Battipaglia, la sua Memoria, la sua Scuola: Il dibattito infinito

Riparte il dibattito infinito sull’ex Scuola Elementare “E. De Amicis” tra memorie sfocate, storia recente e valori sbiaditi. 

Valerio Longo (FI): “Un giusto equilibrio quindi tra salvaguardia della memoria collettiva e obiettivi“.

Scuola-Edmondo De Amicis-Battipaglia-il progetto-tratto da @Benesatto

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento del pogruppo Consiliare di Forza Italia di Battipaglia Valerio Longo, che fa alcune valutazioni circa il dibattito eterno sulla famosa Scuola De Amicis nel pieno centro della Città che prospetta su quella che era Piazza Madonnina. Un dibattito su quella struttura, più volte dichiarata inagibile fino a che se ne propose l’abbattimento e la realizzazione di un’altra struttura, si realizzò anche un progetto, e nelle more, pur ritenendola pericolosa e da abbattere quella Scuola restò lì a ricordare ai battipagliesi come la loro recente storia trattasse le sue prime tracce. Si, perché quella scuola, come le “Comprese” e come la Stazione Ferroviaria rappresentano il primo insediamento di quella che poi è divenuta la Città operosa, la Città della speranza, la “eldorado” del Sud, fino ad essere indicata tra le prime 100 Città italiane.

Un riconoscimento che andava, e a pieno titolo, solo a tutti quegli uomini e quelle donne provenienti da ogni dove e che su Battipaglia riponevano le loro nuova speranza di vita, di pari passo nessun merito andava alle classi politiche, assai mediocri, che al contrario, per certi aspetti, ne hanno frenato la crescita non sapendo accompagnare quelle spinte naturali nel corso del tempo. Una maledizione quella di Battipaglia.

Scuola-Elementare-DeAmicis-Battipaglia

Ma ritornando all’ex Scuola Elementare De Amicis, si ricorderà che all’improvviso divenne agibile e di seguito, contenitore di diverse iniziative culturali o di rappresentanza, modesta ma significativa, altro che quella cafoneria (progettuale riferita al progetto e non ai contenuti) del “Salotto Comunale“, e di lì divenne anche il “laboratorio”, di un’altra fantasmagorica iniziativa “triprefettizia”, della “famiglia Alvisi” nel quale si studiò il Nuovo Strumento Urbanistico della Città, altra piaga di Battipaglia, ma anche altra storia di Battipaglia fatta da “tecnigrafi, mattoni e cemento“, insomma una storia infinita, come infinita è la storia di quella Scuola ora PECBAT, laddove si sviluppano diverse iniziative culturali.

Ma il dibattito continua, e certo bisogna chiarirsi e una volta per tutte, che valore dare alle cose, se un valore memoriale, storico, celebrativo, commemorativo o semplicemente sentimentale e poi discutere ogni eventuale progetto futuro.

Valerio Longo X

«In relazione alla polemica sulla ristrutturazione dell’ex scuola E. De Amicis, – scrive il capogruppo consiliare di Forza Italia Valerio Longo intervenendo sulle polemiche che hanno coinvolto l’ex Scuola Elementare De Amicis – credo che tutti gli attori in campo dovrebbero un momento fermarsi, per riacquistare la dovuta lucidità e ragionare con equilibrio. Innanzitutto è assolutamente prematuro parlare di abbattimenti. Tutti i ragionamenti tecnici non potranno prescindere dagli esiti delle verifiche strutturali, che dovranno necessariamente precedere la gara per il progetto. Inoltre, unitamente alle prove tecniche e, per certi versi prioritariamente, non è possibile non tenere nel giusto conto la memoria collettiva che suscita quell’edificio e la funzione che si vuole darne.

E’ vero che alla struttura originaria sono seguiti nei decenni anche altri interventi, cosi come è vero che spesso in edilizia è più economico abbattere e costruire ex novo. Tuttavia, nel caso della De Amicis, occorre obbligatoriamente fare i conti anche con il valore culturale, sociale e morale dell’opera. Ciò che rappresenta nell’immaginario collettivo e che pertanto va assolutamente trattato con estrema delicatezza. Inoltre l’edificio ha pregio in quanto parte di una idea urbanistica unitaria.

Scuola De Amicis Battipaglia

Rappresentava infatti con il Municipio e la Stazione ferroviaria episodi concorrenti alla definizione degli spazi urbani nel teorema delle piazze. Da questo punto di vista come non ricordare allora che la nostra comunità ha lasciato sventrare l’edificio e la facciata della Stazione. Tutto ciò perchè oggi, purtroppo, i progetti li fanno o gli uffici tecnici o i soliti accorsati professionisti privi di capacità.

Bisogna quindi ragionare sul futuro della struttura. Cosa si vuol fare della De Amicis?

Pensare di riaprire la scuola è fuori luogo. Gli edifici scolastici cittadini sono assolutamente sufficienti per ospitare la popolazione scolastica. Al riguardo sembrerebbe unanime l’dea di farne il Centro Culturale della città (era in molti programmi elettorali). Un contenitore di idee, eventi, incontri. Un agorà al chiuso dove i battipagliesi possano sentirsi cittadini attivi. Si potrebbe pensare, fatto salvo l’aspetto esterno, ad una riqualificazione strutturale, finalizzata a dotarla, solo per fare un esempio, di un’area congressi, di un’area museale, una biblioteca funzionale, dove poter anche studiare e trascorrere il tempo libero, un teatro all’aperto, nell’area dove una volta si giocava a basket e che adesso viene utilizzata come parcheggio. Se non si considera tutto ciò si rischia poi di realizzare un intervento inutile, senza prospettiva.

Un giusto equilibrio quindi – conclude Valerio Longo – tra salvaguardia della memoria collettiva e obiettivi. All’indomani delle verifiche tecnico-strutturali, credo sia giusto portare la questione in consiglio comunale, il massimo organo politico della città, dove affrontare poi l’argomento e decidere l’intervento, tenendo nel giusto conto le implicazioni culturali e anche le posizioni del mondo dell’associazionismo e della società civile. In casi come questo non bisogna vedere solo ciò che è utile, ma anche cosa è giusto, perchè la De Amicis appartiene all’intera comunità”.

Battipaglia, 4 gennaio 2020

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Da Michele Toriello
    Caro Massimo Del Mese, avevo inizialmente travisato il tuo articolo di pubblicazione sulla De Amicis, e attribuito la considerazione della “cafoneria” del Salotto Comunale a Valerio Longo che avrei prontamente risposto nel merito… poi ho riletto bene e verificato che trattasi di tua considerazione personale! A questo punto nel merito non entro perché sarebbe superfluo e inutile. Mi dispiace perché, a prescindere dal fatto che il Salotto l’ho pensato ed istituito io nella qualità di assessore comunale alla cultura, offri considerazioni gratuite che riflettono unicamente la tua mancanza di conoscenza del territorio (di Battipaglia in questo caso) e offendono il tuo stesso operare nel mondo dell’informazione!!! Può offrire informazione chi è informato!!! Per cui ti sei soltanto auto offeso! Ti invito a lasciare la strada della critica a tutti i costi solo perché pare abbellire e rafforzare le notizie che stendi perché non è così …e dopo tanti anni di esperienza lo dovresti ben sapere! buon nuovo anno

  2. Per Michele Toriello.
    Ti ringrazio del tuo intervento perché mi offre l’opportunità di specificare e meglio chiarire sul “Salotto Comunale” epoi aggiungerò le opportune modifiche a chiarimento.
    Ebbene mi riferivo non al contenitore che tra l’altro ha ospitato tantissime e pregevoli iniziative, alle quali oltre a non far mancare il mio supporto vi ho anche partecipato. Iniziative culturali o meno che fossero, tutte rispettabili e mi piace citarne una per tutte di quelle persone che con il suo garbo, la sua gentilezza, la sua cultura e l’amore per la cultura e la letteratura ha offerto in più occasioni Gabriella Pastorino con Donatella Palazzo, Sara Germanotta e tante altre persone che hanno riempito quel “Salotto”.
    Va da sé che la critica al “Salotto” , quella che tu contesti fino, non a criticare l’articolo ma ad offendermi, era riferita on al “Contenitore” che ha ospitato ed ospiterà molteici iniziative culturali, ma alla Struttura, che per me, ma non è vangelo, è “cafona”, tuttavia è stato il viatico per te per offendermi e gratuitamente.
    Ovviamente, tengo ad informarti che non sono affatto distratto e disinformato sulle vicende di Battipaglia, la mia famiglia, quella di mia madre (Gammella) è stata di quelle che hanno Contributo alla crescita economica di Battipaglia e io ci ho vissuto, giocato, studiato e lavorato con studio professionale in Via Turco.
    Devo necessariamente aggiungere, che di privato non ho nulla, specie quando scrivo, per questo quelle tue offese che mi hai fatto in privato le ho trasferite e fatte pubbliche.
    Devo aggiungere che le mie critiche, i miei commenti, le mie opinioni, non sono mai inappropriate, possono essere condivise o meno ma non sono offensive.
    Non aggiungo altro se non che sul tuo operato da Assessore a suo tempo ne ho riportato ampia informazione, forse non ricordi ma forse anche i battipagliesi non lo ricordano, ma purtroppo questo è quello che accade a noi semplici. Ma ti invito a prendere la parte positiva di questo articolo: Quella di averti dato l’opportunità di ricordarsi di te.
    Tuttavia devo necessariamente ricordarti ancora, che questo è il Format del mio sito. Nessuno ti obbliga a leggerlo e se lo fai e vuoi interagire ricordati di farlo pubblicamente. Questo format piace alle persone e piace così tanto, che nonostante le tue offese e solo 3, 4 articoli al giorno è il più letto in Campania.
    Massimo Del Mese

  3. Massimo Del Mese, ci conosciamo personalmente e ogni mia parola scritta non offende mai l’uomo ma contesta il modus facendi del giornalista Del Mese quando ha definito “cafoneria” il Salotto Comunale. Nel rispondermi hai spiegato cosa intendi per cafoneria, e come hai ben precisato anche quello non è Vangelo.
    Poi, giusto a chiudere l’argomento, la mia riflessione l’ho inserita come commento pubblico sul portale, con tanto di firma!
    Infine, così come da sempre, continuerò a seguire il tuo format!
    Michele Toriello

    • Non so a quale portale ti riferìsci, sul mio l’ho messo io.

  4. MODUS FACENDI ?!

    Ma Caro Massimo, nun t’attacca’ proprio a risponn’!!!

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