Scafati: Corrado Scarlato è il candidato Sindaco del Centrosinistra

Il civico Corrado Scarlato con 1.541 voti su 4551 votanti, stravince le Primarie ed è il candidato del Centrosinistra che affronterà il Sindaco uscente Aliberti.

Il PD e i suoi massimi dirigenti hanno perso alla grande le Primarie del centrosinistra per la scelta del Candidato Sindaco e Pasquale Aliberti “ringrazia”. In genere il PD ce la mette sempre tutta ogni qual volta si tratta di perdere.

Scarlato-Donnarumma-Vitiello-Grimaldi-Tafuro-Candidati-Primarie-Scafati

SCAFATI – Grande afflusso di votanti alle Primarie del Centrosinistra di Scafati per scegliere il Candidato che sfiderà il Sindaco uscente Pasquale Aliberti, che a sua volta punta al secondo mandato sostenuto da ben 7 liste: Il Popolo delle Libertà, Aliberti Sindaco, Libertas Democrazia Cristiana, Noi per Scafati, Scafati Cresce, Grande Scafati, Azzurri.

Si sono recati a votare in 4.551 scafatesi, e a sorpresa, ma non tanto, il Partito Democratico le prende di santa ragione, perché a vincere con 1.541 voti è il civico Corrado Scarlato, seguito dal giovane Michele Grimaldi del PD, il quale pur avendo avuto un ottimo risultato personale si è fermato a 1011 voti. Gli altri Candidati: Ignazio Tafuro in rappresentanza di SEL ha ottenuto 684 voti, Enrico Donnarumma del PD 520 voti, Mariarosaria Vitiello PD 390.

Corrado Scarlato

Corrado Scarlato, 44 anni, è un imprenditore. E’ espressione del nuovo movimento civico “Scafati libera“, tra l’altro, aveva manifestato anche la volontà di ritirarsi dalla competizione per via di un’indagine che lo vede coinvolto per alcune fatture con la Scafatese calcio dell’esercizio 2007-2008, ritenute false, ha sfidato e ha vinto contro SEL e il suo candidato e una delegazione del PD di tutto rispetto composta da ben 3 candidati: Il trentenne Michele Grimaldi che si è posizionato subito dietro di lui è componente della Segreteria Nazionale dei Giovani Democratici, è leader di Primavera non bussa, vicino all’Onorevole Guglielmo Vaccaro e fiero oppositore del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca; Il giovane 31enne, Capogruppo PD in Consiglio Comunale Enrico Donnarumma, titolare di un’Agenzia Immobiliare, sostenuto tra l’altro dall’ex Sindaco Pasquale Bottoni, dal Segretario della Sezione PD Giuseppe De Francesco e dal Consigliere Michelangelo Ambrunzo; La docente e Vice Segretaria Provinciale del PD Mariarosaria Vitiello, presidente dell’Associazione civica Spes, deluchiana e sostenuta dalla Segreteria Provinciale; Il giovane imprenditore 33enne Ignazio Tafuro, consigliere comunale di Sel e fino a pochi mesi fa anche segretario cittadino del partito di Vendola.

Non c’é che dire, una bella batosta quella del PD. Una batosta che era nell’aria dal momento in cui i suoi massimi dirigeti non hanno saputo trovare una sintesi ed indicare un solo candidato da sottoporre ai propri elettori, nel confronto con i candidati degli altri Partiti, o della così detta società civile. Il Partito Democratico in genere ce la mette sempre tutta ogni qual volta si tratta di perdere, così come proprio in questo momento che il Sindaco Aliberti, sebbene guidi roboantemente una coalizione di 7 liste, vive un momento di difficoltà sia per i suoi mancati appuntamenti politici, sia per le vicende giudiziarie che lo hanno colpito, indipendentemente dal fatto se è responsabile o meno, ma soprattutto perché il suo Partito, il PDL, si sta liquefacendo dietro il giudizio inequivocabile del corpo elettorale che lo reputa insieme al suo Leader Silvio Berlusconi, responsabile di tutte le sofferenze degli italiani. Tutte condizioni che indicano come sia debole la proposta Aliberti.

Debolezza pareggiata dall‘errore strategico del PD che ha sciupato 2021 voti su tre candidati e dall’aver azzerato lo svantaggio derivante dalle indagini giudiziarie, avendo il candidato Scarlato gli stessi problemi sebbene di natura diversa, con la magistratura, ma la cosa più grave, è la lettura in chiave politica, di una sconfitta per la sua classe dirigente, ma anche uno sbandamento per gli elettori che potrebbero, primarie a parte, non riconoscersi nello stesso candidato.

Insomma, se Aliberti aveva sportivamente augurato una buona competizione ai cinque cadidati, pare che a risultati conclamati, abbia stappato una bottiglia di champagne.

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