Stalli a pagamento al P.O. di Eboli: Un’altra tassa su salute e lavoro

Ospedale di Eboli e ancora altri stalli a pagamento decisi dal Comune. Per Capezzuto e Voza della CGIL-FP Salerno: «La sosta non diventi una ulteriore “tassa sulla salute e sul lavoro”». 

Pronto Soccorso-Ospedale di Eboli

POLITICAdeMENTE

EBOLI – «Il paradosso della società dei consumi che si vuole esasperare a Eboli è che cittadini e lavoratori non pagano per consumare e consumare, come parcheggiare ai centri commerciali e supermercati (infrastrutturati a carico della collettività, quindi con i soldi dei lavoratori che sono i principali pagatori delle tasse!) ma pagano per andare a curarsi e a lavorare. Per consumare, l’infrastrutture di viabilità e di parcheggio si fanno e si spendono i soldi dei lavoratori, per i bisogni di cura e per i lavoratori della salute che pagano le tasse per l’infrastrutture, queste stesse le infrastrutture languono… – si legge in una nota del segretario generale della FP CGIL Salerno, Antonio Capezzuto, e il coordinatore area sanità del sindacato, Massimiliano Voza – Questo sarebbe il paradigma della società dei consumi che apprendiamo dalla stampa. Un paradigma come sempre contro i lavoratori e contro i bisogni di cura.

Un’operazione presentata come una scelta strategica, ma che nei fatti nasconde una scelta miope e meramente pressione fiscale alle spalle delle fasce deboli e dei lavoratori. – prosegue la nota della CGIL-FP – È chiaro l’intento del Comune:

  1. Garantire entrate economiche, riallocando circa 70 parcheggi a pagamento (stalli blu) rimasti vuoti e infruttuosi in zone poco frequentate della città, trasferendoli direttamente lungo la salita che porta all’Ospedale.
  2. Regolamentare il traffico mattutino verso la struttura sanitaria, con la convinzione errata che l’introduzione della sosta a pagamento avrebbe scoraggiato l’afflusso delle auto.
via Falcone strada di accesso ospedale di eboli

Ma la toppa è peggiore del buco: chi si reca in ospedale non lo fa per scelta voluttuaria, ma per bisogno di cura, urgenze o per prestare assistenza ai degenti. Oltre alle centinaia di lavoratori che ogni giorno assicuro nella continuità dei servizi. Dunque, la necessità di raggiungere la struttura è inderogabile. Di conseguenza, il pagamento del biglietto non riduce il numero di auto: si limita a penalizzare economicamente chi è già in una situazione di difficoltà. – prosegue ancora la CGIL-FP Salerno – Invece di riprogettare la viabilità o venire incontro alle esigenze della comunità, si è scelto di monetizzare la necessità, trasformando stalli improduttivi in una vera e propria “tassa sulla salute e sul lavoro“.

Invece di incrementare la presenza della polizia locale, si frappongono balzelli come ostacoli a chi si reca in ospedale. Aggiungono Capezzuto e Voza – Il problema della viabilità non si risolve, mentre il disagio per cittadini lavoratori è raddoppiato.

Ben altre avrebbero dovuto essere le soluzioni.

Per garantire fluidità e sicurezza, la soluzione non è far pagare la sosta, ma riorganizzare il flusso e ampliare i parcheggi:

  • Incrementare il presidio della polizia locale, ricorrendo anche a nuove assunzioni, se del
  • Organizzare un servizio di navetta dedicato, con corse frequenti da e verso un’area di sosta d’interscambio, a copertura dell’intero orario di apertura al pubblico e con un biglietto gratuito o dal costo simbolico, come più volte annunciato ai tavoli coi sindacati dalla precedente amministrazione, ma mai realizzato.
  • Mettere in cantiere l’ampliamento dei parcheggi a ridosso dell’ospedale.

Pertanto, la FP-CGIL Salerno, tutela dei cittadini dei lavoratori dell’ospedale, chiede al Commissario di Eboli di non approvare un tale provvedimento e, se approvato, di fare un passo indietro e ritirarlo immediatamente. – Concludono il segretario generale della FP CGIL Salerno, Antonio Capezzuto, e il coordinatore area sanità del sindacato, Massimiliano Voza – Un Comune dimostra il suo valore quando tutela i diritti e la dignità di chi esige bisogni di cura e dei lavoratori del settore della salute, non quando sceglie di fare cassa davanti a un luogo di cura, mentre offre infrastrutture e servizi gratuiti per per la grande distribuzione che ha attanaglia i piccoli esercizi commerciali di prossimità».

Eboli, 29 ottobre 2026

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