Prescrizione breve, è la fine della giustizia

Oggi è il giorno della verità. Si decide se la nostra è una Repubblica Occidentale liberale e democratica o si avvia ad iscriversi nel club di quelle Sud Americane. Il salvapremier fa saltare il processo Mills.

Per cancellare due dei quattro processi a carico di Berlusconi, ne finiranno a mare altri 15mila.

A Milano Berlusconi “assalta” il Tribunale con un atto di “Squadrismo mediatico”.
A Roma i familiari delle vittime di Viareggio, i terremotati dell’Aquila, i truffati di Cirio e Parmalat protestano d’avanti al Parlamento.

Angelino Alfano Ministro dell'Ingiustizia

ROMA – I familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, quelli dei morti nei crolli del terremoto dell’Aquila, quelli dell’incendio del Moby Prince, saranno tutti in Piazza Montecitorio alle 15,00 e poi alle 18,00 al Pantheon, per far sentire la loro voce e per sollecitare le coscienze dei parlamentari sotto “dettatura”.

Sarà difficile però che qualcuno si lasci attraversare dal lamento della coscienza. Con i familiari delle vittime ci saranno anche tante associazioni: Libertà e Giustizia, Articolo 21, Anpi, Popolo Viola, una grande mobilitazione per sottolineare come il provvedimento che si appresta a varare il Parlamento rappresenti una vera e propria emergenza giudiziaria. A conti fatti, rischiano di saltare quasi ventimila procedimenti.Tra questi: G8, Cirio, Falsi invalidi, Parmalat e Antonveneta.

Tutte quelle ragioni che da anni aspettano giustizia vengono calpestate per salvare il premier dai processi che lo riguardano. Tutti a Roma per protestare contro le norme sul processo breve. Quelle Norme creano il salva condotto giudiziario per Silvio Berlusconi e affossano tutte le speranze di chi aspetta giustizia.

Oggi è il giorno della verità. Il giorno che si decide se la nostra è una Repubblica occidentale liberale e democratica o si avvia ad iscriversi nel club di quelle sud Americane, Africane e di qualche altra area del mondo dove la democrazia è un optional. Oggi con l’approvazione in Parlamento della prescrizione breve si mette una pietra tombale su un sacco di ribalderie.

L’approvazione è prevista in serata, nonostante l’ostruzionismo delle opposizioni, che hanno affidato ai deputati il compito di leggere la Costituzione, pensando di sortire l’effetto di ricordare ai deputati “sotto dettatura”, i valori fondanti e per rallentare l’approvazione del provvedimento salva premier.

Per cancellare due dei quattro processi a carico di Berlusconi, ne finiranno al macero altri 15mila.

La maggioranza si è asserragliata nel parlamento ma il peso e la tensione si possono tagliare a fette ben sapendo che fuori il paese è in rivolta e nella piazza di Montecitorio ci sono i parenti delle vittime i truffati di Parmalat e Cirio. Alfano dice che attualmente i processi prescritti ogni giorno sono circa 500 e che con la nuova legge cambierebbe di poco perché ne cancellerà solo lo 0,2%. Tra i quali, assicura, non c’è ne il  terremoto dell’Aquila, ne Viareggio e la Parmalat.

Ma se l’effetto di questa Legge è così rilevante perché farla e perché sono mesi che il Parlamento è impegnato su questo fronte trascurando le politiche interne e quelle internazionali?

Quelli li fuori vogliono giustizia, non la cancellazione dei processi. Lo sa anche l’inespressivo MINISTRO dell’INGIUSTIZIA Angelino Alfano che minimizza anche rispetto ai rilievi del procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, il quale giustamente fa rilevare come il processo breve rappresenti il modo per far finire il processo, per “seppellirlo”.

Berlusconi al Tribunale di Milano

E così invece di trovare le eventuali responsabilità di un colpevole, se ne definisce un’assoluzione certa per annientamento del dibattimento.

Allo stesso modo lo show del Premier davanti e dentro l’aula del Tribunale di Milano è una irresponsabile delegittimazione dei magistrati, e sembrato un atto di “squadrismo”. Uno “squadrismo” mediatico messo in atto da un Silvio Berlusconi sorridente e tutto intento a minimizzare e a ridicolizzare se stesso, pur di salvarsi dalla giustizia, per modo che il tutto poi, rientri in quel grande show mediatico che egli sta dirigendo con grande maestria.

E mentre Berlusconi è intento a sbeffeggiare il Tribunale, i magistrati e le accuse che gli vengono addebitate a Milano, a Roma, nel Parlamento tutti, Deputati e Governo a gran completo, devono assicurare la loro presenza pena esclusione dalle liste, quando si tratterà di nominare il nuovo Parlamento. Tutti a sgomitare per guadagnarsi la “tozza” dal gruppo dei Responsabili al nuovo gruppo di Coesione Nazionale, tutti a scodinzolare e a gironzolare per farsi vedere.

E si annuncia un’altra giornata di fuoco. Speriamo che quest’incubo finisca presto, prima che la Lega Nord, che ormai ha in mano saldamente le redini del Governo, ci porti fuori dall’Europa e svuotano tutte le casse dello stato per fare clientele a favore della Padania, contro il resto del paese.

Roma, 13 aprile 2011

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Ecco le nuove norme sul processo-breve

ROMA – L’ultima versione del ddl approvato dal Senato e che ora passerà all’esame di Montecitorio prevede che la nuova norma sul processo breve si applichi a tutti i reati ma con diverse scansioni temporali, fino a un massimo di 6,5 anni per il primo grado per processi di mafia e terrorismo particolarmente complessi e con un elevato numero di imputati. Eliminate le esclusioni oggettive e soggettive dalla norma, e tutti i processi per reati commessi prima del 2 maggio 2006 e puniti con pena pecuniaria o fino ai 10 anni di reclusione che non siano arrivati a conclusione del primo grado verranno di fatto chiusi senza sentenza.

Durata dei processi. La nuova legge, che si applica a tutte le tipologie di imputato, stabilisce che, per “violazione della durata ragionevole del processo”, il procedimento per i reati sotto i 10 anni, dal momento in cui il pm “esercita l’azione penale”, si estingue dopo 3 anni per il primo grado, 2 anni per il secondo e un anno e 6 mesi per la cassazione (non più, dunque, 2+2+2 ma 3+2+1). In caso di annullamento della cassazione con rinvio al tribunale o in appello si prevede un anno per ogni grado di giudizio.

Tempi più lunghi per processi complessi
. Per i processi per reati con pena pari o superiore ai 10 anni, la norma prevede un tempo di 4 anni per il primo grado, 2 per l’appello e 1 per la cassazione. Per quanto riguarda i processi per reati di terrorismo e mafia, infine, i termini di durata salgono a 5 anni per il primo grado, 3 per il secondo e 2 anni per la Cassazione, con facoltà del giudice di prorogare questi termini fino a un terzo in più nel caso si tratti di procedimenti molto complessi e con elevato numero di imputati.

Processi estinti. La norma transitoria di applicazione del ddl stabilisce che il limite temporale di durata interviene per tutti quei processi in corso alla data di entrata in vigore della legge relativa ai reati coperti dall’indulto puniti con pena pecuniara o detentiva inferiore ai 10 anni. In questo caso, il giudice applica la norma e pronuncia il non doversi procedere per estinzione del processo se sono decorsi 2 anni da quando il pm ha avviato l’azione penale e se non è stato definito ancora il primo grado di giudizio. Con questa norma, quindi, lo stralcio del processo Mills che vede imputato Berlusconi verrebbe immediatamente chiuso.

Reati contabili. Nei giudizi davanti alla corte dei conti il processo si estingue se, dall’atto di citazione, sono trascorsi più di 3 anni senza che sia stato emesso il provvedimento che definisce il giudizio di primo grado. Un termine che scende a 2 anni in caso di appello.

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