La doppia morale di Caldoro: I sindaci sono tutti incompatibili, tranne Romano

Per la Giunta Caldoro di legislatori impuniti, sorda, cieca e distratta, sono tutti ineleggibili e incompatibili, tranne Romano Sindaco e Assessore regionale.

Landolfi: Quale é la ratio di lasciare i Consigli Comunali e le città ai commissari, se non la paura dell’avversario o la volontà di intimidire quelli che si vogliono candidare? Non ci sarà norma che tenga a far dimenticare agli elettori questa rovinosa esperienza.

Nicola Landolfi

Nicola Landolfi

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

SALERNODall’alto del suo magistero etico, – scrive il Segretario provinciale del Partito Democratico di Salerno Nicola Landolfi a commento della recente provvedimento collegato alla Legge Finanziaria regionale che stabilisce l’incompatibilità di Sindaci e Consiglieri comunali rispetto alla sola candidatura per le elezioni del Consiglio Regionale, norma che è stata definita anti-De Luca, poiché costringerebbe il Sindaco di Salerno, ove mai fosse candidato alla Presidenza della Regione Campania, a dimettersi e consegnando, così come prevede il provvedimento, la Città ad una gestione commissarialeche é lo stesso che consente da quattro anni l’incompatibilità di Giovanni Romano nella doppia veste di Sindaco e Assessore Regionale all’Ambiente, il presidente della Regione Stefano Caldoro fa passare una legge che é l’esatto contrario di quello che egli stesso mette in pratica.

L’ineleggibilità assoluta, – prosegue Landolfi – il provvedimento adottato e inserito maldestramente in un maxi emendamento, é, ovviamente, incostituzionale. Ed é per questo – precisa il Segretario provinciale del PD – che abbiamo chiesto alla Segretaria Regionale del nostro Partito Assunta Tartaglione, anche nella sua veste di deputata, di avviare un’iiniziativa immediata e urgente, con gli altri parlamentari Pd campani, per chiedere al Governo di bloccare gli effetti di questa norma.

Giovanni Romano

Giovanni Romano

Non possono continure a rimanere impunite – prosegue ancora il Segretari provinciale del PD accusando il Governatore e la sua coalizione rispetto a quelle che egli ritiene – le irregolarità e l’uso privatistico delle istituzioni che la destra, in Campania, sta facendo per il tramite di un Governatore che, quando é chiamato a risolvere i problemi delle comunità e dei territori, sembra Alice nel paese della meraviglie e, poi, quando é chiamato a legiferare lo fa solo per fini elettorali.

E’ comprensibile la paura di perdere le elezioni del prossimo anno. – Scrive Landolfi nella sua nota dando per scontato le motivazioni che avrebbero spinto Caldoro ad usare un mezzuccio, che nella sua mente di leader di un partito che non c’é tenderebbe ad escludere una buona parte di Sindaci, i quali per candidarsi alla Regione si dovrebbero dimettere, pensando così di poter mantenere ed essere riconfermato nel ruolo di Governatore. – Un pò meno l’arroganza degli atti, l’uso privato del potere legislativo che nella nostra Regione non é mai caduto così in basso, né per forma e né per sostanza.

Quale é la ratio – si chiede Landolfi – di lasciare i Consigli Comunali e le città ai commissari, se non la paura dell’avversario o la volontà di intimidire quelli che si vogliono candidare?

Quale é il senso istituzionale – aggiunge il Segretario Provinciale del PD – di un provvedimento così palesemente e maldestramente incoerente con l’esempio e l’azione quotidiana che lo stesso presidente della Regione continua a dare nella vicenda del doppio incarico all’eco-incompatibile assessore all’ambiente Giovanni Romano?

Su questo punto i nostri deputati, regionali e nazionali, e il nostro Partito, devono fare le barricate! – Scrive Nicola Landolfi, sperando che l’invito che egli rivolge ai suoi Parlamentari venga accolto  e conclude – Non si può consentire di andare oltre a chi finge di fare l’immacolato, salvo poi chiedere la fiducia su una norma così rilevante per gli effetti che potrebbe produrre per la stabilità di quelle stesse Istituzioni locali che si dice di voler difendere!

Landolfi-Cesaro-Cosentino

Landolfi-Cesaro-Cosentino

E’ evidente che Per il Governatore Caldoro, sordo, cieco e distratto leader di un Partito (Nuovo Psi) esistente solo nella sigla, così come l’altro partito minimale, suo principale alleato, dei Fratelli d’Italia, legislatori impuniti, sono tutti ineleggibili e incompatibili, tranne Giovanni Romano, contemporaneamente Assessore Regionale all’Ambiente e Sindaco di Mercato San Severino.

Purtroppo per Caldoro, non basta una banalissima norma per bloccare un giudizio politico negativo e magari nasconderlo al punto tale da evitare una sconfitta politica annunciata, che nessuno può risparmiagli nemmeno se a candidarsi sarebbe solo ed esclusivamente lui. Nessuna leggina potrà mai cancellare i percorsi politici che Caldoro ha condiviso con compagni di viaggio ormai tutti inquilini delle Patrie galere, laddove sicuramente raggiungerà la maggioranza assoluta, e nessuno potrà mai discostare il suo nome e quello dei suoi minimi alleati alla rovinosa gestione della Regione Campania che: ha cancellato il trasporto pubblico; che ha abbandonato a se stessi anziani e disabili; che ha cancellato le politiche ambientali e che fa dei condoni scempio dei territori aggrediti dall’abusivismo, dalle frane e dagli incendi; che ha frenato sulle realizzazioni dei processi virtuosi del ciclo dei rifiuti; che ha cancellato scuole e mense; che ha abbandonato rovinosamente a se stessa la viabilità provinciale e regionale; che ha restituito 5 miliardi di euro di Fondi europei per scarsa progettualità, oltre a mostrare una grettezza istituzionale nel non elargire fondi a comuni contrari ai disegni minimi che la Giunta Caldoro si era prefisso; che ha annullato servizi e prestazioni oltre che chiuso reparti e Ospedali, ma mantenuto privilegi milionari specie quelli che richiamano ai sistemi delle prestazioni in ALPI; insomma è già scritto il destino di Caldoro e delle due destrucole, e non ci sarà norma che tenga che faccia dimenticare agli elettori questa rovinosa esperienza che si spera quanto prima di lasciarsi alle spalle.

Salerno, 3 agosto 2014

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