Battipaglia & Partito Democratico: Gatto incalza il Segretario Lascaleia

Sono tre anni che nei direttivi di circolo si dicono sempre le stesse cose: la cultura, i giovani, i quartieri, il lavoro. E poi? Poi niente si ricomincia daccapo.

Grandi dirigenti accontentati di due mezzi assessori. Importante è tenere la carica di maximo dirigente, di consigliere comunale, di amico dei più potenti. E poco importa, se si è feudo di Eboli, Avellino, Salerno, Pontecagnano, Giffoni, Cilento, mancava solo il Cilento.

Salvatore Gatto

Salvatore Gatto

BATTIPAGLIA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo, la lettera di Salvatore Gatto che ci è pervenuta, con la quale in maniera sarcastica risponde in qualche modo, al Segretario cittadino del PD battipagliese Luca Lascaleia, ma senza mai citarlo, riferendosi a considerazioni ritenute dallo stesso, “presunte”, con le quali Gatto aveva chiesto le dimissioni del Segretario Cittadino del PD, appellandosi insieme ad altri dirigenti alla Commissione Garanzia provinciale del suo Partito, per denunciare quelle che, secondo lui, sarebbero state gravi irregolarità perpetrate nel corso di alcuni Direttivi sezionali, quali firmatari di ben due documenti, pubblicati integralmente da POLITICAdeMENTE.

Gatto non ritorna sulla richiesta di dimissioni, ma mette in evidenza quelle carenze che a suo giudizio sono alla base delle sue richieste, aprendo di fatto un dibattito, che indipendentemeta dal percorso dei due Documenti presentati, dei quali Lascaleia ne ignora l’esistenza, che si deve affrontare assolutamente, soprattutto per fare quella luce necessaria a fare chiarezza su alcuni comportamenti e sulle relative conseguenze.

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Al direttore Massimo del Mese

Caro direttore, voglio ringraziarti per “il giovane Salvatore Gatto” del tuo ultimo articolo sulle vicende politiche del Pd di Battipaglia. 

La gioventù se ne è andata, non so se avanti o indietro nel tempo, fatto è che non riesco più a vederla. Forse si trova in un altro mondo, in altra dimensione, ma qui non c’è. Il problema, però non è questo. Non riesco a vedere la gioventù nemmeno in alcuni, uomini e donne, che per età anagrafica dovrebbero esserlo.

In special modo alcuni dirigenti, o presunti tali, del Partito Democratico di Battipaglia. Questi, non occorre fare nomi, sembrano più vecchi di Matusalemme, non hanno dubbi, capiscono tutto, sono bravi, quasi belli, spesso presuntuosi, fanno bene la politica, non accettano la critica, pensano già al futuro politico, il loro. Città, cittadini, iscritti, sono solo una variabile indipendente, a volta fastidiosa con cui parlare senza ascoltare.

Luca Lascaleia

Luca Lascaleia

Per cui se si perdono cinquecento iscritti, oltre il 60 per cento degli aderenti, non significa niente, se si perde politicamente con Pontecagnano sulla questione del Piano di zona, la responsabilità è di altri non ben identificati poteri, se si perdono tremila voti alle ultime politiche stiamo sulla media di perdita della piana del Sele. Se cinque dei sette consiglieri, candidati per volontà di questi stessi dirigenti, o presunti tali, sono scappati via dopo pochi giorni dalle elezioni, la responsabilità non è di chi li ha voluto candidare, ma di chi li ha accettati in lista. Se il Sindaco Santomauro, dopo la vittoria, ci concede due mezzi assessori (mezzo più mezzo, il totale fa la somma) è perchè mezzo lo decide un consigliere, l’altro mezzo il secondo consigliere.

Così i grandi dirigenti, per il bene dell’Amministrazione comunale, quindi della città, si sono accontentati di due mezzi assessori a tempo determinato nonostante la riforma del mercato del lavoro.

Scherzi a parte bisogna comunque dare atto dei grandi sacrifici cui si è sottoposto il primo dirigente. Partiamo dalle domeniche di sole: il venerdì avviso telefonico, a tutti i sottoposti, dell’avvenimento politico della domenica mattina con preghiera di essere presenti alla preparazione del gazebo, tavolo, sedie e volantini, se ci sono. Sveglia il giorno di festa alle sette, dopo due-tre ore apertura del Circolo PD, a mezzogiorno in punto pronti a leggere il giornale sotto il gazebo, telefonare ed anche parlare con qualcuno. Nella settimana lavorativa il dirigente numero uno passa il suo tempo tra le stanze del Comune a controllare che tutto vada bene, anche se non è proprio il suo compito.

Poi, molto spesso, avanti e indietro da Battipaglia al Cilento per suggerire e dare consigli ai superiori. Ed ancora la preparazione dei direttivi, una faccenda molto complicata e faticosa. Tant’è che vengono convocati con meticolosità almeno una volta al mese e per tre quattro volte.

Lo so il totale non si trova.

Ma solo perchè non sai  che vengono regolarmente convocati e sconvocati.

Ma tanto a che servono, sono tre anni che nei direttivi di circolo si dicono sempre le stesse cose: la cultura, i giovani, i quartieri, il lavoro. E poi? Poi niente si ricomincia daccapo.

Importante è tenere la carica di maximo dirigente, di consigliere comunale, di amico dei più potenti. E poi che importa, Battipaglia è già stato feudo di Eboli, di Avellino, di Salerno, di Pontecagnano, di Giffoni, il Cilento ci mancava, così almeno hanno sanato un dato storico ponendo questa città nella giusta Contea.

Fraterni saluti.

Salvatore Gatto

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Battipaglia, 16 giugno 2013

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