Emergenza Covid. Fials: Personale sanitario assimilato agli eroi di guerra

Emergenza Covid, battaglia Fials Salerno per assimilare le famiglie di operatori sanitari deceduti ai caduti di guerra. 

Giovedì 2 luglio 2020, ore ore 11.30, Aula “Trotula de Ruggiero” plesso amministrativo dell’Ospedale di Salerno “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” conferenza stampa di presentazione del progetto da parte dei vertici della Fials salernitana. 

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – La Fials sta conducendo una battaglia a livello nazionale per vedere riconosciute le indennità alle famiglie di operatori sanitari che hanno subìto un lutto a seguito dell’emergenza Coronavirus. Secondo il sindacato, gli operatori in questione vanno assimilati ai soldati che perdono la vita sul campo di battaglia o ai caduti nello svolgimento delle proprie mansioni, in modo che sia lo Stato a farsi carico delle famiglie.

Anche a Salerno il sindacato Fials porta avanti questa iniziativa e i dettagli del progetto saranno presentati in una conferenza stampa giovedì 2 luglio 2020 alle ore 11.30 presso l’aula “Trotula de Ruggiero” del plesso amministrativo dell’Ospedale di Salerno “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” (Via San Leonardo). Prenderanno parte alla conferenza stampa i vertici della Fials salernitana.

Una iniziativa importante quella della Fials non tanto per la proposta fine a sé stessa, ma questa vuole porre l’attenzione solo su alcune categorie professionali legate al comparto della Sanità, per intenderci, Medici, Infermieri e operatori sanitari a vario titolo, non sul resto del firmamento variegato del lavoro. Attenzione che non dovrebbero essere da meno rispetto tante altre categorie professionali che sia in questa vicenda emergenziale e sia nelle tante altre che quotidianamente svolgono il proprio lavoro quotidiano, accettando l’ordinarieta’ e la eccezionalità, che il proprio lavoro comporta, sia esso lavoro qualificato, o altamente professionale o legato alla maestria, lavoro che si è scelto accettandono rischi e benefici.

Nel nostro Paese purtroppo si devono fare i conti con molte cose, tutte di primaria importanza, tra le quali gli infortuni sul lavoro, basta pensare ai 641.638 incidenti sul lavoro registrati nel 2019, dei quali 1437 sono stati mortali, praticamente 3 morti al giorno. Di quei 641.638 incidenti circa il 10% 61.310, sarebbero legati a patologie collegate al lavoro. Ma degli incidenti sul lavoro oltre le morti va ricordato anche che molti lavoratori rimangono invalidi o subiscono forti ridimensionamenti fisici in termini di paragone, è come ogni anno una città come Bari sia abitata da lavoratori che hanno subito incidenti, una città come Pontecagnano Faiano abitata da persone che sono rimaste inabili fisici (immaginando la casistica), e una cittadina cimitero come Castelcivita che ospita tutti i caduti sul lavoro. Eppure quei caduti sul lavoro molto spesso sono lavoratori a nero e pagati da straccio, nel migliore dei casi intorno ai 1000 euro al mese, quando lavorano, salari lontanissimi dai 4500 € base mensili dei Medici e mediamente i 1600€ mensili degli infermieri.

Forse più che rincorrere le vicende emozionali legate alle emergenze sarebbe il caso di affrontare tutta la partita del lavoro ed usare parametri uguali per tutte le categorie, e non aspettare vi sia l’incendio di una città per migliorare gli stipendi dei Vigili del Fuoco, o magari che rimangano sotto le macerie gli operai del comparto edile. E cosa deve succedere nella Scuola per aumentare gli stipendi a professori, insegnanti e personale amministrativo? Per premiarli e semmai premiare anche le famiglie basterebbe solo pensare alla bravura che hanno manifestato se si tiene conto che soprattutto i ciucci diventano Ministri o capi di Partito? E i Pensionati, cosa dovrebbero fare per attirare l’attenzione su di loro perché si adeguino le pensioni da fame che percepiscono? Eppure aiutano ancora i figli, si occupano dei nipotini, sono solo il 30% della popolazione italiana, di capriole non possono farne più di quante ne fanno certi che il premio per loro è solo morire in una RSA.

Con queste cose si deve fare i conti, e semmai indignarsi se un invalido civile per patologie varie inabile al lavoro percepisce un assegno mensile di sole 289.00 euro. È possibile che ad accendere un riflettore su questa vergogna sia stata la suprema Corte Costituzionale? Ecco, più che aprire un focus una volta su una categoria e un’altra su altre, bisognerebbe affrontare nel suo complesso la vicenda del Lavoro e in quella dare dignità al lavoro con un giusto corrispettivo, circostanza che farebbe anche il paia con l’organizzazione del lavoro, e semmai pensare anche alla opportunità di evitare, specie ai medici, di svolgere la professione in studi privati sebbene siano dipendenti pubbblici. Il Sindacato in generale e la Fials anche è capace di occuparsene, pernsando all’ordinario e non allo straordinario e alle premialita’?

Salerno, 30 giugno 2020

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