INTERROGAZIONE di Rosania all'Assessore Regionale De Felice sullo sgombero di S. Nicola Varco

Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione del Consigliere Regionale Gerardo Rosania, all’assessore Regionale Alfonsina De Felice, sulla questione dello sgombero da parte della Procura della Repubblica di Salerno dell’area di San Nicola Varco.

Napoli 18 novembre 2009

Interrogazione Urgente A risposta Question time ai sensi dell’art. 79 bis del Regolamento del Consiglio Regionale

All’Assessore Regionale alle Politiche sociali
on. Alfonsina De Felice
Sede

Premesso

che in agro di Eboli, da oltre 15 anni insiste, abbandonata, una struttura che occupa circa 20 ettari, nata come mercato ortofrutticolo regionale, costata oltre 30 miliardi di lire, mai completata e mai aperta;

che questa struttura, fino al 2004, risulta essere stata di proprietà dello Stato ( Ministero dell’Agricoltura) e che da quella data è entrata nel patrimonio della Regione Campania ;

Gerardo Rosania

Gerardo Rosania

che in quell’ex mercato ortofrutticolo, abbandonato a sè stesso, privo di guardiania, e privo di un progetto di riutilizzo produttivo a breve, dapprima si è assistito ad una vandalizzazione delle strutture ed all’asporto di tutto ciò che fosse prelevabile (macchinari, materiale elettrico, suppellettili ecc), e poi all’insediamento, sempre più massiccio, di lavoratori extra comunitari giunti nella zona per prestare il loro lavoro nelle aziende agricole della Piana del Sele;

che in quella struttura, pur con variazioni legate alla stagione agricola, sono arrivati a viverci in condizioni disumane anche mille lavoratori extracomunitari;

che l’unica relazione che quelle persone hanno avuto con il contesto sociale è stata con le organizzazioni sindacali ( CGIL in particolare), che hanno cercato di affrontare la questione dei diritti di questi lavoratori nei luoghi di lavoro, con associazioni di volontariato (tipo L’Altritalia di Eboli), che hanno cercato di rispondere all’esigenza di un minimo di servizi di accoglienza e di alfabetizzazione della lingua italiana, oltre che con l’ausilio di medici volontari, riuscendo ad assicurare un minimo di prestazioni sanitarie;

che in quella zona della Piana del Sele la presenza di lavoratori migranti, che vivono in condizioni igieniche e sociali inumane, riguarda non solo l’ex mercato ortofrutticolo di S. Nicola Varco, ma anche strutture private, quali capannoni industriali dismessi, casolari rurali abbandonati, il tutto in condizioni di degrado di abbandono e con rischi igienico-sanitari enormi;

che questi lavoratori vengono nella Piana del Sele, accettando di vivere in tali condizioni, perché attratti dalla possibilità di trovare lavoro nelle aziende agricole e zootecniche che li impiegano;

che per poter arrivare nella nostra Piana, muniti molto spesso di regolare permesso temporaneo, affrontano viaggi in condizioni indicibili, arrivando a pagare sette od ottomila euro;

che una volta arrivati nella Piana , privi di qualsiasi tutela dei propri diritti ed in mancanza di un’adeguata rete di accoglienza, finiscono nelle mani di una fitta rete di caporali, che vendono quelle braccia ad aziende del posto, che le pagano in nero e sottocosto, trattenendo una percentuale di una già bassa retribuzione;

che il ricatto del lavoro, lo stato di irregolare, dovuto al mancato rinnovo dei contratti, rendono queste persone particolarmente deboli ed incapaci di ribellarsi;

che in più occasioni è stato posto all’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali la necessità di approntare un piano di intervento, che da un lato andasse a colpire il fenomeno del caporalato e del lavoro nero, dall’altro mettesse in campo iniziative tese all’accoglienza ed a rendere più umane le condizioni di vita di quelle persone : censimento e sistemazione di strutture pubbliche, inutilizzate presenti nell’area, da destinare all’accoglienza, intervento sull’aziende agricole del posto, per la sistemazione di strutture rurali private, con apposito incentivo, da destinare ad ospitalità dei lavoratori impiegati nell’azienda stessa,intervento di mediazione presso proprietari di alloggi, perché affittassero anche ai lavoratori migranti, con la garanzia della Regione Campania;

che a fronte di queste richieste e nonostante stanziamenti cospicui da parte della Regione Campania, al di là, di un lodevole intervento di bonifica dell’area di S. Nicola varco e dell’installazione di bagni, mai entrati in funzione, o della collocazione di prefabbricati, mai realmente utilizzati, non si è andato;

che in data 11 novembre un vero esercito di uomini delle forze dell’ordine ha provveduto a porre sotto sequestro l’area di S. Nicola Varco, sgomberando le centinaia di lavoratori migranti che lì avevano trovato rifugio, senza che alcun piano di sistemazione logistica alternativa fosse approntato e senza alcun supporto socio-sanitario da parte delle istituzioni;

che in conseguenza di questo provvedimento di requisizione, firmato dall’autorità giudiziaria, centinaia di persone sono oggi costrette a trovare rifugio per la notte sotto i teloni delle serre o sotto improvvisate baracche, in condizioni igienico –sanitarie ancora peggiori di quelle in cui vivevano a S. Nicola Varco;

che i pochi interventi tesi a dare una sistemazione provvisoria dignitosa, a quelle persone, come ha provato a fare il Sindaco di Sicignano degli Alburni o come ha proposto la Caritas nella struttura di Torre Barriate, in agro di Eboli, sono stati vanificati da ulteriori interventi delle forze dell’ordine, disposte in una sorta di “caccia al clandestino”;

che questa operazione ha rotto quel minimo di rapporto di fiducia di questi lavoratori con le organizzazioni sindacali e di volontariato, costringendoli di fatto in uno stato di vita clandestina legandoli ancora di più all’intreccio perverso capolarato- lavoro nero

si interroga per sapere

se questo Assessorato era a conoscenza dell’operazione dell’undici novembre visto che l’area interessata è di proprietà di questa Regione;

e se a conoscenza ha condiviso tale operazione?

Quali provvedimenti sono stati messi in essere, o concordat,i per fronteggiare il disastro umanitario rappresentato dalle centinaia di lavoratori migranti costretti a vivere, oggi, nelle condizioni inumane conseguenti allo sgombero;

quali provvedimenti sono stati concordati con gli organi competenti, per ripristinare la legalità nella Piana del Sele, debellando il caporalato e contrastando il lavoro nero;

a che punto erano i progetti previsti dalla delibera di Giunta regionale n 1234 del 10/0772009 e di quelle precendeti che pure stanziavano fondi regionali per quell’area;

a quanto ammonta la spesa che questa Regione ha sostenuto per la bonifica di S. Nicola Varco, avvenuta qualche mese fa ,per l’acquisto e l’installazione di prefabbricati e bagni;

a cosa saranno,ora, destinate quelle strutture acquistate;

quanto costerà alla Regione Campania la custodia dell’area di S. Nicola Varco sequestrata e data in custodia alla Regione;

se corrisponde al vero che gli edifici del mercato ortofrutticolo di S. Nicola Varco dovranno essere a giorni abbattuti a cura della regione Campania;

quali sono i tempi di realizzazione del Polo Agroalimentare Regionale che lì dovrebbe sorgere;

Il Consigliere

Gerardo Rosania

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