Falcone e Borsellino: “Battipaglia non dimentica” a 30anni dalle stragi

“Battipaglia non dimentica” a 30anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Nel Salotto comunale un dibattito e una rappresentazione teatrale.

All’incontro di lunedì 30 maggio alle 10.30 con Annamaria Torre, figlia di Marcello, vittima di camorra, moderato dal giornalista Bonito, partecipano: La Sindaca Francese, l’Assessore Rocco, l’ex Procuratore Lembo, Ricci (Libera), i comandanti dei VVUU, Polizia e Carabinieri, Iuliano, Cicciotti, Sisto. Al termine una rappresentazione teatrale con testo e regia di Rosaria Zizzo. 

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BATTIPAGLIA – “Battipaglia non dimentica“. Lunedì mattina 30 maggio alle 10:30 presso il Salotto Comunale di Palazzo di Città, l’Amministrazione comunale ricorda il trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Con Libera e con il Coordinamento Campano dei Familiari delle Vittime di Criminalità. Parteciperanno le scuole di Battipaglia. Ci sarà la testimonianza di Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre, ed uno spettacolo teatrale con testo e Regia di Rosaria Zizzo, che porta in scena dialoghi immaginari “impossibili” tra le varie vittime di camorra o di mafia.

Introduce e modera,

Francesco Bonito, Giornalista e Direttore NerosuBianco

Saluti istituzionali

Cecilia Francese, Sindaco di Battipaglia

Silvana Rocco, Assessore Cultura e Istruzione

Adolfo Ricci, Referente presidio Libera Battipaglia “Fortunato Areba e Claudio Pezzuto”

Gerardo Iuliano Comandante Polizia Municipale

Interventi

Corrado Lembo, già Capo della Procura di Salerno

Lorena Cicciotti, Dirigente Polizia di Battipaglia

Vitantonio Sisto, Comandante Compagnia Carabinieri di Battipaglia

Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre, Libera Memoria.

Al termine del dibattito ci sarà uno spettacolo del Teatro Sociale “Edizioni ordinarie” con testo e Regia di Rosaria Zizzo, nel quale è stato trattato anche il tema del contrasto alle mafie e alle camorre, e cosa interessante, gli interpreti sono stati suoi ex alunni, ormai uomini e donne, lavoratori, mamme e papà, allorquando la Zizzo, prima di approdare all‘Istituto “Ferrari” di Battipaglia, era docente all’Istituto Corbino di Contursi Terme e da Referente alla Legalità, ha attuato il progetto teatrale dal quale hanno avuto vita i suoi testi di teatro sociale che il prossimo 30 maggio in occasione del 30nnale degli attentati di Capaci e di Via D’Amelio, i protagonisti: Gerardo Iula, Antonella Ciao, Elena Tazlaoanu, Emanuela e Noemi Reppuccia, Gerardo Bastardi e Roberto Maglio; porteranno in scena nel Salotto comunale di Battipaglia lo spettacolo “Edizioni Ordinarie“, edito da “Terra del Sole“, spettacolo più volte rappresentato nel corso degli anni a Contursi Terme, al Teatro Trianon di Napoli, al Marano Film Festival, al Teatro Cilea di Reggio Calabria, sotto l’Albero Falcone a Palermo e nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato a Roma.

Il testo teatrale “Edizioni Ordinarie”, e qui la cosa interessante, è un dialogo “immaginario” tra due giovani vittime della violenza camorristico-mafiosa, Giancarlo Siani e Peppino Impastato, che raccontano della propria morte ricordando le stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio con la citazione di nomi e cognomi di coloro che genericamente venivano individuati come “gli uomini della scorta”. Il testo di Rosaria Zizzo, attraverso i suoi ex alunni divenuti per l’occasione “messaggeri di legalità”, si caratterizza per la forte intensità emotiva, tanto da trasformare il messaggio stesso in un duro atto di condanna verso ogni forma di illegalità e di violenza.

Il testo si pone come obiettivo quello di catturare le menti dei giovani per convogliarla verso lo studio e l’ammirazione di chi ha fatto dell’uso delle parole, della giustizia e della legalità un obiettivo di vita fino all’estremo sacrificio, piuttosto che verso l’emulazione della violenza sanguinaria. E parlando di “dialoghi immaginari” e quindi “impossibili” di personaggi che a seguito delle loro storie hanno cambiato il corso della storia, ci piacerebbe immaginare cosa sarebbe successo se Siani e Impastato, Falcone e Borsellino oggi fossero ancora vivi e cosa sarebbe stata la storia del nostro Paese, atteso che a 30 anni e più ancora non abbiamo sconfitto le mafie, le camorre, le ndranghete, le corone unite e qualsiasi forma delinquenziale organizzata cinese, o nigeriana che sia? Un interrogativo inquietante, ma che può dare solo una risposta se non quella affidata a quella famosa locuzione: “homo homini lupus“; quel lupo che è dentro di noi, che assume tante forme a seconda dei tempi e delle convenienze e ora ha il volto dei “Riina” ora quello dei “Putin” ma gli obiettivi sono sempre gli stessi, quelli dei soldi e del potere e per raggiungerli non si fa scrupolo di sciogliere bambini nell’acido o lanciare bombe atomiche.

Battipaglia, 28 maggio 2022

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