Il licenziamento di Montemarano: una “BASSOLINATA”

Via i “cafoni arricchiti”, come li chiamò il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Il Partito Democratico, dovrebbe cacciarli fuori a pedate e chiedere scusa ai campani.

Il Governatore della Campania “rafforza” il suo isolamento e si avvia sempre più, nel suo cammino politico-istituzionale, verso una gestione di tipo “monocolore”. Un monocolore “Bassoliniano”. Prima il commissariamento della Sanità Campana con un blitz all’insaputa del suo Assessore, poi con il “licenziamento” del suo stesso Assessore alla Sanità Angelo Montemarano, sostituito dal Direttore del “Pascale” Mario Santangelo, Bassolino ha aperto le ostilità verso tutti ed in particolare verso il Partito Democratico.

Le due decisioni rappresentano un tentativo maldestro di recupero, rispetto a un fallimento politico di quella che è stata un’era, di quello che è stato il “modello Bassolino” che con la compiacenza degli intellettuali, dei mass media e del mondo della cultura, riuscì ad “eludere” la sorveglianza della critica e a conquistare consensi.

Montemarano

Montemarano

Le due iniziative del Governatore della Campania, sono state le consenseguenze di un altro commissariamento: quello che ha dovuto subire sull’immondizia. Un intervento da parte del Governo centrale pieno di lati oscuri, passati comunque in secondo ordine rispetto alle montagne di immondizia, che eravamo abituati a vedere e che all’improvviso, come per incanto, sono scomparse, ma che nel frattempo avevano fatto il giro del mondo, dando dell’Italia un’immagine a dir poco negativa..

In quella occasione una qualsiasi persona seria avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Bassolino invece, non si è allontanato nemmeno un attimo dalla sua poltrona. Ha approfittato da una parte della debolezza del PD, che di fronte allo scempio dell’immondizia non ha saputo prenderne le distanze, e ha approfittato di Berlusconi dall’altra, che avendo vinto le elezioni, non ha ritenuto opportuno abbattere Bassolino, ormai prigioniero.

Per salvare quello che era un sistema di potere ormai logoro, le ha provate tutte, fino ad affogare definitivamente, indifendibile come è.

Antonio Bassolino, in questo modo spera di raggiungere tre risultati: il primo, quello di tenere sotto pressione il Partito Democratico e ottenere una sorta di salvacondotto per continuare a gestire ancora il Partito Campano; il secondo, quello di costringere settori della maggioranza ad aprire una crisi con le successive dimissioni del Governatore, facendo cadere successivamente, la pregiudiziale della non candidatura alle europee; il terzo, nella ipotesi in cui non vi sarà nessuna candidatura, quello di “mettersi in proprio”, scaricare il PD essendo stato a sua volta scaricato, dal momento che Dario Franceschini gli ha sbarrato la strada per Strasburgo, preferendogli Angelo Montemarano (in quota Bindi).

Mario Santangelo

Mario Santangelo

La liquidazione di Montemarano è sicuramente l’ultimo atto di un uomo disperato, che si vede costretto all’angolo e dal quale ci si può aspettare qualsiasi reazione. Il gruppo del PD è ormai è spaccato in due: da una parte l’area di provenienza diessina, che subisce; dall’altra, di estrazione margheritina che si ribella. Questi ultimi capitanati da Pietro Mastranzo e Nicola Caputo, hanno contestato con fermezza il provvedimento, ritenendolo sbagliato nella forma, nei tempi e nella sostanza. E’ la prima volta che si contesta così apertamente una decisione di Bassolino.

Anche se la protesta ha assunto toni politici di rilievo, va ben oltre una semplice rimozione di un Assessore, dal momento che oltre all’On Alfonso Andria è intervenuta anche la Vice Presidente della Camera Rosi Bindi e il Segretario Regionale Tino Iannuzzi che hanno contestato aspramente la revoca e la sostituzione di Montemarano. A quelle proteste non è seguito nessun atto concreto, lasciando immaginare che le ostilità di Bassolino sono iniziate e che non ha nessuna intenzione di recedere dalle sue decisioni. La partita politica va oltre i partiti, anzi per come ha gestito Bassolino, i partiti sono stati solo un veicolo per raggiungere l’obiettivo più ambito:il potere.

Il Governatore, si è messo a giocare con le Istituzioni. Ha scelto la Sanità per poter dare un tono politico di rilievo alla sua azione punitiva, e costringere il suo Partito o il suo ex Partito a sfiduciarlo. Ha solo sbagliato i tempi: lo ha fatto proprio quando Montemarano ha messo a posto i conti; lo ha fatto nel momento in cui il PD non ha bisogno di Bassolino, anzi potrebbe anche approfittare per liberarsene definitivamente.

Se i Dirigenti del Partito Democratico avessero gli attributi, caccerebbe a pedate nel sedere Bassolino e il suo sistema di potere e chiederebbe scusa ai Campani per tutti i danni arrecati. Ne guadagnerebbero in dignità e consensi. Aveva ragione il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, quando ad una festa dell’Unità di Agropoli tuonò contro i “cafoni arricchiti” indicando in Bassolino e il suo sistema di potere come i veri responsabili di tutti i mali.

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