Le Ostetricia in Provincia di Salerno, tra chiusure di reparti ed esuberi di personale

Il paradosso della Ginecologia in Provincia di Salerno: Ha troppo personale, mentre i reparti chiudono.

Dura lettera aperta di FISI Sanità alle gestioni commissariali della ASL Salerno e della Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno.

Scotillo-Rolando

Scotillo-Rolando

da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Ci sono notizie che a volte fanno accapponare la pelle – si legge nella nota di FISI Sanità – o perché troppo forti o perché l’umana fallacità e una manifesta incompetenza raggiunge limiti purtroppo difficilmente raggiungibili in un paese che si vuole ritenere civile. E’ questo il caso degli accorpamenti selvaggi operati sul territorio salernitano in tema di Ostetricia senza che si pensasse a fornire alternative al parto in Ospedale ed al parto chirurgico. Dopo le chiusure delle Ostetricie e Pediatrie di Oliveto Citra, Eboli, Salus, Cava e Mercato San Severino e senza attivare alcun percorso territoriale è chiaro, anche a chi non è competente in materia, che con il personale trasferito ed accorpato al “Ruggi D’Aragona” (Cava e M.S.S.) ed al P.O. della ASL di Battipaglia (Oliveto Citra e Eboli) si generasse un presunto esubero di personale poiché accorpato, uno sperpero di denaro pubblico poiché si concentrava personale sottoutilizzato ed un abbassamento del livello dei servizi poiché si creavano ingorghi di utenza.

Sala ginecologica

Sala ginecologica

Diversi mesi fa, con la ulteriore chiusura del polo nascita di Eboli, avevamo coniato non a caso per il polo nascita di Battipaglia il termine “stalla” proprio perché una struttura preparata per assistere 500 parti non poteva essere pronta per accoglierne 1.500 se non abbassando il livello di sicurezza, di qualità del servizio e di privacy per l’utente.Dichiara Rolando Scotilloavevamo proposto di attivare per il P.O. di Eboli, ad esempio, un centro di riferimento per il parto naturale in Ospedale gestito dalle Ostetriche creando un filtro effettuato attraverso il consultorio familiare di Eboli, Battipaglia e di Oliveto Citra.

La stessa cosa – prosegue Scotillo – si poteva fare con Cava e M.S.S. e con questo sistema si sarebbe risolto il problema di ingorgo dei due plessi, della privacy per le partorienti e del <presunto> esubero di personale evitando finanche che finisse lo scandalo continuo delle visite presso studi privati di professionisti pubblici che collateralmente ad un sistema sanitario gratuito per le partorienti gestiscono un sistema sanitario profumatamente a pagamento senza che né Regione, né giustizia intervengano dimostrando sempre di più che la sanità costa perché a gestirla sono degli incompetenti ed a controllarla sono, invece, caste di professionisti con il beneplacito della politica e della Magistratura. – conclude Scotillo – Una sola parola “vergogna”!»

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LETTERA APERTA

Al Presidente della Regione Campania
alla Struttura Commissariale ASL Salerno,
Alla Struttura Commissariale Azienda Ospedaliera Universitaria Salerno

Paradosso Ginecologia in Provincia di Salerno, ha troppo personale…

Ci sono notizie che a volte fanno accapponare la pelle o perché troppo forti o perché l’umana fallacità e una manifesta incompetenza raggiunge limiti purtroppo difficilmente raggiungibili in un paese che si vuole ritenere civile. E’ questo il caso degli accorpamenti selvaggi operati sul territorio salernitano in tema di Ostetricia senza che si pensasse a fornire alternative valide al parto in Ospedale ed al parto chirurgico.
In allegato Vi invio la notizia apparsa a mezzo stampa affinché possiate comprendere la portata della notizia degna di una farsa d’altri tempi.
Dopo le chiusure delle Ostetricie e Pediatrie di Oliveto Citra, Eboli, Salus, Cava e Mercato San Severino e senza attivare alcun percorso territoriale è chiaro, anche a chi non è competente in materia, che con il personale trasferito ed accorpato al “Ruggi D’Aragona” (Cava e M.S.S.) ed al P.O. della ASL di Battipaglia (Oliveto Citra e Eboli) si generasse un presunto esubero di personale poiché accorpato, uno sperpero di denaro pubblico poiché si concentrava personale sottoutilizzato ed un abbassamento del livello dei servizi poiché si creavano ingorghi di utenza. Diversi mesi fa, con la ulteriore chiusura del polo nascita di Eboli, avevamo coniato non a caso – per il polo nascita di Battipaglia – il termine “stalla” proprio perché una struttura preparata per assistere 500 parti non poteva essere pronta per accoglierne 1.500 se non abbassando il livello di sicurezza, di qualità del servizio e di privacy per l’utente. Avevamo proposto di attivare per il P.O. di Eboli, ad esempio, un centro di riferimento per il parto naturale in Ospedale gestito dalle Ostetriche creando un filtro effettuato attraverso il consultorio familiare ed i Medici di Base di Eboli, Battipaglia e di Oliveto Citra. La stessa cosa si poteva fare con Cava e M.S.S. e con questo sistema si sarebbe risolto il problema di ingorgo dei due plessi, della privacy per le partorienti e del <presunto> esubero di personale evitando finanche che finisse lo scandalo continuo delle visite presso studi privati di professionisti pubblici che – collateralmente ad un sistema sanitario gratuito per le partorienti – gestiscono un sistema sanitario profumatamente a pagamento senza che né Regione , né giustizia intervengano dimostrando sempre di più che la sanità costa perché a gestirla sono degli incompetenti ed a controllarla sono , invece , caste di professionisti con il beneplacito della politica e della Magistratura. Tra le altre cose vi è da rappresentare che la media dei parti naturali in Italia è dell’80% mentre il 20 % è residuato al parto cesareo. Questa è l’Italia: vogliano le S.V. controllare i dati di Salerno e vedranno che i numeri si invertiranno …che forse Salerno non è Italia? O vi è qualcosa che non quadra?
Resto in attesa, eventualmente, di un vostro riscontro o di vostre richieste di ulteriori chiarimenti.
Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali

Coordinamento Provinciale Salerno

Salerno, 29 febbraio 2016

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Ci vorrebbe la necessaria empatia con la quale immedesimarsi un una donna che deve fare la cosa più naturale al mondo: mettere alla luce un bambino. Capire cosa vuol dire non avere la certezza di rivolgersi all’ospedale più vicino in caso di necessità. Sapere che da un paese come Laviano, Palomonte etc. devi correre soltanto fino a Battipaglia… Vivere serenamente la gravidanza e la maternità dovrebbe essere un diritto inviolabile della donna. Ma nel 2016 è peggio che negli anni in cui si partoriva in casa e “Dio ci pensa”. Triste, solo e soltanto Triste!!!
    Grazie a chi si impegna con tanto fervore! Ma la speranza è poca 🙁

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