Sparatoria davanti a Palazzo Chigi: arrestato l’attentatore

Agguato a Largo Chigi di fronte alla Presidenza del Consiglio mentre il nuovo governo giurava davanti al Presidente Napolitano.

Esplosi sette colpi di pistola. Una passante e due  militari feriti. L’attentatore, subito arrestato, ha problemi mentali, ha detto ai carabinieri “adesso uccidetemi”. Un gesto da inquadrare nel clima di odio degli ultimi giorni. Un monito per i Partiti.

Attentatore-montecitorio

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ROMA – Confusione, paura e sangue nel pieno centro di Roma, proprio questa domenica mattina e mentre era in corso la cerimonia di giuramento del nuovo governo di Enrico Letta. Mentre al Qurinale i ministri giuravano, un uomo di 49 anni ha esploso 7 colpi di pistola di fronte a Palazzo Chigi, la sede della Presidenza del Consiglio, colpendo due carabinieri e una passante, che fortunatamente sono rimasti solo feriti come lo stesso attentatore.

L’attentatore, sembra essere una persona senza precedenti penali ma con forti problemi psicologici, è Luigi Preti, un calabrese di 48 anni di Rosarno, residente ad Alessandria. Lo sparatore ha colpito senza esitazione i due militari, ma fortunatamente è stato subito bloccato ed arrestato, mentre nonostante fosse ferito cercava di fuggire. Fortunatamente l’arma che ha usato era di piccolo calibro e i Carabinieri indossavano il giubotto antiproiettili.

Preti ben vestito con giacca e cravatta, si era mescolato in mezzo ai tanti cittadini che attendevano di visitare i Palazzi del Potere avrebbe detto ai militari che lo hanno bloccato e arrestato: “Adesso Uccidetemi

Sia l’attentatore che i due carabinieri feriti sono stati trasportati all’Ospedale San Giovanni, mentre la passante ferita, che tra l’altro è risultata essere incinta è stata ricoverata con ferite lievi all’Ospedale Santo Spirito. Nel frattempo l’area intorno a Palazzo Chigi è stata immediatamente “blindata”, essendo scattate le misure di sicurezza. Anche al Quirinale è scattato subito lo stato di allerta e la folla all’esterno del palazzo, sempre per motivi di sicurezza è stata fatta allontanare.

attentatore-montecitorio-bloccato-dai-carabinieri

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I ministri sono rimasti a lungo all’interno del Quirinale e sono rimasti all’interno del palazzo per motivi di sicurezza, anche perché era nelle previsioni che avrebbero dovuto trasferirsi, subito dopo il giuramento a Palazzo Chigi. Nel corso della cerimonia, i ministri non erano a conoscenza di quello che stava accadendo e sono stati informati solo dopo il giuramento. Il Ministro Alfano ha tenuto una conferenza stampa come preannunciato: “Il gesto criminale è stato operato da un disoccupato di 49 anni, affermando che si sarebbe voluto suicidare. Insieme al Ministro della difesa – ha proseguito il Ministro Alfano – per conoscere le condizioni di salute dei feriti. Ad un primo esame la vicenda può essere ricondotto ad un gesto isolato sul quale sono in corso accertamenti, la situazione dell’ordine pubblico nel paese – ha proseguito Alfano – non desta preoccupazione, tuttavia sono stati rafforzati gli obbiettivi a rischio. Esprimo la mia solidarietà più profonda e quella del Presidente Letta all’arma e alle famiglie delle vittime. Aggiungo che domattina darema la disponibilità a riferire in Parlamento di quanto avvenuto”.

Sul posto è arrivato anche il Sindaco di Roma Gianni Alemanno che a proposito ha dichiarato: “È il gesto di un pazzo e di uno squilibrato ma non ci dobbiamo stupire quando si inveisce continuamente contro il “Palazzo”, come se fosse da abbattere“.

E’ solo il gesto di uno squlibrato, e sembra che al momento non vi siano altri tipi di implicazioni, tuttavia va evidenziato come sebbene squilibrato il Preti, che sembra stia attraversando come milioni di italiani un momento difficile, specie se si aggiunge che ha perso il posto di lavoro e sembra abbia problemi anche riguardo alla stabilità familiare, ha elaborato e programmato l’esecuzione del suo “progetto” con modalità meditate, e per questo ha scelto un momento importante, un luogo simbolico, e in una circostanza “storica” come quella del Giuramento del Nuovo Governo dopo mesi di tensioni, di scontri tra Piazza e le Istituzioni, di contestazioni, insomma di particolare importanza, per attirare l’attenzione su di se e su i suoi problemi.

E’ quindi un gesto calcolato e lo dimostra la ritualità, ma anche la solennità che il muratore Preti ha voluto esaltare recandosi Giacca e cravatta, ben vestito ad un “appuntamento”. Un gesto però che capita in un momento veranmente drammatico. Gli italiani non ce la fanno più e si aspettano decisioni rapide e giuste per la ripresa. Un monito per il “Palazzo“, ma anche per i Partiti perché non scherzino con il fuoco e con i bisogni e la disperazione e che non esasperino lo scontro, trasferendolo oltre che in Parlamento anche nelle Piazze. Il momento è difficile ci vuole serietà e soprattutto sobrietà e senso di responsabilità.

Il gesto fortunatamente è stato condannato in maniera unanime da tutti.

Roma, 28 aprile 2013

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