Battipaglia: E’ fuga dal PD

Un gruppo di dirigenti del PD battipagliese si dimette dagli incarichi e dal Partito.

“Il direttivo è stato ridotto a vuoto ratificatore di decisioni assunte e di compromessi al ribasso. Unilateralmente si è rotto un accordo. E’ mancata la discussione vera sullo sviluppo della città”.

Luca lascaleia

BATTIPAGLIA – E’ bufera nel Partito Democratico di Battipaglia. Evidentemente, le ragioni che  un gruppo di militanti-dirigenti, fanno valere oggi, sia pure a scoppio ritardato, sono talmente forti che hanno portato ad una decisione ferma ma inequivocabile: alle dimissioni da ogni carica  di Partito.

E così Carmine Crudele, Raffaele Femiano, Gerardo Bovi, Salvatore Gatto, Amedeo Bufano, Nunzia Dell’orto, Raffaele Cristaino, Vincenzo Cestaro, hanno rassegnato le dimissioni da ogni carica.  Sono usciti dal Partito, ma precisano di voler continuare a dare un contributo al PD, ma in forma diversa, mentre Marsico pur seguendo le stesse sorti circa le cariche, resterà iscritto.

Si è arrivati al documento di dimissioni dagli incarichi del circolo cittadino di Battipaglia, tenendo conto dei magri risultati politici ottenuti e registrando l’impoverimento della vita politica interna.  Lo svuotamento del ruolo del partito su fatti fondamentali della città, che hanno impedito di fatto qualsiasi tipo di partecipazione e di espressione. Queste sono state fondamentalmente le motivazioni che hanno spinto i firmatari a dissociarsi.

Dissidenti? Semmai delusi, come appare delusa la Città di Battipaglia, che dopo decenni di governo delle destre, si aspettava qualcosa di diverso, e si aspettava dopo aver rotto gli “argini” di voltare pagina, e di dare altre prospettive ad una Battipaglia costretta da sempre a ragionare sulla base del “metro cubo” e del mattone, delle varianti al PRG e delle colate di cemento.

La loro delusione è sicuramente quella di vedere un partito appiattito sull’Amministrazione e prigioniera di gruppi, di singoli e di partiti, che pur facendo incetta di consiglieri Comunali, come nel caso dell’UDC, non alimentano la proposta politica ma per contro la “arricchiscono” di relazioni, che tendono solo alla definizione di assetti di potere, indicando questi o quello frutto di accordi personali.

La delusione è anche quella di osservare un lento e progressivo “scolorimento” di quella spinta propulsiva che si aspettava specie dopo aver voluto fortemente la Candidatura di Giovanni Santomauro, che tra l’altro, incassato il risultato, ha mantenuto la sua figura ben distante dal PD.

Giovanni Santomauro

Carmine Crudele, Raffaele Femiano, Gerardo Bovi, Salvatore Gatto, Amedeo Bufano, Nunzia Dell’orto, Raffaele Cristaino, Vincenzo Cestaro e Marsico, anche se in ritardo sono riusciti a “saltare il fosso” e oltrepassare il muro che separa l’impegno politico vero e quello invece interessato e con un gesto che appare estremo scrivono al Segretario Provinciale Nicola Landolfi e al Segretario cittadino Luca Lascaleia, esprimendo senza se e senza ma il loro dissenso e le loro delusioni ma anche le loro decisioni.

“Il Partito Democratico recita la nota dei dimissionari ha dato un contributo fondamentale alla vittoria nelle amministrative del 2009 con l’indicazione del candidato Sindaco Giovanni Santomauro. Si sono accettate forzature nella composizione della coalizione, della lista di partito e nella fase iniziale amministrativa nella speranza di interrompere il ciclo di vittorie della destra.

Nel congresso cittadino – si ricorda nel documento – che si è svolto nell’ottobre del 2010 abbiamo rinunciato ad una candidatura alternativa per la segreteria cittadina al fine di evitare inutili lacerazioni interne e per aprire una fase di ripresa per il Partito Democratico. Tale gesto di generosità politica è stato fatto a brandelli da una gestione del partito solitaria, che ha trovato il suo culmine nella vicenda del rimpasto della compagine assessoriale nella giunta Santomauro Ter.

Il direttivo cittadino – e qui l’accusa e le motivazioni delle dimissioni –  è stato ridotto a vuoto ratificatore di decisioni già assunte e di compromessi al ribasso, mentre è mancata una discussione vera e consapevole sullo sviluppo della città e sul ruolo del partito.

Destano forte preoccupazione la precarietà dei saldi di bilancio, il riassetto dei servizi pubblici locali, l’orientamento in termini di governo del territorio. E’ evidente la torsione del rapporto tra partito e gruppo dirigente, rinnegando l’accordo unitario fra le componenti del partito che portò nel congresso scorso, non meno di 10 mesi fa, all’elezione di un segretario unitario e di un direttivo unitario.

In maniera unilaterale – scrivono i dimissionari – si è rotto tale accordo, riducendosi nella conduzione di un direttivo anemico nelle presenze e nei contenuti e in un rapporto referenziale del segretario con i consiglieri comunali e il sindaco.

Di fronte alla richiesta di confronto su tematiche fondamentali dell’azione amministrativa e di riorganizzazione del partito, si è risposto accentuando i caratteri autoreferenziali del segretario e dei consiglieri comunali, escludendo di fatto il partito dalle scelte amministrative.

Si rende necessario, pertanto, – conclude la lettera di Carmine Crudele, Raffaele Femiano, Gerardo Bovi, Salvatore Gatto, Amedeo Bufano, Nunzia Dell’orto, Raffaele Cristaino, Vincenzo Cestaro e Marsico – rappresentare esternamente una visione diversa delle questioni fondamentali della città e della forma partitica. Ravvisando l’impossibilità di poter concorrere alla formazione delle decisioni e visto l’impoverimento della vita interna del partito, non essendoci stata alcuna volontà da parte del segretario cittadino di recuperare il mandato assegnato nello scorso congresso, rassegniamo le dimissioni da ogni incarico del circolo cittadino ritenendo opportuno svolgere l’attività politica nell’ambito del PD in forme e in modalità maggiormente adeguate“.

Battipaglia, 31 luglio 2011

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Evviva. Finalmente quello che sembrava un dormitorio collettivo, a vantaggio della libera anarchia di chi ha interessi di casta, stretti in una filiera protezionistica al suo interno, ma ristretto e inaccessibile, si è svegliato alle ragiori superiori della politica. La politica è attività aperta al pubblico, quindi ai dibattiti sulle reali questioni della popolazione, al ricambio di leve di comando, iù indipendente dai poteri che essa stessa genera, sciogliere i nodi e non crearli, essere più disinteressata e non corrosiva. Complimenti al gruppo dei dimissionari, con l’auspicio che austute convocazioni di organi superiori non li induca in tentazione e rendere vano l’intelligenza politica della loro agitazione.

  2. Conosco alcuni dimissionari come persone serie e corrette, ma deboli per posizione di partito, in quanto non facenti parte o sfortunati appartenenti a cordate di potere. Ma ora, che hanno ritrovato coraggio di reazione, e ci voleva da tempo, è auspicabile che dicendo pane al pane e vino al vino, completino l’opera chiedendo le dimissioni di soggetti stantii e che hanno spremuto fin troppo a loro vantggio e con arroganza i legami con i padroni dei piani superiori, sentendosi essi stessi padroni del circolo e della città politica. E i risultati miserevoli sono sotto gli occhi di tutti. Fatela finita con loro, fateli da parte e fregatevene delle ingerenze dei comandanti forestieri, opportunisti e in complicità dei danni a carico della città. La politica deve realizzare per la città e non per gli eletti. Battipaglia è vostra, è nostra, difendiamola, ma con ottica e rapporti con i superiori che privilegi il bene comune e non personale, familiare e di entourage dei senza scrupolo. Grande vergogna di sporchi giochi politici e abusi personali. Non arrendetevi e non fermatevi a una iniziativa che a questo livello potrebbe risultare sterile ed inutile. Forza, forza, forza.. Auguri-

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