A Padula Gesù “nasce” su un barcone di migranti: È polemica

Padula: La rappresentazione artistica di un Presepe fa “discutere”. È protesta tra chi grida: alla “mistificazione” e chi invoca  “tradizione”.

A Padula, tra i presepi allestiti nelle varie Chiese, dall’associazione “Amici del Presepe”, c’è anche un “Gesù bambino” che nasce su un barcone tra i pastori di color nero. Una rappresentazione artistica che attualizza una delle tante drammatiche vicende di migranti ed è polemica. Cirielli (FdI): “Gesù è nato in una mangiatoia. Basta mistificare le nostre tradizioni“.

Padula-Presepe-barcone

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

PADULA (SA) – “Gesù bambino è nato in una mangiatoia sotto ad una capanna. E non su una barca di migranti. Basta mistificare le nostre tradizioni soprattutto in vista del Natale”. – È così che il Questore della Camera e parlamentare salernitano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli commenta l’allestimento di un presepe collocato all’interno di una delle Chiese nel centro storico di Padula, allestiti dall’associazione “Amici del Presepe” – “Con questo presepe che messaggio si vuole trasmettere ai più piccoli? Che l’Italia deve essere invasa da migliaia e migliaia di clandestini per lo più islamici e far pensare falsamente che anche Gesù fosse un immigrato? Siamo alla follia. Le nostre tradizioni – spiega e conclude Cirielli – non possono essere piegate agli interessi degli scafisti o dei padroni delle cooperative dell’accoglienza e non si può assolutamente calpestare la veridicità dei nostri Vangeli”.

Edmondo Cirielli

Cosa ha fatto arrabbiare ed insorgere all’On. Cirielli? Sicuramente è stata quell’opera, realizzata dall’associazione “Amici del Presepe – sezione Pietro Gallo“, che nell’occasione della 25esima edizione della mostra presepiale padulese, ha curato gli allestimenti dei tanti presepi esposti nei luoghi simbolo di Padula. E perché si è incazzato Cirielli? Sicuramente perché i personaggi di quella, che altri non è che una rappresentazione artistica, sono tutti di colore nero: Gesù, Giuseppe, Maria; come neri sono tutti gli altri personaggi di quell’opera, perché di una “opera artistica” si tratta. E cos’altro ha fatto andare su di giri l’On. Cirielli? Il fatto che come giaciglio di Gesù invece della mangiatoia è della grotta, fosse un salvagente e una barca, e più di ogni cosa che tutti i personaggi di quell’insolito Presepe fossero negri.

D’ora in poi chiederemo a tutti gli artisti di coordinarsi con l’On. Cirielli prima di realizzare un’opera, per modo da uniformare la tradizione alla sua visione e soprattutto per evitare “mistificazioni” a difesa, come dice lui, dei “nostri Vangeli“. Quell’opera, come tante altre che ogni anno vengono allestite, nelle Chiese, nei luoghi pubblici, nelle case sono anche delle rappresentazioni che vogliono attualizzare una delle tante drammatiche vicende che hanno visto come protagonisti i migranti. Vicende che ci riconducono a migliaia di morti, moltissimi dei quali tra uomini, donne e bambini finiti negli abissi a popolare quel “mare” che divide le sofferenze dalle speranze.

Purtroppo per l’On. Cirielli “i Vangeli” non sono “nostri”, figuriamoci se sono suoi, sono di tutti, non hanno una visione militaresca e divisiva come vorrebbe Cirielli, perché sono la parola di Cristo, e Cristo si rivolge a tutto il Creato, agli uomini alle donne, a tutti gli esseri viventi e nella sua misericordiosa e amorevole parola è sempre più vicino agli ultimi, a chi ha più bisogno, non si cura se la sua attenzione sia rivolta a bianchi, neri, islamici o buddisti, ma si rivolge sempre e con amore a chi ne ha bisogno non trascurando che la sua mano caritatevole sia rivolta al “fratello”,  alla “sorella”, al “figlio”, al “padre” e quella sua parola non è di “proprietà” come vorrebbe fosse l’on. Cirielli nella sua falsa attenzione in difesa della sua interpretazione “padronale” del Vangelo, quella si mistificatrice e fuorviante, nel momento in cui egli mescola clandestini, islamici, immigrati, scafisti, padroni delle cooperative dell’accoglienza ai “Vangeli”, vieppiú anziché indirizzare alla rinfusa le sue rabbie verso l’arte, le sue rappresentazioni, potrebbe rivolgerle verso i delinquenti e non quelli che muoiono in mare, da parlamentare può più di ogni altro, evitando di mettere sullo stesso piano sfruttati e sfruttatori, vittime e carnefici, compiendo una irresponsabile e gigantesca, quanto pericolosa operazione mistificatrice. GESÙ, il Vangelo e la sua parola non hanno bisogno delle interpretazioni di Cirielli, e se Nostro Signore non fosse così immensamente buono sarebbero “cazzi” per Cirielli.

Salerno, 10 dicembre 2019

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Cirielli merita una grave insufficienza in materia di conoscenza dei Vangeli e si tiene alla lettera senza capire lo spirito del testo. Un bel corso di catechesi per adulti può trovarlo in parrocchia

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