“Bomba” al Napalm di Carmelo Conte su De Luca, PD e i “puttani”

È campagna elettorale. L’ex Ministro Conte sgancia la terza “Bomba” sul PD, dopo quella dell’ex Sen. Andria e dei dirigenti di Art1: “Svincolare la Campania dal deluchismo”

Carmelo-Conte

POLITICAdeMENTE

NAPOLI – Sono state appena consegnate le liste e i candidati ed è subito scattata la prima offensiva contro il PD nazionale, campano e salernitano colpevole di essere stato il primo Partito a colonizzare il Sud e ad occupare, attraverso candidature paracadutate i collegi campani, attuando così una delle più preoccupanti occupazioni politiche a scapito della rappresentanza territoriale, contribuendo pericolosamente alla nordizzazione del Parlamento. Quello che non è  andata giù all’ex Ministro Conte, e non solo a lui, è  stato l‘accordo che il Segretario nazionale Enrico Letta ha concluso con il Governatore Vincenzo De Luca lasciandogli campo libero nella scelta delle candidature di tutti i suoi fedeli ivi compreso attribuendo la prima piazza nel collegio plurinominale al figlio Piero in cambio della sistemazione dei Ministri Roberto Speranza e Dario Francescini a Napoli e Susanna Camusso a Salerno.

A Carmelo Conte non è andata giù  nemmeno l’attribuzione del secondo posto nella lista PD del Collegio plurinominale Senato dietro alla Camusso, e il conseguente ritiro dalla competizione del figlio Federico Conte Deputato di Art1, ma anche il tradimento del Ministro Speranza che “coraggiosamente” si è accaparrato un posto sicuro in Parlamento e ha abbandonato al suo destino il suo Partito e i suoi rappresentanti ivi compreso Federico Conte,  così  come POLITICAdeMENTE  ha ampiamente riportato negli articoli ai seguenti link: https://www.massimo.delmese.net/186217/il-capo-il-tradimento-e-lipocrisia/,; https://www.massimo.delmese.net/186288/andria-si-dimette-il-pd-si-stupisce/. Nei giorni scorsi un’altro attacco fu sferrato prima dall’ex Senatore Alfonso Andia, il quale ha restituito, stracciandola, la tessera del PD, e poi da un gruppo di dirigenti e personalità politiche di Art1 di varie parti della regione Campania che lo accusavano di aver svenduto il Partito, invitandolo almeno a dissociarsi dai metodi di De Luca.

Roberto Speranza

Ma purtroppo da Speranza si è  guardato bene dall’esprime qualche commento in sua difesa e si è guardato bene di candidarsi nella sua Basilicata nemmeno quando uno dei giovani designati da Letta a guidare la lista proporzionale è stato costretto a ritirarsi, lasciando così spazio al sottosegretario napoletano Enzo Amendola, eliminando così la fantasiositá di un potentino candidato a Napoli e un napoletano candidato a Potenza. Di qui il violento attacco dell’ex Ministro On. Carmelo Conte, una vera e propria bomba al napalm che colpisce De Luca, Conte non ne ha lanciata un’altra su Speranza evidentemente perché  è  così  inconsistente da non poterne individuare i tratti.

Il Pd ha abbandonato il Sud, ha scelto i cacicchi locali, come De Luca in Campania, che da 30 anni si distingue per il reclutamento di adepti di destra, di centro e di sinistra, andando oltre il metodo che aveva usato Silvio Gava per attrarre nella Dc i consiglieri monarchici di Napoli nel ’60, definiti da Giovannini sul Roma, ‘i puttani’, riducendo le istituzioni e il partito a una ibrida public company di famiglia che gestisce ogni cosa. Perché i segretari nazionali del Pd non hanno rilevato che i ‘puttani’ di De Luca aderiscono al suo sistema ma non al partito visto che le percentuali del Pd alle politiche in Campania sono tra le più basse d’Italia? Perché non sono mai intervenuti per tutelare l’immagine del partito e per imporre il rispetto delle regole?”.

Se lo è chiesto ieri, con un articolo pubblicato sulle pagine di Repubblica di Napoli, l’ex ministro e parlamentare del Psi, Carmelo Conte.

Vincenzo De Luca

Ci si aspettava che il Pd facesse un atto di coraggio almeno nella formazione delle liste, che dovrebbe essere l’atto fondante di una politica. Invece, ancora una volta, la segreteria nazionale si è piegata, anzi si è accordata con il cacicco: gli ha garantito una riserva assoluta di potere familiare nel salernitano e in cambio ha ottenuto il via libera alla candidatura nelle liste campane di tre (su sei) personalità di altre regioni in collegi proporzionali sicuri, con buona pace del territorio e della grande Napoli”.

Stupisce perché Letta, che ha conosciuto da vicino De Luca, abbia consentito tutto questo. Evidentemente – continua l’ex Ministro Conte è meglio non disturbare De Luca nel suo podere campano, visto che reagisce duramente contro i suoi avversari. La conclusione è che: o il Pd cambia o tocca ai liberi e forti di Don Sturzo svincolare la Campania dal deluchismo e fare di questa battaglia una bandiera del Sud. Non ci sono vie di mezzo”.

Carmelo Conte su De Luca

Napoli, 25 agosto 2022

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