Amianto a Santa Cecilia di Eboli: La denuncia dei residenti

Amianto a Santa Cecilia, gli abitanti del posto denunciano: “Ora basta intervenga la magistratura.

Il Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” di Eboli: “La salute della comunità vale molto più del costo dell’intervento oramai improcrastinabile!”

APOF-Santa Cecilia

APOF-Santa Cecilia

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI –   E’ quanto chiede, con un esposto e tanta documentazione allegata, il Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” di Eboli.

Quei 15.000 m2 di amianto in disfacimento sui tetti degli 8 capannoni della vecchia fabbrica per la lavorazione del pomodoro a Santa Cecilia (la ex Apof), direttamente confinanti con campi coltivati, non possono più rimanere lì, a circa 20 anni dal fallimento di quell’azienda.

Poche fibrille di amianto (fino a 1.300 volte più piccole di un capello), se inalate o ingerite, possono causare tumori ai polmoni e non solo, anche a distanza di decenni.

Non lo diciamo solo noi cittadini preoccupati per la nostra salute:  La rimozione di quell’enorme quantità di materiale pericoloso “NON È PIÙ PROCRASTINABILE” è quanto affermava l’ASL di Eboli giusto un anno fa in un documento inviato al Sindaco di Eboli.

Dopo tante segnalazioni a Carabinieri, Comune ed ASL e varie iniziative pubbliche che hanno visto partecipe anche la Parrocchia di San Nicola in San Vito al Sele, finalmente l’ASL nel gennaio 2016 mette nero su bianco: quel materiale è pericoloso e va rimosso immediatamente.

Chi deve farlo? Il proprietario, l’ANBSC, cioè l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Il Sindaco di Eboli, massima autorità sanitaria sul territorio e pertanto tenuto ad intervenire a tutela della salute pubblica, a maggio del 2016 chiede la bonifica del sito alla persona sbagliata, inviando l’avvio del procedimento al curatore fallimentare dell’Apof; poi, non ricevendo alcuna risposta, … si riaddormenta.

L’interesse per la salute pubblica si esaurisce in burocrazia.

Ora basta! – denunciano allarmati ibresidentibe i componenti del Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” –

“Intervenga la Magistratura ed accerti le responsabilità di questa scellerata gestione di una emergenza sanitaria in atto che può causare morti e sofferenze”.

Non è sufficiente dire che non si trovano i fondi necessari a bonificare quel sito che rappresenta una bomba ad orologeria: se si fosse trattato di un ordigno bellico, nessuno si sarebbe assunto la responsabilità di lasciarlo lì per oltre 20 anni dalla sua scoperta.

Il Comitato “Togliamoci l’amianto dalla testa” ha proposto, intervenendo anche in Consiglio Comunale, di verificare altre strade, anche soluzioni a costo zero per la pubblica amministrazione: il costo per la bonifica è di circa 150.000 euro, il valore dell’intera proprietà confiscata di oltre 4 ettari è certamente superiore; perché non concederla in comodato d’uso a chiunque voglia investire, previa bonifica del sito, per renderlo produttivo (per esempio realizzando un medio impianto fotovoltaico) oppure per realizzarvi un servizio collettivo (per esempio la moschea richiesta dalla comunità musulmana del posto)?

Ovviamente questi sono solo suggerimenti: a noi cittadini interessa la bonifica del sito, in qualunque modo essa venga realizzata. La salute della comunità vale molto più del costo dell’intervento oramai IMPROCRASTINABILE !

Eboli, 11 gennaio 2016

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. azz ma noi l’amiamo eboli , siamo innamorati di eboli, non vi ricordate in campagna elettorale lo diceva sempre il nostro lider maximo,si è riaddormentato? E vabbè prima o poi si risveglia ma l’amore c’è sempre. Come fate a dire il contrario se ogni azione e ogni provvedimento di questa amministrazione trasuda amore da tutti i pori…………… mah , siete incontentabili , venite nel borgo antico ci sono tanti locali top level , ti offriamo una fritturina .

  2. E pensare che la meta’ della somma necessaria a levare l’amianto e’ stata spesa dall’amministrazione comunale per le luci di natale.

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