Eboli-Lavori SP30-Yacht arenato: L’arte del passa oggi e ven’ riman’

SP30 chiusa da un anno e yacht arenato da tre: Campolongo ed Eboli ostaggio dell’attesa, Tra lavori interminabili e degrado sul Litorale, e i cittadini chiedono risposte concrete. Due fatti stessa emergenza ma senza soluzioni e il territorio ne paga il prezzo. Ecco l’arte del passa oggi è ven’ riman

SP 30- yacht arenato

di Massimo Del Mese e Marco Naponiello per POLITICADEMENTE

EBOLI – E…. «passa oggi e ven’ riman‘». E così sono passati oltre tre anni e quello yacht arenato sulla spiaggia di Campolongo è ancora lì. È diventato un monumento all’incapacità, all’incuria, al menefreghismo. Una presenza ingombrante, ormai trasformata in una carcassa, che racconta meglio di qualsiasi parola lo stato di abbandono di un tratto di costa dalle enormi potenzialità, ma anche una rinuncia da parte sua che purtroppo non raccoglie nessuno dal Comune di Eboli principale responsabile, ma solo per il fatto che lo Yacht spiaggiato è nel proprio territorio e degli Enti sovracomunali, Provincia, la Capitaneria di Porto competente, la Guardia di Finanza, la Prefettura di Salerno. Insomma ci risulta improbabile immaginare ad un naufragio e al conseguente abbandono del natante lasciandolo alla deriva, piuttosto che rottamarlo, immaginando i percorsi e i soldi che ci volevano per farlo in sicurezza, percorsi che comprendevano magari un corretto smantellamento da operarsi in un cantiere autorizzato a recuperare in sicurezza (motore, Carburante, Impianti, arredamenti, ecc.), il natante da avviare alla rottamazione.

Ma non è l’unico problema. A pochi chilometri di distanza, la situazione della Strada Provinciale 30 – arteria fondamentale che collega Eboli alla litoranea passando per Santa Cecilia – continua a rappresentare una criticità pesantissima per l’intero territorio.

La SP30 risulta chiusa al traffico dal maggio 2025 per consentire lavori legati al ponte consortile e alla sistemazione idraulica dell’area, interventi gestiti dal Consorzio di Bonifica del Sele e inseriti in programmi di finanziamento pubblico legati alla sicurezza del territorio. Opere necessarie, ma che stanno scontando tempi lunghi e, secondo le segnalazioni, anche fasi di stallo operativo.

Nel novembre scorso era stata annunciata una possibile conclusione entro dicembre, ma a oggi la strada resta chiusa e i disagi continuano ad accumularsi. Residenti costretti a percorsi alternativi, pendolari penalizzati, imprese in difficoltà e turismo fortemente ridimensionato: la chiusura ha inciso pesantemente già sull’estate 2025 e rischia di compromettere anche la stagione 2026.

Il problema non è solo tecnico, ma anche di comunicazione e gestione dei tempi. Mancano certezze, aggiornamenti chiari e soprattutto una data credibile di riapertura. Ed è proprio questa incertezza ad alimentare il malcontento.

Parallelamente, sul litorale di Campolongo, la presenza dello yacht arenato continua a rappresentare un simbolo evidente di degrado. In un contesto già fragile dal punto di vista del controllo e della sicurezza, quel relitto contribuisce a peggiorare l’immagine di una fascia costiera lunga oltre otto chilometri, caratterizzata da pineta e sabbia finissima, che potrebbe invece essere un punto di forza del territorio

Due vicende diverse, ma unite da un filo comune: l’assenza di soluzioni in tempi ragionevoli. Da un lato una infrastruttura strategica bloccata, dall’altro un simbolo di abbandono mai rimosso.

Due vicende diverse, ma unite da un filo comune: l’assenza di soluzioni in tempi ragionevoli. Da un lato una infrastruttura strategica bloccata, dall’altro un simbolo di abbandono mai rimosso.

Il territorio non chiede miracoli, ma risposte.

E soprattutto tempi certi. Perché dopo mesi, e in alcuni casi anni, l’attesa non è più sostenibile, specie osservando come si può solo aspettarsi il peggio atteso che l’Amministrazione Comunale è attraversata da una crisi politico-amministrativa che da mesi paralizza la Città con ricadute conseguentemente disastrose.

Eboli, 19 aprile 2026

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