Salerno: Salta la Nuova Sinistra. Art1-MDP va avanti. Il PD si chiude in famiglia

Salta l’assemblea fondativa della Nuova Sinistra, Conte va avanti in uni scenario di egoismi, opportunismi e “suicidi” annunciati.

Mentre il PD si chiude in famiglia, il “mancato appuntamento” per unire una parte della Sinistra sta nella richiesta senza confronto di una pari dignità, piuttosto di una ritrovata dignità perduta nei confronti del popolo della sinistra. Federico Conte per la ricerca dell’unità si affida al “confronto democratico e al buon senso“.

Art1-MDP-Assemblea Salerno

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Le elezioni generali ormai sono vicine. I Collegi elettorali uninominali e plurinominali per la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono stati ufficializzati e sebbene presentano diverse assurdità rappresentano una traccia. I sondaggi pure, sebbene non ne azzeccano una, preannunciano uno scontro tra i tre poli che, al momento vedrebbero in vantaggio il Centro Destra. Si avanzano anche le prime ipotesi di candidature e ovviamente si è aperta la stagione dei pellegrinaggi politici. E in tutto questo la Sinistra, o le sinistre discutono ancora. E magari facessero insieme e intorno ad un tavolo, in una stanza, in un convento, discutono separati tra loro, sapendo sin da subito che si candidano ad una sconfitta certa.

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Un suicidio politico annunciato. Eppure, anche nel suicidio, c’è chi pensa di ricavarne un beneficio e senza fare i conti con l’oste si siedono ognuno a un tavolo diverso e sebbene i tavoli siano diversamente imbanditi pretenderebbero pagare alla “romana”, minacciando in caso contrario di abbandonare il banchetto e il ristorante.

A Salerno poi, sebbene sembrerebbe che il terreno di discussione sia simile al resto delle altre realtà nazionali, invece è profondamente diverso, avendo a che fare con uno scenario unico, inquanto ci presenta una realtà politica che ha come protagonisti: da una parte il centrodestra che si ricompatta con tanti “piatti vuoti” in una cristalliera, lasciando immaginare la delicatezza per una coalizione che sembrerebbe maggioritaria ma per nulla rappresentativa ma in attesa di benefici del riverbero delle mirabolanti imprese di Berlusconi; dall’altra una “plotonata apolitica” che con un piede sta nel PD e un altro fuori organizzato alla rinfusa nel “Partito della Filiera Istituzionale“, con entrambi lo stesso “Capo” indiscusso in Vincenzo De Luca, e due vice capo Piero De Luca per il PD e Franco Alfieri per il Partito della Filiera, ovviamente destinatari di un collegio sicuro; Dall’altra ancora un M5S, diviso in tutte le città, tra gruppi livorosi, litigiosi e inconsistenti che non riescono ad imboccare un minimo di strategia intenti come sono ad essere contrari su tutto, ma potenziali destinatari di una protesta che pur di cappottare queste arroganze voterebbero anche il Diavolo; In ultimo, le sinistre che discutono e discutono, senza mai arrivare alla fine e soprattutto senza farsi comprendere dagli elettori, che si divide in mille rivoli, ma che ha un solo obiettivo, quello di distruggere Renzi a livello nazionale e De Luca a livello locale, e per farlo tagliano senza accorgersene perfino il ramo dell’albero su cui sono aggrappati. Una miriade di sigle senza più consensi ma segretamente convinti di essere determinanti fino al punto di pensare di riceverne un beneficio mentre si avviano tristemente al suicidio.

Cardiello-Fasano-Caldoro-Carfagna

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Con queste premesse, si comprende come sia fallito a Salerno, il tentativo di Articolo1 e del suo Coordinatore provinciale Federico Conte, di riunire alcuni frammenti di quella Sinistra che abbarbicata a quel “ramo” è pronta a segarselo sotto pur di fare un dispetto all”albero”, e in attesa di una non ben individuata strategia ha disertato l’incontro, ma nello stesso tempo lasciato l’iniziativa ad Art1 che a sua volta è, per il momento l’unico gruppo che potrebbe essere appetibile in una possibile alleanza, che comunque, per come si presenta lo scenario politico dovrebbe accontentarsi di una sconfitta. Quella sconfitta che tutti si aspettano e tutti in un clima di “si salvi chi può”, cerca di trarne un minimo vantaggio.

«Abbiamo registrato con rammarico l’assenza di “Sinistra Italiana” e “Possibile” all’assemblea, – scrive il Coordinatore provinciale di Articolo1-MDP Federico Conte a commento del mancato appuntamento politico – che pure era stata indetta di comune accordo ed in ossequio a un deliberato nazionale vincolante. Era questo il luogo, e tale è stato per noi, in cui confrontarsi per “la costruzione di un percorso politico… fondato sulle pratiche e le proposte programmatiche”, di cui essi scrivono. Noi siamo arrivati a questa assemblea promuovendo la partecipazione dei territori con proposte politiche e programmatiche, locali e nazionali, ampiamente riportate dai mass media, che hanno goduto dell’apprezzamento di tutte le forze progressiste.

Art1-MDP-Assemblea-Salerno

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E su questi temi, – prosegue Conte – sul lavoro, sull’astensionismo, sulla riforma della scuola e delle pensioni, su Salerno e sulla Regione, come sul potere opprimente del Pd deluchiano, abbiamo incentrato la discussione nell’assemblea odierna che ha visto la partecipazione di oltre trecento cittadini, giovani, donne e uomini, di cui oltre cento sono intervenuti per la prima volta, segno evidente dell’interesse della cosiddetta società civile. Tutti quelli che l’hanno chiesto sono intervenuti nel dibattito, spesso avanzando proposte.

Il documento finale, in cui si fanno tra l’altro voti all’unità, – aggiunge il leader di Art!-MDP – è stato approvato all’unanimità e riconosce agli assenti una rappresentanza qualificata (40%), anche se non dimostrata. Non si comprende, dunque, come Sinistra Italiana e Possibile pretendano, ora, di non riconoscere i risultati di un’assemblea alla quale non hanno partecipato e della quale non conoscono neppure i contenuti. Essi invocano la pari dignità politica, come se fosse incompatibile con la partecipazione assembleare e il voto democratico. Invocano, in effetti, solo la pari dignità numerica; ma pari dignità non significa questo o solo questo, bensì determinazione di scelte comuni in un confronto al quale essi si sono sottratti, e soprattutto una sintesi che esprima le istanze territoriali e la partecipazione dei militanti, procedura alla quale noi ci siamo attenuti con assemblee e iniziative, senza avere la presenza di chi oggi ci contesta.

Art1-MDP-Assemblea-Salerno,1

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Avremmo preferito apprendere cosa pensano e farne tesoro. – prosegue Conte – Certo gli accordi per fare sintesi sono utili e a volte necessari, ma non possono prescindere, quando è indispensabile, dal confronto reale tra le diverse istanze rappresentate, se necessario anche attraverso la verifica del voto democratico, previsto dal regolamento approvato a livello nazionale nel caso non si fosse arrivati a una lista unitaria e finanche in questo caso, se richiesto solo dal 10% degli aventi diritto. – conclude Federico ConteNorme fortemente volute soprattutto dai rappresentanti nazionali di Sinistra Italiana per garantire all’assemblea la massima apertura possibile. Confidiamo dunque che la ricerca dell’unità torni ad essere affidata al confronto democratico e al buon senso, che è il segno distintivo della politica».

Salerno, 27, novembre 2017

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Non sono un pentastellato ma se il movimento 5 stelle si chiamasse Diavolo anche il Diavolo voterei. I 5 stelli hanno tutti i difetti del mondo ma sono diversi da tutti quelli che ci sono stati finora. Io li voto stavolta perchè penso si siano oltrepassati tutti i limiti.

  2. i 5 stelle

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