Oggi l’Assemblea Nazionale PD. Vigilia difficile che non si può sprecare. E’ Epifani il segretario di garanzia

Una vigilia difficile quella di oggi per il PD. Un appuntamento importante per Marina Sereni, e un’Assemblea che non possiamo sprecare.

Un’assemblea che affronterà di sicuro una discussione anche abbastanza animata, ma che ha già un esito certo inquanto pare si sia concluso un accordo di massima su Guglielmo Epifani quale segretario “garante”.

guglielmo-epifani

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ROMA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’editoriale che Marina Sereni deputata del partito democratica e membro delle Direzione Nazionale ha scritto su Areadem e che ci è stato inviato affidandoci alcune sue considerazioni riguardo all’Assemblea Nazionale di oggi del PD, con la quale si dovrebbe eleggere un segretario “reggente” capace per il futuro, di traghettare il Partito verso un nuovo Congresso, e nell’immediato capace di svolgere un’attività di raccordo e di guida politica. Un’assemblea che affronterà di sicuro una discussione anche abbastanza animata, ma che ha già un esito certo inquanto pare si sia concluso un accordo di massima su Guglielmo Epifani quale segretario “garante”.

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di Marina Sereni

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E’ la vigilia più difficile per il Pd. Domani – oggi per chi legge –  l’Assemblea Nazionale dovrà eleggere un segretario che possa condurre il partito al Congresso entro l’autunno e produrre uno scatto, una ripartenza, mentre l’esperienza del Governo Letta muove con fatica i primi passi. Le dimissioni di Bersani hanno messo a nudo le divisioni, la mancanza di lealtà e di generosità nel gruppo dirigente, mentre il nostro sostegno e la nostra partecipazione al governo con il Pdl e Scelta Civica hanno prodotto disorientamento, rabbia, dubbi tra i nostri elettori e militanti. A questi dubbi e a queste domande possiamo rispondere solo con dei risultati concreti, dimostrando che è per il bene del Paese – e in particolare delle fasce più deboli – che abbiamo accettato il rischio e la responsabilità di un governo con i nostri avversari politici.

Il Congresso dovrà essere un luogo di confronto sulle idee più che sulle persone, un momento di verità sul progetto e il profilo del Pd, un’occasione per ridefinire e rilanciare l’idea di una grande forza riformista di stampo europeo. Ma per compiere questo percorso democratico serve oggi – qui ed ora – un  Pd in piedi, capace di  iniziativa politica, mobilitazione, proposta. Ecco perché è indispensabile che dall’Assemblea di domani esca un messaggio di rassicurazione: sia che si scelga un Segretario “di garanzia”  tra le personalità più in vista e sperimentate del nostro partito sia che si scelga una guida tra i dirigenti più giovani è importante che prevalga la ricerca di una figura capace di raccogliere un consenso ampio, di impegnare da subito il Pd nelle nuove e gravose responsabilità di questa straordinaria esperienza di governo,  di promuovere un Congresso vero e di rilancio.

Roma, 11 Maggio 2013

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. come al solito, mai che una decisione si prendesse prima in questo Partito, sempre dopo a cose fatte, pretendendo poi una ratifica.
    Un Partito nelle mani di persone grigie e buie che non hanno nessuna intenzione di mollare la presa.
    Il popolo della Sinistra e’ fregato se non insorge.

  2. L’elezione di un Sindacalista (458 voti pari all’85,8% dei voti validi) dà il segnale che si vuol rassicurare una base in fermento,l'”aplomb British” del suddetto è garanzia di equilibrio e sobrietà di pensiero/azione.
    Non ritengo che G. Epifani si limiti ad interpretare aliunde il ruolo di traghettatore,ma sarà un segretario,pro-tempore,ma VERO!
    Sindacalista Craxiano della CGIl,quasi a volerlo “sgambettare”,e la ferita del referendum sulla scala mobile;Quando fu conquistata la scala mobile dai lavoratori italiani (Monti giovine Chicago boy in carriera comento’ subito “gli italiani sono matti”- meno lui, beninteso).
    E quando Craxi la abrogo’ per decreto (“..atto osceno in luogo pubblico” fu definito il decreto autoritario alla Camera) per puro tendere dei muscoli, io ricordo (ben altri ammanchi al debito pubblico avrebbe arrecato). E quando un milione di lavoratori scesero in piazza con Berlinguer a Roma, io osservavo sebbene giovanissimo.
    Poi la CGIL di Lama si sfilo’ al referendum. La UIL e la CISL erano gia’ dall’altra parte.
    Personalmente ho sempre stimato Epifani e non riesco a capire, avendo militato nella Cgil per tantissimi anni, cosa induca Cannavò a scrivere che è stato filo-governativo. Semmai è stato il contrario. Con Cofferati alla guida del sindacato (1998), abbiamo avuto la legge sullo sciopero, la modifica della 146 del 1990, che il baffo D’Alema, capo del Governo e il cinese Cofferati hanno fortemente voluta restrittiva. Inotre, con Cofferati, non abbiamo mai fatto uno sciopero generale contro i governi a guida centro-sinistra. Tra i due, comunque, Epifani è quello che ha difeso di più i lavoratori e i loro diritti, mentre con il cinese, a parte l’oceanica invasione di Roma puramente dimostrativa, gli operai hanno perso competitività e salario. Non a caso ci ha fatto digerire un valore dell’euro sopravvalutato e non ha mosso un dito (Cofferati) contro i negozianti che si arricchivano con il cambio dei prezzi: 1000 £ = 1 € anziché 0,50 cent. Non mi resta che augurargli buon lavoro.

  3. La capacita’ del PD di tirarsi addosso i problemi e’ unica, cosi’ come e’ unica la capacita’ di prendere in giro gli elettori, programmando una cosa e facendone un’altra, affondando il psrtito. Epifani e’ un ulteriore piccone che abbatte gli ultimi resodui di democrazia.

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