Dagli Infermieri OPI una lettera sul ricovero dei 32 Anziani al Campolongo Hospital

L’OPI di Salerno interviene sul trasferimento da Sala al Campolongo Hospital dei pazienti Anziani positivi al Coronavirus. 

Intanto è appena giunta la ferale notizia che una donna del Centro Juventus di Sala Consilina, risultata positiva al Coronavirus e trasferita al Campolongo Hospital è morta. Aveva 87 anni ed era tra i 32 anziani ai quali si era trovata una soluzione più idonea specie dopo l’accordo stipulato tra la Regione Campania e l’Aiop.

Cosimo_Cicia_Campolongo_Hospital

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che ci è pervenuta dal Presidente degli Infermieri OPI di Salerno Cosimo Cicia sulla vicenda del Campolongo Hospital, inviata: al Direttore Generale Asl Salerno Mario Iervolino; al Direttore Generale Campolongo Hospital Gianfranco Camisa; Al Direttore Sanitario Campololongo Hospital Mario Pepe; Al Sindaco di Eboli Massimo Cariello; alla FISI; Avente ad oggetto «Richiesta notizie», con la quale Cicia non entrando nella polemica Campolongo si o Campolongo no, e ricordando che il diritto alla salute è sancito dalla nostra costituzione, ha evidenziato l’importanza dei Dispositivi di Protezione Individuali e della formazione per il personale infermieristico e medico e che il reparto abbia un percorso, con ascensore dedicato e percorso “pulito” nel senso dedicato ed esclusivamente di servizio al nascente Reparto, ritenendo e ribadendo “bisogna Curare, Assistere o Accogliere?” Questa per noi è la domanda delle domande, quella da un milione di miliardi di dollari, e no aggiungiamo null’altro di quanto già detto in decina di articoli pubblicati su POLITICAdeMENTE.

Intanto è giunta la ferale notizia che una donna del Centro Juventus di Sala Consilina, risultata positiva al Coronavirus e trasferita al Campolongo Hospital è morta. Aveva 87 anni ed era tra i 32 anziani ai quali si era trovata una soluzione più idonea specie dopo l’accordo stipulato tra la Regione Campania e l’Aiop.

Centro_Anziani_Juventus

«E’ davvero surreale, nonché fonte di fortissima preoccupazione, quello che sta accadendo al Campolongo Hospital di Eboli  per il trasferimento ivi di n. 33 pazienti  del centro Iuventus di Sala Consilina risultati positivi al test del COVID 19. Non si tratta di un dire fine a sé stesso. – scrive nella Sua accorata ma responsabile quanto piena di spunti interessanti il Presidente degli Infermieri OPI Cosimo CiciaÈ di alcuni giorni fa l’emergenza coronavirus venutasi a creare  a causa dei casi accertati e non sono mancate le vibrate proteste sulla mancata osservanza  delle idonee procedure previste da adottare nel caso di pazienti affetto dal morbo, specie da parte del personale infermieristico che denunciava da giorni anche la mancanza dei presidi di sicurezza individuali.

Ora di nuovo comportamenti superficiali proprio in una struttura sanitaria che mettono a rischio in primo luogo gli operatori sanitari perché impegnati in prima linea.

Non è il caso di entrare nelle dinamiche che hanno portato alla scelta di trasferire al Campolongo tanti pazienti già accertati positivi al COVID-19, ma certo non è polemica fare alcune considerazioni.

Anche la stampa ha evidenziato la carenza nella struttura di medici rianimatori e di uno specifico reparto di terapia intensiva per cui è giusto che vengano assicurate le garanzie di sicurezza per il personale perché  non è più tollerabile che a pagare il prezzo più alto nella situazione di emergenza che viviamo siano proprio medici e infermieri. 

Cosimo Cicia FNOPI

Nella qualità di Presidente dell’O.P.I. di Salerno, organo sussidiario dello Stato, sollecito l’attivazione  di tutte le procedure precauzionali previste dalle normative vigenti nei confronti del personale presente in azienda in questi giorni e che potrebbe aver avuto contatti diretti e/o indiretti con  pazienti ricoverati già risultati positivi al tampone.              

In questa difficilissima situazione mi sento di affermare che gli infermieri, come tutti gli altri professionisti sanitari, non devono, e non possono,  essere lasciati soli. 

Non è mai troppo sottolineare che quella attuale non è una emergenza come tutte le altre: qui gli operatori sanitari, medici ed infermieri rischiano la vita e ciò impone non solo la implementazione dei controlli ma anche una adeguata formazione in modo da poterla fronteggiare nella maniera migliore. 

L’impegno per combattere l’epidemia passa anche attraverso i comportamenti, che devono essere basati su informazioni corrette.

L’infezione da nuovo Coronavirus è tematica di interesse nazionale e la formazione deveorientare il personale sanitario avvalendosi delle evidenze scientifiche attualmente disponibili e delle fonti ufficiali di informazione e aggiornamento”.

Campolongo Hospital

Gli obiettivi formativi, partendo dalla descrizione della natura dell’emergenza, che ha assunto rilievo internazionale, deve identificare gli attori della task force italiana per la gestione dell’emergenza e le fonti ufficiali di informazioni, aggiornamento e coordinamento per le procedure sanitarie connesse alla gestione dell’emergenza, conoscere i protocolli da attuare nei casi sospetti o accertati ed, infine, individuare le informazioni utili al personale medico/sanitario per le attività di prevenzione, identificazione e controllo negli ambienti ambulatoriali, ospedalieri e di comunità (nonché disporre di materiale informativo da affiggere in tali ambienti). 

Ma quello che più conta, è che la formazione, per gli infermieri, deve essere svolta da infermieri che sappiano associare anche la personale esperienza.

Per quanto sopra, di contro ad eventuali altre soluzioni che potrebbero comportare per gli infermieri l’esposizione a  rischi con effetti anche irreversibili e ad assumere responsabilità non proprie, Vi diffido dall’assegnare allo svolgimento di incarichi in reparti destinati specificamente a fronteggiare l’epidemia Coronavirus personale infermieristico non adeguatamente formato secondo le indicazioni sopra esposto».

Salerno, 31 marzo 2020

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