Report “scoperchia” Salerno: Presa di posizione dei Verdi ecologisti

Dopo la trasmissione televisiva Report la magistratura ha più argomenti. Si indaghi anche sulla parte economica degli investimenti.

Flavio Boccia: “Mi vergogno dei danni ambientali creati a Salerno in questi anni, mi meraviglio degli ambientalisti che governano la Città che hanno consentito tutto questo senza opporsi”.

Flavio Boccia

Flavio Boccia

di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

SALERNO – Dopo la trasmissione televisiva Report, condotta dalla giornalista Milena Gabanelli, dedicata a Salerno, Interviene duramente il Segretario provinciale di Salerno dei Verdi Ecologisti Flavio Boccia, su quello che la stessa trasmissione individua come opere pubbliche abbandonate e fortemente invasive dal punto di vista ambientale come nel caso del Crescent e Piazza della Libertà.

Report ha messo in evidenza alcune anomalie presenti nella nostra Città, ed ha realizzato anche alcuni filmati per evidenziarli. Anomalie naturalmente contestate dal Sindaco di Salerno e Vice Ministro delle Infrastrutture Vincenzo De Luca, così come ha contestato al giornalista Iovene di Report che lo intervistava, perché a sua insaputa aveva registrato alcuni dialoghi senza che lo stesso ne fosse informato.

“Sono anni che combatto – dichiara Flavio Boccia dei Verdi ecologisti – contro le piazze abbandonate, le discariche a cielo aperto ecc. ammiro gli amici dell’associazione Italia Nostra a mio avviso unica realtà che in questi anni ci sta tutelando come cittadini, – continua Boccia – che la magistratura, la cui fiducia e serietà è indiscussa, abbia dopo le rilevazioni di ieri ulteriori argomenti e documentazione su cui iniziare nuovi filoni di indagine, dove aggiungerei anche il controllo delle movimentazioni di soldi esistenti dietro queste operazioni. Bisogna fare chiarezza su diversi aspetti a Salerno, – conclude Flavio Boccianon ultima l’inchiesta sulla variazione del PUC per la ristrutturazione dell’ex azienda Amato”.

Indipendentemente dalla Trasmissione Report, che certo non è il Vangelo, ma che al pari di altre testate giornalistiche sviluppa inchieste in alcune direzioni, molto poche in Italia, e le questioni sollevate fanno parte di un dibattito politico molto consumato nel corso degli ultimi anni. Dibattito che vede come protagonista: Vincenzo De Luca, la sua lunghissima amministrazione, le sue programmazioni, le sue realizzazioni, che partono da lontano e che seguendo un Progetto sempre aperto arrivano ai nostri giorni; Le opposizioni, che certamente non brillano per le modalità e le argomentazioni che che portano avanti per contrastare De Luca e i suoi progetti; Le associazioni varie che si oppongono ala rwealizzazione del Crescent, perché ritenuto invasivo come struttura e del tutto fuori posto se si tiene conto del luogo dove questa opera si sta realizzando.

E’ altrettanto evidente che a quelle contestazioni che sono finite poi per trasferirsi nelle Aule giudiziarie, si contrapponeva la convinzione di De Luca di portarle avanti volendo per questo consegnare alla Città un’opera con una piazza grandissima e un edificio altrettanto grande, imponente, che fossero, insieme ad altre opere realizzate o in itinere la caratterizzazione di una visione e della condivisione progettuale di Salerno, e quella condivisione si è manifestata attraverso il consenso elettorale, oggettivamente plebiscitario.

Un Progetto che non veniva contrastato nelle sue realizzazioni da progetti alternativi o magari da forme progettuali alternative come quelle della Provicia di Salerno guidata da Edmondo Cirielli e dal Centro-destra, ma veniva contestato attraverso azioni di ricorsi nei vari percorsi burocratici. Un Progetto immaginato e portato avanti da De Luca e dalla sua Amministrazione che ha utilizzato percorsi e procedure che rientrano nelle leggi, così come quella dell’ex Pastificio Amato, che viene indicata insieme al Crescent come pietra dello scandalo, frutto di quella famosa “progettazione contrattata” definita dai così detti Project Financing, introdotti nelle nuove discipline urbanistiche per intervenire con maggiore efficacia consentendo attraverso l’istituto del Project di fare incontrare l’interesse del privato che finanzia l’opera realizzando anche dei profitti e quello dell’Amministrazione che ne ricava opere pubbliche necessarie alla collettività.

Sulla base di queste considerazioni sembra che quegli incontri (interesse privato e pubblico), non vengono affatto percepiti come strumenti legislativi per velocizzare i processi di realizzazione e trasformazioni urbane, che non sono da meno di altre leggi che consentono di realizzare interventi in deroga a qualsiasi strumento urbanistico come è avvenuto per i Parchi eolici, fotovoltaici, o per i famosi Housing Sociali, che sfuggono al controllo delle amministrazioni locali, ma come atti invasivi e quindi da contrastare.

Salerno, 2 ottobre 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Mi vergogno dei danni creati a Salerno in questi anni dall'”ignoranza attiva” di chi parla senza sapere, non mi meraviglio, invece, degli “ambientalisti tardivi” che, pur di raccattare qualche voto in vista delle prossime elezioni amministrative, si lasciano andare a dichiarazioni giustizialiste.

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