Rivoluzione Civile di Battipaglia candida Vera Iarossi

La Lista Ingroia a Battipaglia candida alla Camera Vera Iarossi, da sempre impegnata in politica e nel sociale.

Si è costituito a Battipaglia i Comitato cittadino di Rivoluzione Civile. Ne fanno parte: Enzo Castaldi, Peppe Ferlisi, Rocco Simone, Tiziano Simaldone, Daniela Masino, Paola Amirante, Luigi Ferrara, Martino Torsiello, Vera Iarossi e Cucco Petrone nel ruolo di Portavoce.

Vera Iarossi

Vera Iarossi

BATTIPAGLIA – In vista delle prossime elezioni nazionali, continua l’azione politica del  Comitato cittadino di Rivoluzione Civile, la lista civica guidata dal magistrato antimafia Antonio Ingroia, che propone nel proprio programma la reintroduzione dell’articolo 18, la riduzione dei costi della politica, l’introduzione del sussidio minimo ai disoccupati e una riforma del settore previdenziale che ridia le pensioni alle persone massacrate dalla riforma Fornero.

Nel collegio di riferimento, Campania 2, Rivoluzione Civile candida alla Camera Sandro Ruotolo, noto giornalista impegnato in inchieste antimafia, il professore universitario Orazio Licandro, e la nostra concittadina Vera Iarossi, donna da sempre impegnata in politica e nel sociale. Al Senato, invece, la lista di Ingroia schiera Sergio D’angelo, associazionista ed esperto di finanza etica e il giurista di diritto del lavoro Piergiovanni Alleva.

Il comitato cittadino di Rivoluzione civile, composto da Enzo Castaldi, Peppe Ferlisi, Rocco Simone, Tiziano Simaldone, Daniela Masino, Paola Amirante, Luigi Ferrara, Martino Torsiello, Vera Iarossi e Cucco Petrone nel ruolo di Portavoce, organizzerà nelle prossime settimane varie iniziative politiche per far capire come la lista Ingroia sia l’unica novità del panorama politica, l’unica che presenti delle liste davvero “pulite” e l’unica a parlare concretamente di legalità, lavoro, lotta all’evasione e alla mafia, incandidabilità di condannati e laicità dello stato.

Battipaglia, 22 gennaio 2013

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  1. Condivido pienamente:
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    Piero Ricca su Rivoluzione Civile

    “Ho guardato le liste, studiato un po’ l’operazione e devo dire che “Rivoluzione civile” non mi convince. La stima per il magistrato Ingroia è fuori discussione, come pure il fatto che molti punti del suo manifesto sono condivisibili. Quel che mi lascia perplesso sono i seguenti elementi.
    1. Il leaderismo. Si punta tutto sul nome di Ingroia, messo a caratteri cubitali nel simbolo, candidato in tutte le circoscrizioni, specchietto per le allodole, come Berlusconi.
    2. L’ambiguità magistratura-politica. Quando sei così esposto per le indagini che hai condotto, da ultima quella su Stato e Mafia, dovresti riflettere un po’ di più prima di andartene in Guatemala e poi entrare in politica, dopo settimane di traccheggiamenti e senza prima prendere la decisione, non obbligatoria ma in questo caso opportuna, di dimetterti dalla magistratura. Altrimenti contribuisci ad alimentare la critica, non sempre in malafede, di politicizzazione della giustizia. E rendi ancora più difficile la vita ai colleghi magistrati che lasci in prima linea a Palermo.
    3. Il maquillage. Dietro il nome di Ingroia e la facciata riverniciata di arancione, ci sono tre o quattro piccoli partiti destinati all’estinzione parlamentare: Idv, Pdci, Rifondazione Comunista, Verdi. Se l’operazione 4 per cento va in porto, questi piccoli partiti già di fatto estinti piazzeranno alla Camera i loro dirigenti, candidati tutti in pole position. Più che di rivoluzione civile si tratta di riciclaggio politico.
    4. L’unione artificiale fra diversi. Quanto ci metteranno questi signori a dividersi? Il tempo di poche sedute parlamentari, prevedo. Troppo diversi, troppi galletti di inconciliabile estrazione in un medesimo pollaio. Comunisti di varia scuola con ex fascisti, garantisti terzomondisti con manettari e sbirri. Suvvia.
    5. Il rapporto con il Pd. Se decidi di entrare in campo, come dici, contro il Montismo e per una piattaforma di laicità e riforma radicale, non puoi continuare a proporti al Pd, che ha la sua storia, ben nota, i provvedimenti di Monti li ha tutti votati in parlamento e non ha mai fatto mistero di volersi alleare con il centro dopo le elezioni. Ancora sperano di essere alternativi a Monti nelle grazie di Bersani e soci? Si può proporre la rivoluzione civile insieme a coloro che hanno contribuito a portarci così in basso?
    6. Il criterio di selezione dei candidati. Chi ha deciso la posizione in lista dei candidati? Il ruolo delle assemblee locali, a quanto risulta, non è stato tenuto in alcun conto, per esempio a Milano. La mobilitazione dal basso, sbandierata a parole, non c’è stata. Si sono battute altre strade: oltre alla lottizzazione partitica, il marketing. Vedi la candidatura in posizione sicura del giornalista Ruotolo o del pentito del grillismo Favia, fatta apposta per portar via voti al M5S.
    7 C’è poi un’altra cosa che preliminarmente giudico negativa. L’ispiratore dell’operazione è stato Luigi De Magistris, che pure non è in lista ma ha anch’egli piazzato qualche suo uomo in pole per la Camera. Anziché programmare rivoluzioni nazionali, sarebbe meglio che si dedicasse ai seri problemi della città di cui è sindaco. Come metodo, vale per tutti. Chi è stato eletto a una carica, prima di dedicarsi ad altro, dovrebbe onorare il proprio mandato.”
    Piero Ricca

  2. Che vuol farci signor Nobile………ognuno ha i suoi Casaleggio nell’armadio……..

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