Presidio in Difesa della Sanità e Salute Pubblica 

27 gennaio, ore 9.30, presidio di “Cittadinanzattiva” all’ASL Salerno di Via Nizza, contro la distruzione della Sanità Pubblica a Salerno e Provincia. 

Difendiamo la Sanità Pubblica e la Salute” è una iniziativa congiunta di CittadinanzAttiva SA, Tribunale per i diritti del malato SA, Verdi-SI Salerno, Spi Salerno, Semplice Primavera, Medicina Democratica Salerno che lancia l’allarme contro la desertificazione sanitaria: “Opponiamoci alla privatizzazione della sanità e alla mercificazione della salute“.

ASL Salerno Via Nizza

POLITICAdeMENTE

SALERNO – Il giorno 27 c.m. alle ore 9.30 é indetto un presidio presto l’ASL Salerno in via Nizza: Contro la distruzione della Sanità Pubblica a Salerno e Provincia; Contro la soppressione di funzioni e di posti letto negli Ospedali di Salerno e Provincia; Contro la riduzione di attività nei poliambulatori di Salerno; Contro le lunghe liste di attesa; Contro l’esaurimento nei primi giorni del mese delle prestazioni nel privato.

I cittadini di Salerno e Provincia sono costretti a pagare per intero le prestazioni nel privato accreditato o a rinunciare alle cure.

  • Vogliamo un tavolo di confronto permanente con la Dirigenza dell’ASL SA per far conoscere i tanti problemi e bisogni di salute dei cittadini di Salerno.
  • Vogliamo la immediata organizzazione della Medicina Territoriale e di prossimità.
  • Vogliamo il potenziamento dell’assistenza domiciliare con la semplificazione delle procedure e l’integrazione con i servizi sociali.
  • Vogliamo il potenziamento delle cure oncologiche e la definizione di un percorso di cura personalizzato senza interruzioni e con integrazione tra Ospedale e territorio, fino al domicilio.

Opponiamoci alla privatizzazione della sanità e alla mercificazione della salute.

I cittadini della città di Salerno e della Provincia sono tenuti all’oscuro delle scelte fatte in materia sanitaria dai Direttori Generali dell’ASL SA e della AOU SA. – scrivono CittadinanzAttiva SA, Tribunale per i diritti del malato SA, Verdi-SI Salerno, Spi Salerno, Semplice Primavera, Medicina Democratica Salerno – Subiscono le conseguenze di scelte inadatte alla tutela della salute dei cittadini e possono solo lamentarsi, arrabbiarsi e a volte, disperati, scatenano la loro rabbia su medici e infermieri dei Pronto Soccorso e del 118, vittime anch’essi delle medesime scelte scellerate.

E’ chiaro che la Regione Campania con il suo Presidente, nonché, assessore alla Sanità ed il Direttore dell’ASL SA insieme ai vari Direttori di Aziende Ospedaliere di Salerno e Provincia, perseguono un solo sciagurato obbiettivo impoverire la Sanità Pubblica spostando risorse umane ed economiche, posti letto e prestazioni verso il privato. Inoltre, altro strumento per favorire gli interessi di alcune lobby e carpire consensi è progettare la costruzione di grandi ospedali come quelli di Salerno (500 milioni) e quello unico nella valle del Sele. Con quali fondi? Sicuramente quelli non spesi negli anni per l’assistenza e forse quelli del PNRR.

Tutti gli ospedali dell’ASL SA non riescono a garantire l’assistenza per carenza di medici, di infermieri e altri operatori sanitari; inoltre le procedure concorsuali per il reclutamento di medici sono state in precedenza sbagliate ed ora sono sospese. Si preferisce, però assumere “medici a gettone”, essi costano il doppio, guadagnano il doppio grazie alla Flat-tax, lavorano di meno e costituiscono un invito continuo ai loro colleghi dipendenti ad andare via dagli Ospedali e soprattutto dai Pronto Soccorso.

Esaminiamo la sanità a partire dal distretto più a Sud:
Il Presidio di Sapri, ospedale di confine, è sempre in condizioni di precarietà: ha una carenza di operatori in quasi tutti i reparti, in particolare ginecologia-ostetricia; i punti
nascita ogni anno sono sul punto di chiudere.
I Presidi di Vallo della Lucania e di Agropoli, DEA di primo livello, presentano una mancanza assoluta di primari (dirigenti 2 livello) in 11 reparti fondamentali come Pronto Soccorso, Rianimazione, Neurochirurgia, etc. Il reparto di Ortopedia e traumatologia ha un primario a scavalco tra i presidi di Sapri e Vallo. I primari sono decisivi nella impostazione assistenziale e nell’attrattività delle unità operative. I medici sono carenti in quasi tutti i reparti, carenze coperte in malo modo con prestazioni in ALPI (attività libero professionale intramoenia, pagata 60 euro all’ora). Tali prestazioni non garantiscono né qualità né continuità in un presidio individuato come hub della rete dei traumi, fondamentale, inoltre, durante il periodo estivo, insieme a quello di Agropoli. Nel Presidio di Vallo manca pure il Direttore Sanitario, il cui concorso è stato bandito e mai espletato. I cittadini richiedono da tempo la installazione della camera iperbarica nel presidio di Agropoli, necessaria per un territorio marittimo che raggiunge nel periodo estivo un milione di turisti, attrezzatura riconosciuta come di estrema necessità (sono state fatte petizioni ed appelli inutilmente). La Regione Campania, mentre intende spendere mezzo miliardo di euro per un nuovo ospedale a Salerno, non ha mai bandito un concorso specifico per questa area con adeguate premialità, e assumere il necessario personale sanitario.

Nella Valle del Sele l’Ospedale di Battipaglia funziona con attività ridotte al minimo, cardiologia non garantisce i turni notturni, inoltre, molte specialistiche sono chiuse.

I DEA di Eboli, Battipaglia e Roccadaspide offrono lo stesso dato: carenza di medici infermieri, chiusura di posti letto ed eliminazione di prestazioni fondamentali per i cittadini (basta vedere i documenti scritti dai Sindaci di Battipaglia ed Eboli e le denunce quotidiane del delegato dell’UIL del presidio di Eboli). il Governatore promette anche là la costruzione di un nuovo ospedale.

Nell’Agro Nocerino Sarnese con una popolazione di circa 353.000 abitanti l’ospedale di Sarno ha un pronto soccorso con carenza di medici, l’ortopedia con 4 posti letto funziona solo 12 ore, anche la ginecologia soffre per carenza di ginecologi. il presidio oncologico di Pagani non ha la radioterapia; la ematologia e l’oncologia sono in difficoltà per carenza di personale e di spazi. Sempre L’oncologia non ha posti letto e il servizio trasporti infermi rischia di essere appaltato.

Il presidio di Nocera presenta grosse sofferenze nel pronto soccorso, in neurologia e in ortopedia. Il presidio di Scafati l’unico dotato di una terapia intensiva pneumologica e di un pronto soccorso specifico, oltre la chiusura notturna rischia la chiusura totale (infatti, alcuni reparti sono stati già chiusi).

La medicina territoriale è inefficiente perché è senza una reale programmazione; senza alcuna integrazione con l’AOU SA, DEA di 2° livello, e con il territorio. La Regione ha silenziato ruolo e funzione degli organismi intermedi: Conferenza dei Sindaci e Sindaci del territorio; quando la situazione diventa insostenibile vengono promesse nuove miracolistiche cementificazioni.

I Sindacati e le Organizzazioni degli Utenti non vengono nè convocati nè ascoltati. Il Sindaco del Comune di Salerno non ha mai voluto istituire la consulta della sanità, né tantomeno vuole dialogare con i rappresentanti dei pazienti e dei lavoratori. Egli ritiene, a torto, di non avere nessun ruolo e funzione nella sanità e nella difesa della salute dei propri cittadini. Sono come asserragliati in una torre, pagati con i soldi pubblici, danneggiano la nostra salute, il territorio e spostano risorse della collettività verso imprese edili e i padroni di cliniche, laboratori e diagnostiche accreditate. Esse, oltretutto, pagano salari da fame e accumulano profitti.

Ora Basta vogliamo essere ascoltati e vogliamo il potenziamento della Sanità pubblica, in particolare la medicina territoriale e i pronto soccorso efficienti.

Salerno, 25 gennaio 2023

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