Tozzi: L’Ospedale di Battipaglia rischia il collasso. Inverso: Tozzi ha cambiato idea?

I candidati Sindaco Tozzi e Inverso intervengono sulla Sanità Locale e il rischio del collasso  e della chiusura dell’Ospedale di Battipaglia.

Tozzi: “Il P.O. di Battipaglia è a rischio collasso e chiusura se non si accorpa ad altri Ospedali“. Inverso: “Solo 15 giorni con il direttore Calabrese, ci raccontava che all’ospedale era tutto ok, che andava tutto bene. E che il mio era allarmismo”.

ospedale-Battipaglia-ingresso-foto Politicademente

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – «Rischia il collasso l’ospedale di Battipaglia, – si legge in una nota pervenutaci dall’ex Presidente del Consiglio Comunale di Battipaglia, medico anestesista all’Ospedale S.M della Speranza e uno dei candidati a Sindaco di centrodestra Ugo Tozzi, che interviene sulle questioni Sanitarie legate all’applicazione della  legge sui turni massacranti nei P.O. – da dicembre potrebbe non essere più in grado di garantire i normali servizi di pronto soccorso e l’apertura delle sale operatorie. Questo per effetto della legge numero 161 del 2014, che ha sanato alcune deroghe finora concesse con il decreto legislativo 66/2003. Dal 25 novembre 2015 – Tozzi entra nella questione e spiega – l’attuale comma 6-bis dell’articolo 17 del citato decreto 66/2003 viene abrogato. Si tratta – precisa Tozzi – di una norma che faceva riferimento all’orario di lavoro del personale sanitario e che consentiva particolari deroghe sui turni di riposo giornalieri. Anche il personale in servizio presso il comparto sanitario  – aggiunge – avrà diritto alle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore, nell’attesa di vedere ciò che normerà il prossimo contratto nazionale.

Tozzi Ugo

Tozzi Ugo

Nello specifico, – aggiunge ancora Tozzi – le prestazioni che fino ad oggi garantivano l’ospedale “Santa Maria della Speranza”, sottoponendo il personale sanitario a turni straordinari spesso massacranti, non saranno più possibili.

Nella sua qualità di candidato sindaco e di consigliere regionale Aaroi (sindacato anestesisti e rianimatori ospedalieri),Ugo Tozzi ha sollevato il problema che riguarderà anche l’ospedale di Battipaglia: «il “Santa Maria della Speranza” rischia il collasso e la chiusura se non si procede con gli accorpamenti tra i vari ospedali – afferma Tozzi – bisognava stimolare il governo nazionale a procedere verso nuove assunzioni, per evitare turni massacranti. Oggi il governo applica una legge che ci eviterà ulteriori sanzioni dalla Comunità Europea, ma senza un adeguamento del territorio e delle periferie. I direttori sanitari dovranno trovare soluzioni per tenere in piedi gli ospedali».

L’allarme è serio conclude Ugo Tozzi: «I cittadini sappiano che avranno difficoltà ad accedere al pronto soccorso e ad operarsi. Si tratta di una situazione che ovviamente non colpirà solo Battipaglia. La sanità non può funzionare con questi ritmi massacranti per mantenere l’assistenza ed ora c’è anche una legge che fa precipitare le cose».

E’ talmente serio che finalmente ad occuparsi di Sanità e dell’Ospedale di Battipaglia, sono anche i probabili candidati a Sindaco alle prossime elezioni amministrative di Battipaglia, dopo una lunga “vacatio” politico-amministrativa che ha tenuto fuori politici e Partiti, a seguito dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. E così dopo un suo intervento che riguardava la “cartellonistica” indicante l’Ospedale, ecco che anche l’animatore del Laboratorio #perunnuovoinizio Vincenzo Inverso si occupa di Sanità ed interviene sull’imput lanciato da Tozzi.

Vincenzo-Inverso

Vincenzo-Inverso

«Appena 15 giorni fa il caro amico dottor Tozzi, – scrive in una nota Vincenzo Inverso, un altro candidato Sindaco di Battipaglia – insieme con il direttore Rocco Calabrese, su SudTv ci avevano raccontato che all’ospedale di Battipaglia era tutto ok, che andava tutto bene. E che il mio e quello di tanti cittadini era puro allarmismo.

Ora – aggiunge sarcastico Inverso – scopriamo, per loro ammissione, che non è così e che addirittura gli ospedali (di Battipaglia e di Eboli) sarebbero al colasso! Meglio tardi che mai. – dice Inverso prendendo atto del cambio di posizione del suo avversario-competitor politico – Ora lasciamo da parte i ruoli e le appartenenze e facciamo fronte comune. Lo diciamo da sempre. Difendiamo tutti insieme il nostro presidio ospedaliero. – conclude con un invito generale e senza steccati alla mobilitazione – Primo e grande bene comune della nostra città

Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese

Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese

Ma se l’Ospedale di Battipaglia “piange”, quello della vicina Eboli non “ride”, solo che adesso si è arrivati all’ultimo stadio, quello che indica tutti gli stupidi che in passato hanno posto steccati campanilistici costruendo rivalità inutili e dannose tra le due Città e i due Ospedali, sulle quali hanno lavorato scientificamente i “destrini“, quelli della “matriosca” della sanità, gli sfasciacarrozze degli Ospedali, della così detta Valle del Sele, fiancheggiati da soldatini di ventura locali che perseguivano piccoli interessi trascurando e mortificando quelli della collettività e quelli della Salute.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere e comunque non è mai troppo tardi per intervenire, ma anche per capire, perché mai si è perseguite queste politiche sul falso presupposto della così detta “Spending Rewiev” e del riordino delle strutture ospedaliere e quali benefici ne sono venuti se non quelli di ridurre due Ospedali in precarie condizioni di intervento depotenziandoli fino a renderci conto ora che se si dovessero applicare norme, definite in sede europea, giuste e garantiste sia per il personale che per i pazienti, cioè quello di vietare che un medico dopo aver effettuato un turno di 12 ore poi debba, invece di esercitare per altre 12 ore le sue prestazioni in ALPI, riposarsi. Quel medico dopo dodici ore di lavoro può mai garantire la lucidità e l’efficazcia delle sue prestazioni, sebbene non si metta in dubbio le sue capacità professionali, in maniera da garantire i pazienti per le cure che si attendono? Con le premesse delle opportune garanzie è giusto che un Sanitario dopo aver lavorato per 12 ore debba poi osservare un turno di riposo di altrettante ore? Noi riteniamo di si.

Caldoro-Cirielli-Squillante-Spinelli-Matrioska-Sanità-640x4001

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Ma purtroppo la scellerata gestione dell’Azienda Sanitaria di Salerno e dei suoi “destrorsi” dirigenti e amministratori, ha puntato all’elargizione di decine e decine di milioni di euro (75milioni per l’esattezza nel solo anno 2013), piuttosto di pensare alla giusta distribuzione del personale nelle varie strutture ospedaliere presenti in quet’area. Così si è assistito al trasferimento di gran parte del personale sanitario dell’Ospedale di Agropoli che è finito per “ingozzare” il Presidio di Vallo della Lucania, nel disegno perverso e scellerato di consolidare un ospedale facendogli raggiungere oltre i 300 posti letto, in un’area a bassissima densità abitativa e tra l’altro interna, prevedendo, secondo gli sfasciacarrozze della Sanità, una “deportazione di massa” degli ammalati dalla valle del Sele in quel Presidio, sottraendo quel personale ai P.O. di Battipaglia ed Eboli che ne avevano maledettamente bisogno, e semmai “palliativamente”, si trasferiva d’imperio i reparti di Pediatria e Ostetricia da Eboli a battipaglia in una struttura per nulla rispondente alla maggiore istanza ed inadeguati, o semmai non si procedeva a trasferire il personale medico dalla Cardiologia di Battipaglia a quello di Eboli nonostante si fosse stabilito in precedenza, così come non si comprende perchè mai non si debba far funzionare la medicina Nucleare a Battipaglia, ma si potrebbe allungare la lista dei perché, nel mentre comunque arrivano medici sempre per fornire le loro prestazioni in Alpi dall’Ospedale di Vallo della Lucania, come pare fino a qualche tempo fa, lo stesso commissario inventato al personale Pietro Spinelli divenendo oltre che abusivo anche interessato ed in conflitto di interesse essendo controllore-controlato. Alcuni reati non si prescrivono.

Insomma si è smantellato l’ordinario per privilegiare lo “straordinario” fingendo di risparmiare ma spendendo un forttio di soldi e fornendo un pessimo servizio, magari fino a non fornirlo proprio più come ora lamentano sia Tozzi che Inverso.

Battipaglia, 28 novembre 2015

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