Il Partito della Rifondazione Comunista di Eboli interviene sulla Crisi politica dell’Amministrazione Conte: “La maggioranza implode, in fuga dalle proprie responsabilità sulla pelle della Città“.

POLITICAdeMENTE
EBOLI – La Conferenza stampa di ieri del Sindaco di Eboli Mario Conte e le sue equilibristiche dichiarazioni, hanno fatto insorgere proprio tutti, dalla Sinistra alla destra, passando per il Partito Democratico. Una era e propria sollevazione per quella che il Primo Cittadino ha voluto attribuire a forze esterne al consiglio e alla Città, anziché alla sua vario pinta cordata. Una presa di distanza ed una condanna unanime che affonda ogni tentativo, tra l’altro maldestro, di voler realizzare un‘amministrazione di “Scopo” per consentirgli di concludere il suo mandato fino a maggio prossimo.
E in quel coro ci è giunta anche una nota stampa del Partito della Rifondazione Comunista della Piana e Valle del Sele: La conferenza stampa del Sindaco Mario Conte ha certificato una verità ormai innegabile: la maggioranza eletta nel 2021 non esiste più. È implosa sotto il peso delle sue stesse contraddizioni, sgretolata da gruppi e singoli esponenti che oggi giocano cinicamente la loro partita personale in vista delle elezioni del 2027. A rendere il quadro ancora più grave è l’ombra di spregiudicate manovre politiche orchestrate a livello provinciale per far deflagrare l’Amministrazione. Chi oggi si presta a queste ingerenze esterne ne risponderà alla città: gli ebolitani non hanno mai preso ordini da fuori, e la nostra autonomia non si baratta per qualche miserabile calcolo di potere.
Di fronte a questa disfatta, la mossa disperata del Sindaco di invocare un “governo di scopo” per gli ultimi otto mesi di mandato è politicamente irricevibile e tardiva. Si sfiora l’arroganza nel pretendere, fuori tempo massimo, che altre forze politiche corrano in soccorso per votare a scatola chiusa.
Rifondazione Comunista non tifa certo per il commissariamento, perché conosciamo bene il rischio di perdere finanziamenti cruciali e paralizzare il futuro del territorio. Ma i pasticci politici consumati nel chiuso dei palazzi produrrebbero danni ancora più devastanti di un commissario. Sia chiaro a chi ha governato per quattro anni: è inutile tentare di rifarsi una verginità politica fuggendo e scaricando ogni colpa sul Primo Cittadino. Chi ha gestito le finanze pubbliche, portandoci ai dati allarmanti emersi dal rendiconto 2025, ha il dovere morale e politico di renderne conto in Consiglio Comunale. Sottrarsi a questo confronto è un atto di codardia politica su cui non faremo sconti.
Genera profondo sconforto assistere allo spettacolo di una coalizione che litiga esclusivamente per poltrone, veti e assetti di potere. Si riempiono la bocca con slogan vuoti sull'”orgoglio ebolitano”, ma ignorano i drammi quotidiani della nostra comunità. Eboli è letteralmente scomparsa dal loro radar. Spetta a questa maggioranza, che aveva ricevuto il mandato dagli elettori, tirare l’Amministrazione fuori dalle sabbie mobili in cui l’ha deliberatamente trascinata, oppure assumersi l’intera responsabilità storica di consegnare il Comune al Commissario. – Conclude la nota stampa del Partito della Rifondazione Comunista – Eboli – Per quanto ci riguarda, la lezione da trarre è chiara: questa amministrazione rappresenta un modello fallimentare e un esempio da non replicare mai più. La Eboli del futuro non potrà nascere da ammucchiate elettorali tenute insieme unicamente dalla gestione del potere e destinate inesorabilmente all’implosione. Noi guardiamo a chi ha il coraggio di costruire un’alternativa reale e credibile e ci rivolgiamo a tutte quelle forze politiche e sociali pronte a rompere con le logiche del compromesso al ribasso. Oggi, infatti, non facciamo che ribadire con forza quanto già espresso da tempo: il perimetro politico e sociale alla cui costruzione intendiamo lavorare si definisce esclusivamente sulle scelte programmatiche. Servono scelte nette e chiare su cui coinvolgere la città, anche attraverso “primarie di programma”, nella prospettiva imprescindibile della discontinuità e del rinnovamento.
Eboli, 5 luglio 2026






