Claudio metterebbe a disposizione non superano i ventimila euro. “Troppi!” qualcuno potrebbe pensare se non fosse per il fatto che Eboli ha finora mandato i propri cani in strutture lontane dalla città spendendo cifre ben superiori. Apprendo che ultimamente i cani venivano mandati presso la struttura di Francolise (CE), dico venivano perché ad oggi è creditrice di circa 120.000 euro, cioè il Comune deve dare a queste persone tutto questo denaro. Quanti rifugi avremmo potuto realizzare con quei soldi  anche con la possibilità, non remota, di fare di Eboli un punto di riferimento per altri comuni, incassando del denaro e creare qualche posto di lavoro in più? Sui Monti di Eboli esiste un canile di proprietà della città di Salerno che ospita circa 700 animali e i nostri dobbiamo mandarli a decine di chilometri da qui.

La situazione è davvero drammatica se per sterilizzare un animale il proprietario deve portare a proprie spese tutto l’occorrente, se le strutture sanitarie locali sono prive di microchip né li richiedono all’ASL. Ma anche gli organi di controllo sono impotenti: se i cani randagi venissero catturati dove potrebbero essere mandati se Eboli più nessuno se la fila? E’ un problema sanitario, di sicurezza, di ordine pubblico eppure tutti se ne fregano. Cosa dobbiamo attendere che qualche persona, la sera, di ritorno a casa si trovi difronte un esercito di cani affamati con le conseguenze che possiamo solo immaginare? Spero vivamente che qualche associazione animalista seria cominci a far sentire la propria voce, anche interessando la Procura della repubblica perché se esistono una responsabilità esiste anche un responsabile.

Non vogliamo più parlare di speranza che qualcosa cambi perché da anni lo ripetiamo ed ora siamo anche stufi di passare per fessi, ma una cosa è importante che si sappia: se il livello di civiltà di una comunità passa anche attraverso il rispetto degli animali sta tratta gli animali è segno che forse Eboli ancora stenta ad uscire dal Medioevo.

Eboli, 15 dicembre 2012

19 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Solidarietà all’amico Claudio,per il resto ci rifiutiamo pure di commentare,tanto la lettera di Armando dice già tutto.-
    Questo comitato nel limite delle sue possibilità resta vicino anzi vicinissimo al “Mondo di Heidi”… se possiamo renderci utili in qualcosa,l’amico Claudio non ha che da chiedere,nella speranza che vengano presi giusti provvedimenti da chi di dovere per vivere in un ambiente possibilmente più “SANO”.-

  2. Ho diverse foto dei miei bambini che danno da mangiare al daino e alle caprette de “il mondo di heidi”. Vedere che fine hanno fatto quei poveri animali mi riempie di tristezza. E ripeto una frase che da un pò di tempo mi trovo a ripetere sempre più spesso…. “Che paese di merda”.

  3. Grande solidarietà al Mondo di Heidi e a Claudio gli animali tutti sono creature da salvaguardare, ne va dell’equilibro della natura. Non di meno, dico che occorre porre rimedio al problema del randagismo nei modi corretti non lascviando il problema solo nelle mani di straordinari volontari e persone di buon cuore. L’amministrazione si faccia carico una volta per tutte e seriamente del problema, sollevato da anni ormai. Inoltre chiederei ai cittadini, per scongiurare altri episodi come questi, di lasciare un pò di cibo in giro invece di buttarlo nella spazzatura. I cani purtroppo sono affamati perchè non esistono più rifiuti in cui cercare cibo.Il problema va affrontato nella sua interezza non facendo la caccia alle streghe. Condivido chiaramente la riflessione di Armando Voza e invito l’assessore all’ambiente di farsi carico subito del problema. In fondo gli sprechi sono altri!

  4. Sarebbe una gran cosa se qualche amministratore, l’assessore competente o ADDIRITTURA il Sindaco su questo blog o anche con altri mezzi desse una degna spiegazione a quanto è accaduto e sta accadendo.

    Soprattutto al primo cittadino chiedo di farlo e di farlo in maniera convincente, prendendosi impegni seri perché non è una bella cose pensare che chi ha aspirazione a sedere in Parlamento non sia stato in grando ANCHE di non riuscire a risolvere un problema così banale: sanitario e di sicurezza pubblica.
    La domanda dei potnziali elettori “Ma se non è stato buono a risolvere stè sciocchezze in un paese di 36.000 abitanti che contributo potrebbe mai dare per risolvere i problemi di un Paese di 60.000.000 di abitanti?”. La domanda sarebbe legittima o no?

  5. Come al solito mi ritrovo a fare la parte della guastafeste, ma solo per onore del vero.Innanzitutto esprimo la mia solidarietà al Mondo di Heidi per l’episodio nefasto, che ha visto la morte di creature innocenti, ma mi preme sottolineare alcune lacune nelle parole di Armando Voza, che prima di scrivere farebbe bene ad informarsi su come stanno esattamente le cose sul Rifugio Monti di Eboli, gestito dalla Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane-sez. di Salerno-, la Sig.ra Antonella Centanni, ed evitare di dare per certo che i cani assalitori siano provenuti dal rifugio.Forse il Sig. Voza non sa che i cani sul rifugio non hanno bisogno di scendere in gruppo per cibarsi, poichè sono accuditi sotto ogni punto di vista dalla presidente e dalle volontarie tutte.Aggiungo che inizialmente la Sig.ra Centanni aveva stipulato una convenzione con il comune ebolitano per la cura e il mantenimento di circa una ventina di cani prelevati sul nostro territorio ,che nel tempo sono diventati circa ottanta e che hanno avuto, sempre e comunque, tutte le cure necessarie al loro giusto mantenimento, NONOSTANTE IL COMUNE NON VERSI UN SOLO EURO per i cani accalappiati in territorio ebolitano!Dirò di più: lungo la strada che porta al rifugio stazionano diversi cani,sia maschi che femmine, ovviamente sterilizzate e le volontarie a turno ogni giorno portano loro da mangiare, questo perchè il rifugio è ormai in esubero e non si sa più dove sistemare i cani che sistematicamete vengono abbandonati lungo la strada.Ora il Sig Voza dovrebbe spiegarmi che necessità avrebbero i cani del rifugio tanto da spigersi a scendere in gruppo a seminare il panico e la morte! Tra l’altro appena si arriva al rifugio ci sono cani liberi che ti vengono incontro e che sono buonissimi,è assurdo pensare che si tratti di loro!Vogliamo parlare poi del lavoro instancabile che fanno le volontarie, che si portano intere cucciolate a casa per evitare loro il canile o che finiscano a Francolise,che forse per qualcuno sembra la giusta soluzione ma che a noi volontarie sembra invece soltanto un modo per togliersi il problema davanti? che cosa ne sa il Sig. Voza del lavoro e dei sacrifici che compiono i volontari per salvare quotidianamente queste povere bestiole che vengono lasciate lungo la strada e davanti ai cancelli del rifugio affamate, denutrite e malate, che cosa ne sa il Sig. Voza delle lacrime che si versano quando una vita delle loro fugge via, dopo innumerevoli tentativi di salvezza!D’accordo sul fatto che il Comune è assente, ma che si dica che siano stati i cani del rifugio monti di Eboli NO, NON LO ACCETTO!e ve lo dice una che le volontarie le conosce tutte, che conosce il loro operato e quello della Sig.ra Centanni, che fa volontariato essa stessa, in modo serio e consapevole.Di poi, in tutta questa storia, posso sapere cosa c’entrano Stellina e Gingomma?forse il Sig. Voza vuole fare diventare cani di quartiere tutti i randagi che vagabondano per strada? La legislazione sul cane di quartiere nella spiegazione del Sig. Voza è esatta, ma c’è un particolare che non so se si omette o di cui non si è a conoscenza: i cani di quartiere vengono intestati al Sindaco e a un’associazione, verissimo,ma devono aver un detentore, ovvero una persona che quotidianamente deve occuparsi di loro provvedendo al loro mantenimento, che dovrebbe essere a spese del Comune e che invece in tutti gli anni che Eboli ha visto la figura del cane di quartiere è toccato sempre ( ovviamente per una questione di amore viscerale ) al detentore in questione, la Sig.ra Margherita Bufano, ottima volontaria e splendida persona, che con una costanza inimitabile si è presa cura di Stellina e Gingomma dal primo fino all’ultimo giorno, tra l’altro aggiungo che c’è anche Nerina che staziona sull’ospedale e che , per fortuna, è viva e vegeta, altro che tutti morti.Sfido il Sig. Voza a trovare un detentore SERIO come la Sig.ra Bufano, o più di loro, che si prenda cura di un randagio divenuto cane di quartiere,sarebbe segno che l’opinione pubblica sul tema trattato sta decisamente cambiando in meglio…ma mi permetta di dire che non è affatto così, qui ad Eboli c’è ancora molta ignoranza in merito.Ancora, leggo a un certo punto che le persone per far sterilizzare il proprio aniale devono portarsi tutto…ma cosa significa? le sterilizzazioni giù all’asl sono attive, ma per quanto riguarda i randagi però, non di certo i cani padronali.Se si volessero mettere a sterilizzare i cani padronali, ci sarebbe forse attenzione ai randagi per strada?credo d no…i soldi finiscono dappertutto…e ancora, i randagi che girano per Eboli non sono affatto pericolosi, io non so dove viva il Sig. Voza da non accorgersene, tra l’altro ci sono più persone che li fanno mangiare. Morale della favola, suppongo che il branco in questione provenga davvero da un territorio poco visitato, dove cresce allo stato brado e spinto dalla fame si dirige verso l’odore della carne…ma sarebbe più logico pensare che arrivi da altra direzione, visto che il Mondo di Heidi è sulla zona opposta alla collina di san Donato…
    In quanto al Sig. Claudio, ripeto,tutta la mia solidarietà,però devo anche dire che forse, essendo già capitato un episodio simile, avrebbe dovuto, forse, recintarsi meglio, proteggere meglio se stesso e i suoi animali, ma questa è solo una parentesi perchè si sa che purtroppo le cose accadono anche senza volerlo.Cordiali saluti.

  6. Signora Marianna,
    la ringrazio delle sue parole chiarificatrici.
    Se legge bene quello che ho scritto non ho in nessun modo affermato categoricamente che i cani povenissero da quel canile e poi ho semplicemente riportato un’ipotesi non mia che non ho notizie di questo mondo (ammetto l’ignoranza). Le parole che ho scritto sono il frutto della disperazione di una persona che si sente completamente abbandonata dalle istituzioni alle quali non chiede denaro ma una maggiore sensibilità verso questo mondo e verso chi, con denaro proprio e sacrifici, ha realizzato ad Eboli una struttura, l’unica, che è riferimento per bambini e genitori (visto che il vostro sindaco ha fatto eliminare il parco giochi alle spalle delle scuole elementari V. Giudice per fare spazio – ma quando? – ad un parcheggio interrato). Dei sacrifici dei volontari ho notizie, sono amico di alcune di queste splendide persone, e l’amore che provo per gli animali, mi creda è grande quanto lo è il suo (anche se non posso permettermi di mantenerne uno). Ho citato i cani di quartiere solo per mettere alla luce la schizzofrenia di un’amministrazione che da una parte dedica spazio (anche se su sollecitazione esterna) ad una cosa così nobile e bella (che rende una comunità più civile) e poi spreca denaro pubblico e permette che il territorio sia completamente abbandonato a se stesso. Il denaro finisce è ovvio ma quel poco si ha il dovere di spenderlo al meglio e quindi quello speso per Franolise ed altri canili poteva rimanere sul nostro territorio dando una mano ai volontari e ai privati (come Claudio) che avevano dimostrato interesse per questo mondo. Claudio ha ribadido più di una volta che nulla ha contro quei cani che hanno solo risposto al loro istinto di sopravvivenza. Il problema sono gli uomini o meglio certi uomini. Per quanto riguarda la recinzione, i cani sono entrati da un varco creatosi in un muro di contenimento su strada comunale: l’obbligo di provvedervoi non era di Claudio che, ancorché disposto a provvedervi, correva il rischio di essere denunciato per interventi su suolo pubblico. La mia lettera aperta è stata un grido di allarme. Sono padre di due ragazze, ma penso ache ai figli degli altri, che potrebbero la sera trovarsi in situazioni spiacevoli. Mi creda sig.ra Marianna il pensiero va a loro e a quelle povere bestie indifese. Nessuna polemica con nessuno. Da ebolitano che ama il proprio paese e che ammira il lavoro di chi dedica tempo e denaro senza chiedere nulla in cambio.
    Con serenità ed affetto
    Armando Voza

  7. Allora a Eboli alla fine i cani vengono in autostop si sterilizzano da soli senza cip .Come sento dire da animaliste ebolitane che Eboli è un oasi per gli animali .Ma perchè è successo tutto questo se tutto le volontarie fanno adottare i cagnolini di strada non li rimettono sul territorio dopo sterilizzate.A Eboli ci sono troppi cani per strada non diciamo che è il paese del mulino bianco .Forse la riemmissione sul territorio è sbagliata .Non ci prendiamo in giro sono le animaliste che mettono sul territorio i cagnolini se non si cambia la mentalittà ci troveremo sempre cani per strada mi dispiace per quello che è successo

  8. x rosaria:
    hai ragione cani e cagnolini ormai raggiungono il territorio in autostopo, si sterilizzano da soli senza “cip” e spesso addirittura senza “ciop”.
    La misura è colma xxxxxxxxxxxxx
    xxxxxxxxxxxxxxxxxxxcomprese!
    P:S. : gli animalisti no???

  9. x admin:
    non capisco se mi hai censurato perchè non hai ben colto il senso del mio intervento oppure perchè hai pensato che i lettori di questo blog fossero così scemi da non capirlo o prenderlo alla lettera.
    Sicuramente per come lo hai stravolto nemmeno io ci capisco più nulla. A questo punto per evitare equivoci o addirittura interpretazioni contrarie al mio pensiero ti chiedo la cortesia di eliminarlo del tutto. Grazie.

    • Compaesano,
      Il sarcasmo non è di tutti, sebbene ho compreso e come, mi sono preoccupato più di chi poi nella foga della difesa monacale di una causa avesse potuto menar fendenti, buttandola sul antianimalismo, razzismo omofobico di genere e quanto altro, costringendoti e costringendomi ad interventi interminabili a spiegare il contrario.
      Credo in ogni caso che il commento sta bene come è, e in tutta sostanza credo come te che si sta un poco esagerando, anzi, più di un poco.
      Senza nulla togliere a nessuno non si esageri, ne nell’accusa e ne nella difesa, ne sul principio generale specie in questo momento che una famiglia su quattro è già povera altre fino a concorrere ad 1/3 delle famiglie corre lo stesso rischio.
      Non credo ci sia una sollevazione del genere nel caso si incontri persone che vivono sotto i ponti, nei fabbricati abbandonati, sotto i cartoni.
      Sarebbe il caso di ricorrere ad una registrazione delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, ma soprattutto una revisione del nostro sentimento di solidarietà, perché si vada nella direzione della protezione e nel rispetto del creato e di tutti gli esseri viventi.
      Massimo Del Mese

  10. non conviene rispondere al compaesano perchè non a capito nulla.

  11. … non ha capito nulla (licenza poetica o licenza elementare?)

  12. licenza compaesano

  13. x rosaria
    Cosa intendi per licenza compaesano?
    Che eri xxxxxxxx (detto senz’offesa per gli asini) lo si capiva dal tuo primo intervento. Non avevo bisogno di sottolinearlo e non l’ho fatto…nè prima nè dopo.
    Per quanto riguarda le “animaliste che mettono sul territorio i cagnolini”,ribadisco il concetto: meglio trovare cani per strada che gente con la tua “mentalittà”.

  14. x compaesano .Ma tu sai di cosa stimo parlando l’abbandono selvaggio sai cosa è ? Io ho fatto solo un errore ortografico ……..Pensa i cani che fanno l’autostop ecc…ecc…..

  15. Era solo una battuta. E’ Natale, siate buoni … se potete!!!

  16. chiedo scusa a tutti, il nocciolo della questione è il randagismo, e non i pettegolezzi, sapete cosa vuol dire essere rincorso da un branco di cani randagi? vedere le proprie bestiole sbranate sotto gli occhi, dopo averle viste nascere e accudite con tanto amore?…….. il fenomeno randagismo , è sempre colpa dell’uomo, ma in particolare delle istituzioni, che a mio avviso non fanno il proprio dovere, vi chiedete perchè al nord non esiste questo fenomeno?, perchè gia da anni sterilizzano,e le asl fanno il proprio dovere sul territorio di competenza , mentre il comune di eboli con a capo il sindaco dovrebbe cercare di alleviare i problemi della propria cominità, ma purtroppo, a mio avviso noi stiamo miglia di km lontani dalla civiltà del rispetto degli animali e del territorio, basta farsi un giro , non solo per eboli, ma anche nel circondario , è sotto gli occhi di tutti, e se poi qualcuno si sente offeso, vuol dire che non ha capito nulla.

  17. qui tutti si litiga, ma i veri responsabili sono gli amministratori che fanno fare bello e cattivo tempo ad altri e non riescono a fare una struttuta adeguata

  18. Forse se non li abbandonassero per andare a farsi na vacanza di cazzo e se li portassero con loro o li darebbero agli amici o parenti per un po’ tutto questo non accadrebbe

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