Battipaglia ore 8.30, Stadio Pastena, Eboli, ore 8.30, rotatoria SS 18 Santa Cecilia, due piazze stessa rabbia. Una protesta che con il presidio di due blocchi autostradali di Battipaglia e di Eboli, dalla Piana del Sele si appresta ad essere caso nazionale ma anche un fronte di lotta contro un Governo che protegge le Multinazionale e i loro extraprofitti agli italiani in difficoltà.

POLITICAdeMENTE
BATTIPAGLIA / EBOLI – Dopo i blocchi autostradali degli ultimi quattro giorni l’appuntamento dei trasportatori in protesta per il caro carburante è per questa mattina alle 8:30 allo Stadio Pastena di Battipaglia stessa ora alle 8:00 a Santa Cecilia di Eboli rotatoria della SS18, con la mobilitazione generale che unisce gli studenti degli istituti “Enzo Ferrari”, “Besta Gloriosi” ed “Enrico Medi”, gli autotrasportatori e gli agricoltori, lavoratori, pensionati e giovani in difficoltà, più furiosi che mai di fronte al silenzio colpevole di un Governo che ha scelto di stare a fianco delle Grandi Compagnie e le loro grandi speculazioni piuttosto che ascoltare il grido di un Paese che attraversa tutta Italia e anche quelli della Piana del Sele.
Lo slogan è chiarissimo: “BLOCCHIAMO TUTTO!” mentre si aspetta il “pugno fermo” e una lunga lotta.
Le ragioni, non lasciano spazio a letture di parte:
- più investimenti nelle scuole pubbliche;
- scuole sicure e moderne;
- meno soldi alle armi;
- più risorse per l’istruzione;
- no al carovita e al caro carburanti che colpisce famiglie, studenti e lavoratori;
- sostegno concreto ad agricoltori con tutele e prezzi giusti;
- sostegno agli autotrasportatori con riduzione del costo del carburante e dei pedaggi;
- riduzione delle tasse sul carburante e sui costi di produzione.
Una protesta, che chiama al presidio pacifico contro il caro vita e il caro carburante. Un grido che riassume tutto in uno slogan:
“Basta aumenti, servono risposte concrete! Per un futuro più giusto, la voce dei cittadini conta”.
Due appuntamenti diversi, ma che fotografano una stessa emergenza che il Paese vive ogni giorno alla pompa e al supermercato. Su questa vicenda è intervenuto anche l’On. Piero De Luca (PD), che ha voluto esprimere a studenti, agricoltori e autotrasportatori della Piana vicinanza e sostegno: “Quello che sta accadendo a Battipaglia e a Eboli è lo specchio di un Paese reale che il Governo si rifiuta di ascoltare. Studenti che chiedono scuole dignitose, autotrasportatori strangolati da gasolio e pedaggi, agricoltori schiacciati dai costi di produzione, famiglie che non arrivano a fine mese. La risposta non può essere il silenzio. Serve subito un intervento sul caro-carburanti e il coraggio di tassare gli extraprofitti di chi in questi mesi ha speculato sulla crisi, per restituire risorse a chi lavora e studia.”
Una posizione netta che fa da contraltare a quella che gli organizzatori definiscono “la posizione sfuggente del Governo“, incapace di affrontare il nodo centrale: la crisi dei carburanti e la protesta degli autotrasportatori che sta paralizzando interi settori, e cosa grave, colpisce, in queste ore, il gravissimo silenzio della TV di Stato e della stampa legata alla maggioranza di Governo, a partire dalle testate riconducibili al Parlamentare della Lega Angelucci destinatario fino ad ora 130milioni di euro di finanziamenti statali (l’ultimo del 2025 di 5,4 Milioni di euro) , e così mentre la Piana del Sele si prepara a bloccare tutto per chiedere diritti essenziali, nei palinsesti Rai e nelle prime pagine di Libero, Il Giornale e Il Tempo non c’è traccia della protesta. Un blackout informativo che pesa come una scelta politica gravissima.
E mentre si censura la protesta sociale, il dibattito pubblico viene spostato altrove e più precisamente sui disordini di Milano e Torino, episodi sebbene gravissimi, utilizzati come vere e proprie armi di distrazione di massa, buoni per riempire ore di talk e titoli allarmistici, utili per non parlare di ciò che davvero scotta: il prezzo del gasolio tocca cifre oltre i 2 euro, i pedaggi autostradali sono i più cari d’Europa, gli scaffali che si svuotano e i prezzi salgono alle stelle, l’inflazione, quella reale tocca le due cifre.
La strategia è chiara: piuttosto che affrontare e risolvere la protesta, si sceglie di ignorarla e ci si appresta a reprimerla. E ancora piuttosto che affrontare il caro-carburanti tassando gli extraprofitti miliardari delle grandi compagnie petrolifere, si preferisce far finta che il problema non esista e si sceglie di stare dalla parte delle multinazionali e delle Banche e non dalla parte degli italiani.
Dove è finito il motto a chiacchiere “prima gli italiani”?
Battipaglia / Eboli, 22 ottobre 2026






