Malattie Infettive chiude: Il P.O. di Eboli si conferma market della Sanità

Il Reparto Infettivo chiude. Parte l’Ordine: I ricoverati vanno dimessi; Gli infettivologi saranno consulenti al neo “Reparto Cardiocovid”.

L’Ospedale di Eboli è in pericolo. Prosegue la spoliazione delle specialistiche in favore di altri Ospedali. In pieno Covid i posti letto di infettivologia passano in Regione dall’anno scorso ad oggi da 300 a 22. E i ricoverati? Sono un’appendice. Intervenga il Tribunale del malato.

Ospedale di Eboli

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ha presentato una interrogazione a risposta scritta sulla vicenda, mettendo in risalto la drastica riduzione dei posti letto per malattie Infettive. In Campania dallo scorso anno ad oggi vi è stata una drastica riduzione di posti letto, e chiede di rivedere la decisione.

Lo stop al Direttore Sanitario del PO di Eboli, Mario Minervini, è arrivato direttamente dal sovrintendente Covid dell’Asl Salerno Mario Polverino, il quale con due punti lapidari ha comunicato che: “il reparto di Malattie Infettive viene trasformato internamente in Cardiologia Covid“; “E gli infettivologi restano al PO di Eboli per prestare il proprio supporto di consulenza Covid ai Cardiologi del reparto di Cardiologia covid (nonché per eventuali altre consulenze infettivologiche nel PO di Eboli“.

All’orizzonte nubi dense e buie per il nosocomio ebolitano, che un pó per l’emergenza Covid, e un po per un consolidato andamento delle politiche sanitarie di destra e di sinistra, degli ultimi decenni subisce. Politiche che di volta in volta hanno accorpato, trasferito, chiuso reparti, depotenziando, dal punto di vista della Sanità, dei servizi e delle prestazioni, la così detta Valle del Sele in favore di altre realtà così come accade con questo provvedimento, che chiude il Reparto infettivo, “licenzia” dimettendo i suoi pazienti, trasferisce i medici di quel Reparto e li assegna principalmente alla Cardiologia per le consulenze e di fatto favorisce il Reparto infettivo dell’Ospedale di Vallo della Lucania.

E così ci viene da dire: Quando toccherà alla Chirurgia, all’Urologia, all’Ortopedia, alla Pneumologia, e via via a tutti gli altri reparti in affanno per mancanza di personale Medico e paramedico? A quando il colpo finale? A quando la chiusura? Chi sarà l’Agenzia funebre che si occuperà del funerale dell’Ospedale di Eboli? A chi toccherà fare il “becchino” e tumularlo definitivamente? Non ci resta che attendere, sperando nel frattempo che la buona salute non ci abbandoni.

Al momento il reparto diretto dalla Dott.ssa Grazia Russo ha diversi pazienti tubercologici gravi ed altri che di volta in volta, altrettanto gravi che occupano i posti letto, insomma il pericolo e i rischi della chiusura del reparto Infettivo ebolitano è altissimo e crea non pochi problemi gravi ad una popolazione che ne ha maledettamente bisogno, vieppiú sempre più anziana. Non si comprende perché mai rimarrebbe aperto solo il Reparto Infettivo dell’Ospedale Vallo della Lucania, laddove vi sono 14 posti letto unici posti disponibili nell’Asl di Salerno in un periodo pandemico come quello che ormai da due anni miete contagi, focolai e vittime, riconrdando inoltre che in Regione Campania, secondo gli ultimi dati i posti letto dedicati alle malattie Infettive erano poco più d 300 mentre al momento sono 32 e con la chiusura del Reparto Infettivo di Eboli scendono a 22.

Una decisione che segue altre che in passato hanno determinato un depauperamento di una struttura ospedaliera che per anni è stata un punto di riferimento della provincia di Salerno e oltre, accogliendo pazienti proveniento dalla Basilicata, dalle Calabrie e dal resto delle province della Campania, avendo tutte le specialistiche che un Ospedale potesse avere, e oggi nonostante tutto ha in se reparti di assoluta eccellenza come la Nefrologia e la Cardiologia-Utic. Va compreso tuttavia che queste eccellenze non potranno resistere se tutt’intorno vi è un “deserto”, tranne che non si decida, covid a parte, e “resistenza” tardiva a parte della Direzione Sanitaria, di smontare definitivamente tutto e creare il “Polo Nefrologico” e il “Polo Cardiologico” e così ad uno ad uno tutti i medici di tutte le specialistiche presteranno le loro consulenze e avremo conseguentemente: gli urologi, gli ortopedici, i pneumogi ecc, ecc, assegnati a Cardiologia o a Nefrologia. E perché no dopo il Cardiocovid, non si faccia il “Nefrocovid” o il “Pneumocovid“, il “Neurocovid“, quest’ultimo di vitale importanza per la tenuta psichica e mentale dei cittadini sia essi contagiati o meno o di supporto alle famiglie di cittadini colpiti o deceduti con il Covid o per il Covid.

Sarebbe una scelta politica, ma quell’ordine del Sovrintendente al covid dell’ASL Salerno, purtroppo non va in quella direzione, ma solo un ordine senza senso che passa sulla testa oltre che dei singoli medici, dell’Ospedale stesso e dei malati soprattutto, ricordando a Polverino che i malati non si possono dimettere tranne che non con una diagnosi di avvenuta guarigione, altrimenti dovrebbero essere tutti trasportati in un’altra struttura idonea ed equivalente, oppure predisporre un “ricovero assistito” garantendo ai pazienti tutte le cure e tutti gli interventi specialistici di cui ne avrebbe bisogno, immaginando di questi tempi i rischi per gli stessi pazienti e gli operatori, oltre che i costi.

E poi dove nel nostro caso? Negli unici posti lasciati ancora li nell’Ospedale di Vallo della Lucania? E mai possibile che in un momento di “infezioni” si chiude proprio un reparto Infettivo?

Va ricordato, tra l’altro, che il Reparto Infettivo di Eboli a differenza di altri ha un ingresso dedicato e potrebbe operare indipendentemente dall’intero Ospedale e che un Reparto Covid dovrebbe essere quello che ospiti tutti i pazienti di tutte le patologie, ma ovviamente queste sono decisioni che chi deve prenderle deve farlo secondo i mezzi e le strutture disponibili, semmai pensando di aggiungere non di togliere. Ma questo non vale per Eboli e per l’ASL Salerno nei confronti dell’Ospedale di Eboli.

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Interrogazione Borrelli

Comunicazione Sovrintendente Covid Asl Sa

Comunicazione del Direttore Sanitario Ospedale di Eboli

Eboli, 19 gennaio 2022

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