SU e Rifondazione sulla Fascia costiera: La grande bugia!

Il Piano spiagge è del 2000 ma per Melchionda è sempre colpa della vecchia Amministrazione: la grande bugia!

Sono passati 10 anni, ed i ruderi di lidi in cemento abbandonati fanno ancora bella mostra di sé sulla nostra spiaggia; sono passati 10 anni e le strade per scendere sulla fascia costiera rimangono infrequentabili.

Silvio Masillo-Gerardo Rosania

Silvio Masillo-Gerardo Rosania

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Scoppia nuovamente il caos sulla Fascia costiera di Eboli, con nuovi dubbi sulla regolarità delle situazioni dei lidi. – A mettere il dito sulla piaga è il gruppo politico che fa capo a Sinistra Unita, il Movimento politico fondato dall’ex Sindaco di Eboli Gerardo Rosania e Rifondazione Comunista

Ma come? Melchionda ed i suoi non ci avevano detto che avevano sistemato tutto su quella parte del territorio ebolitano, e che tutte le colpe erano della vecchia amministrazione comunale?

Noi ci limitiamo a constatare che il piano spiaggia, approvato agli inizi del 2000, prevedeva:

  • l’apertura di ventuno lidi sulla fascia costiera ebolitana,
  • un ridisegno degli stessi lidi sotto l’aspetto dei colori e del materiale per realizzarli, abolendo il cemento sulla spiaggia,
  • una liberazione degli spartifuoco per consentire al turista di “vedere il mare”,
  • la realizzazione dei parcheggi a monte della pineta , per evitare quella cosa oscena delle macchine che arrivano a parcheggiare sulla spiaggia,
  • l’ alternanza fra lidi privati e spiagge libere,
  • un intervento sulla pineta per recuperarla, visto che sta soffocando grazie all’incuria, e la realizzazione di interventi leggeri ed ecocompatibili per renderla vivibile dal turista.

Ovviamente il piano spiaggia si inseriva all’interno di un più ampio progetto per lo sviluppo della fascia costiera, quello concordato con i Comuni di Battipaglia, Capaccio, Pontecagnano col coordinamento della Provincia (quella diretta da Alfonso Andria), che prevedeva gli interventi realizzabili su quella striscia di territorio della Piana del Sele, che va dai confini con Agropoli ai confini con Salerno. Si tratta di circa 30 km in cui erano previsti strutture ricettive, alberghi, villaggi turistici, parchi per camperisti, campeggi (tutto a monte della pineta!). Si era inoltre ridisegnata la viabilità di accesso alla fascia costiera, potenziando le arterie esistenti e eliminando le situazioni di pericolo.  Erano previste le modalità di accesso via ferrovia con la riapertura di stazioni abbandonate funzionali al flusso turistico, erano previsti gli approdi per via mare lungo la costa e alla foce del fiume Sele, erano previste le forme di collegamento fra la fascia costiera e il fiume Sele per farne una sola grande offerta di turismo naturalistico; erano previsti i parchi giochi, i parchi acquatici ecc.

Un grande disegno ed articolato che puntava sull’idea di porre il turismo quale settore trainante della nostra economia.

Sono passati 10 anni dall’ elaborazione di quel  progetto, 10 anni di amministrazione Melchionda! E quello che ci ritroviamo sulla fascia costiera è sotto gli occhi di tutti: abbandono, degrado, desolazione, prostituzione. Dopo 10 anni non solo siamo ancora lontani dai ventuno lidi operanti sulla nostra fascia costiera, ma:

abbiamo assistito ad una sorta di “sanatoria” che consente, ancora oggi, a lidi in cemento armato di entrare nel  mare deturpando il paesaggio e invadendo il bagnasciuga;

abbiamo assistito al permanere delle pratiche più sconce (che nulla hanno a che fare con una offerta turistica di qualità che vediamo sulle coste delle regioni del centro e del nord) quali quelle del parcheggio sulla spiaggia;

abbiamo assistito all’aggressione selvaggia alla  pineta, che sempre di più è diventata terra  di nessuno (eppure finalmente dopo 9 anni Melchionda & c. si sono accorti che la scelta di raccogliere i pinoli e venderli, cosa avviata già nel 2001, forse porta soldi nelle casse del Comune! E quei soldi potrebbero essere utilizzati per intervenire e “guarire” la pineta stessa!).

Sono passati 10 anni, ed i ruderi di lidi in cemento abbandonati  fanno ancora bella mostra di sé sulla nostra spiaggia; sono passati 10 anni e le strade per scendere sulla fascia costiera rimangono infrequentabili.  Nel frattempo la provincia a guida Cirielli, con l’avallo  di personaggi politici locali transitati armi e bagagli verso la destra, inventa il raddoppio della statale 18, il prosieguo della “Aversana” oltre il fiume Sele. Tutto quanto. Insomma, per rendere la nostra Piana una semplice area di “passaggio” ! In definitiva  la proposta di sviluppo economico della Piana che porta avanti questa destra senza progetti e senza idee,  si risolve  nella nascita di commercio lungo una strada di grande percorrenza.

Sono passati 10 anni e sulla nostra fascia costiera non si è aperto un solo villaggio turistico o campeggio o altra struttura ricettiva o un qualsiasi parco acquatico o parco giochi; sono passati 10 anni e non si è aperta, sulla nostra fascia costiera, una sola darsena per l‘approdo di imbarcazioni da turismo. mentre la Foce del fiume Sele è abbandonata nel caos di centinaia di barche che vi sostano durante i mesi estivi, senza alcun controllo, senza alcun servizio!.

Durante la Campagna elettorale del 2010 Melchionda vendette come di prossimo arrivo i fondi europei per intervenire sulla fascia costiera. Fondi di cui era certo perchè Eboli era il comune capofila per quella serie di progetti. Nulla si e’ visto!

Oggi dopo dieci anni di incredibile immobilismo sulla fascia costiera, dieci anni clamorosamente persi, scopriamo che si riaprono dubbi sulle procedure seguite per il rilascio delle concessioni, quelle procedure che Melchionda aveva assicurato di avere curato. Siamo al disastro!

Anche su questi temi occorrerà ripartire daccapo, cancellando dieci i anni della Amministrazione Melchionda, dieci anni inutili, per recuperare una visione di progetti di vasta portata, indispensabile per accedere ai nuovi fondi europei, e che è fondamentale se in questa parte della provincia di Salerno vogliamo tornare a parlare di sviluppo economico.

Eboli, 10 aprile 2014

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