Lettera aperta di Gabriele Del Mese alla Città: Il Senso Civico e l’orgoglio dell’appartenenza

Gabriele Del Mese scrive: Il senso civico e l’orgoglio di appartenenza ad un luogo si manifesta nel rispettarlo e la libertà finisce laddove  arrechi pregiudizio alla libertà  degli altri.

La piazza è un crogiuolo sociale eccezionale. Ma dalle 22 alle 24,00 è presa d’assalto da orde di minori dai 5 ai 12 anni che compiono atti di vandalismo nel silenzio dei genitori e nell’assenza dei Vigili.

Gabriele Del Mese

EBOLI – Di seguito pubblichiamo una Lettera aperta  che il nostro concittadino Ing. Gabriele Del Mese scrive agli ebolitani e all’Amministrazione comunale, per mettere in evidenza lo stato di abbandono in cui versa la Piazza Principale di Eboli, e segnalare come gruppi di giovanissimi di sera aggrediscono quel luogo nell’indifferenza dei genitori presenti ma distratti, nella rassegnazione dei frequentatori  e nell’assenza sistematica della Polizia locale.

La lettera di Del Mese è un allarme, ma nello stesso tempo è portatrice di suggerimenti, ma soprattutto costringe  l’opinione pubblica e chi dovrebbe intervenire e prendere dei provvedimenti, puntando i riflettori sul fenomeno per metterlo in discussione e per trovare una forma risolutiva che vada nella direzione di soddisfare le esigenze dei giovani, che vogliono in uno spazio aggregativo partecipare alle varie forme di giochi possibili, e nello stesso tempo svolgere un’azione educativa e contemporaneamente di controllo per evitare che la convivenza diventi difficile e insopportabile se non addirittura ossessivamente opprimente.

La gravità del fatto non sta nella confusione e nemmeno nella pericolosità dei giochi, i bambini devono pur giocare, per chi non vi partecipa e chi li deve subire, semmai sta nei comportamenti e nelle azioni vandaliche, come quella della distruzione di alcune pietre di rivestimento (vedi immagine della foto), avvenuta sotto gli occhi di tutti e soprattutto dei genitori, che non solo non sono intervenuti per evitarlo, ma non sono intervenuti per rimproverarli a fatto avvenuto e nemmeno dopo che i loro figli sono stati redarguiti. E ora quei danni chi li paga?

Come interpretare questo comportamento? sicuramente come “familismo amorale“. Questo concetto introdotto per la prima volta da Edward Banfield e successivamente trattato da moltissimi altri sociologi fino agli studi di Ichino, Alesina e altri, mette in evidenza il “particolarismo” per indicare l’assenza di etica pubblica in Italia, ed in particolare nell’Italia meridionale. Il Particolarismo si esprime nel “familismo amorale” presentando una sua particolare specificità, in quanto non si estende oltre la soglia di casa propria, facendo sì che la stessa comunità di appartenenza, il paese, sono già “terra” di nessuno.

Questo fenomeno consente ai giovani, incitati da una educazione permissiva, individuata in una educazione distorta, di fare altrove tutto quello che è possibile tranne che a casa propria. La conseguenza è che oggi sono bambini ineducati, domani nel migliore dei modi, saranno uomini maleducati, sempre che non passino nella loro giovinezza attraverso esperienze tipo “Arancia meccanica“.

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Piazza con muretti divelti

Il Senso Civico e l’orgoglio dell’appartenenza

Lettera Aperta alla cittadinanza e all’Amministrazione di Eboli

di Gabriele Del Mese

EBOLI – In Agosto ho trascorso un lungo periodo a Eboli, passando, come tanti altri cittadini, le serate spesso in Piazza, aspettando che la temperatura si rinfrescasse.

Mi colpisce sempre positivamente vedere come questo spazio cittadino sia vivamente vissuto, specie durante l’estate: è veramente una tipica ‘agorà’ di antica memoria dove la gente di ogni estrazione socializza e si rilassa, passeggiando e discutendo di tutto, da cose insignificanti ai più urgenti problemi politici internazionali, nazionali e locali.

La piazza di Eboli è un crogiuolo sociale veramente eccezionale e spero che tale rimanga per gli anni futuri.

Tuttavia, durante la mia permanenza non ho potuto fare a meno di notare, insieme ad altri cittadini, come dalle 22,00 alle 24,00 di sera la Piazza ebolitana sia presa d’assalto da orde di minori tra i 5-6  e gli 11-12 anni. Questi giovanissimi sono in Piazza insieme alle famiglie, godendo dello spazio comune, aggregativo e sociale del Paese. Però, mentre i genitori chiacchierano con altri adulti, i loro giovanissimi figli trasformano lo spazio pubblico in un campo di battaglia, specie nella parte superiore, ove c’è più gente forse perché c’è più luce o forse per la presenza del muretto di confine che crea maggiori occasioni di sedute e quindi, nuovamente, di socializzazione.

In quella parte della Piazza alcuni dei giovanissimi giocano al pallone, altri vanno in bicicletta a notevole velocità, zigzagando tra quelli che tranquillamente vorrebbero passeggiare, mente altri ancora si rincorrono all’impazzata urlando come forsennati. E queste tre attività vengono fatte regolarmente in simultanea, creando caos e situazioni di potenziale pericolo, specie per gli anziani, nello spazio pubblico, cioè nello spazio di tutti, creato a beneficio di tutti.

A  niente servono i richiami dei cittadini che ricevono improvvise pallonate o sono investiti da biciclette oppure che non possono dialogare a causa degli strilli dei giovanissimi. Questi, a dire il vero, non rispondono male ai richiami, ma tuttavia li ignorano e si limitano a sostare brevemente per poi riprendere esattamente quello che stavano facendo.

Una sera di metà Agosto ho assistito, insieme ad alcuni amici, e con grande indignazione, ad una scena vandalica ad opera di un gruppo di ragazzini e ragazzine di buona famiglia, intorno ai 10-12 anni. Giocavano a scivolare sulla parte di muretto in pendenza che fiancheggia i gradini nella parte superiore e centrale della Piazza. Il  rivestimento in travertino nella zona dove la pendenza cambia in orizzontale presenta un leggero dislivello dovuto a spessori diversi della pietra. Evidentemente questo dislivello dava fastidio ai giovani che si sono immediatamente impegnati a smantellare le lastre di rivestimento una alla volta, buttandole a terra e rompendole, col risultato finale di rendere poi impossibile e pericoloso ogni scivolo.

Quando sono intervenuto con un gruppo di amici per interrompere questo atto di vandalismo i ragazzi si sono limitati a guardarmi e basta, ed ho dovuto insistere per farli smettere, incorrendo anche in moniti da parte degli amici che mi invitavano ad evitare possibili ‘litigi’ con i genitori che erano a poca distanza e che non sono intervenuti per fermare i loro figli.

Sarebbe opportuno ricordare a tutti che il senso civico e l’orgoglio di appartenenza ad un luogo si manifesta nel rispetto del luogo stesso e di tutti quelli che lo frequentano, e che la libertà di azione a noi tutti cara, finisce laddove  arrechi pregiudizio e danno alla libertà di fruizione del bene comune da parte degli altri, e cioè della comunità.

Su questo principio è basata la convivenza pacifica e civile di tutte le nazioni. Bisogna anche ricordare a tutti che ogni danno fatto alla ‘cosa pubblica’ è un danno arrecato a tutti i cittadini. Bisognerebbe quindi chiamare i genitori di questi ragazzini per farli rispondere dei danni fatti sia alla Comunità che alla ‘cosa pubblica’.

In questi tempi precari le Amministrazioni sono in difficoltà economiche, per cui un semplice atto di vandalismo come quello descritto assume forse proporzioni gigantesche. Infatti è probabile che i cocci di travertino restino abbandonati a terra per molto tempo come  è anche probabile che una eventuale sostituzione del rivestimento richiederà un tempo notevolmente lungo, se mai sarà fatto.

È bene anche ricordare che la Piazza di Eboli è senza dubbio l’oggetto di maggior valore socio-urbanistico e socio-architettonico della città lasciatoci dai nostri antenati a beneficio e godimento di tutti. Un luogo come questo, se ben tenuto, può assurgere quindi a livelli e valori magici di coagulazione civica che tantissimi paesi Italiani di moderno sviluppo incontrollato purtroppo non hanno, con la conseguente mancanza di identità.

Vero è che la recente ‘ristrutturazione/sistemazione’ della Piazza, con pendenze inadeguate e scarsa attenzione al deflusso e raccolta delle acque piovane ne hanno limitato il godimento cittadino;  vero è anche che per luoghi adibiti a pubblico uso, e quindi con probabile grande usura, la scelta degli spessori dei materiali di rivestimento sia stata inadeguata  per assicurare durabilità e resistenza al vandalismo. Pur ammettendo queste inadeguatezze, tuttavia questo rimane ‘lo spazio pubblico comune’ di maggiore rilievo della città a beneficio e godimento di tutti i cittadini, uno spazio che molti dei paesi vicini ci invidiano.

Personalmente poi, io non sono neanche d’accordo con molti dei miei amici ebolitani che assistendo a questo vandalismo lamentavano il fatto che le Autorità e i Vigili siano sempre assenti la sera in Piazza.

Io sono del parere che le basi per un buon comportamento civico vanno messe in famiglia in primo luogo e poi nella scuola dell’obbligo, anche se qualche ‘visita serale’ in Piazza da parte di membri dell’Amministrazione o dei Vigili con le loro famiglie, sarebbe indubbiamente benefica sia per moderare gli eccessi che per considerare la possibilità di alternative da parte dell’Assessorato competente.

Per esempio, al fine di essere propositivo e lasciando le critiche da parte, sarebbe forse opportuno che l’Assessorato competente pianificasse un più ampio e globale uso di questo spazio meraviglioso attrezzando con poca spesa lo spazio piano a ridosso degli edifici scolastici destinandolo prevalentemente a parco giochi in modo tale che questi ragazzini abbiano ‘un luogo nel luogo’ ove possano giocare a palla, possano andare in bici e possano rincorrersi strillando a perdifiato senza arrecare danni alle cose e alle persone. Dopo tutto anche questo fa parte di strategia ed organizzazione urbana che incoraggia il senso civico dei cittadini ed esalta l’orgoglio di appartenenza ad un luogo.

Chiudo facendo presente che il commento più frequente che ho ascoltato in occasione di questo episodio vandalico è stato quello in cui ci si rammaricava che ‘i bambini non sono più quelli di una volta…’.

Anche qui io sono di parere contrario e ritengo che i bambini siano rimasti abbastanza quelli di sempre, ma che purtroppo ‘i genitori non sono più quelli di una volta…’.

O tempora, o mores!!!

Eboli, 31 agosto 2011

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GABRIELE DEL MESE: Fondatore Studio ARUP Italia

Del Mese Gabriele Lectio Magistralis Salerno

Gabriele Del Mese è ingegnere e vive tra Londra e Milano. E’ tra i più famosi professionisti nel suo genere ed ha firmato progetti di straordinario interesse in tutto il mondo, sostenitore della interdiscipliniratà nelle opere complesse, svolge conferenze in tutte le Università italiane ed estere. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti in Italia e all’Estero, tra i quali, ultimi in ordine di tempo: Medaglia d’Oro conferitagli dall’Ordine degli Ingegneri per la sua carriera; Laurea ad Honorem in Architettura conferita dal Politecnico di Milano a riconoscimento del valore architettonico delle strutture da lui progettate, è da notare che la Laurea Honoris causa è stato la prima in assoluto conferita dal Politecnico di Milano; Riconoscimento attribuito dall’Assindustria Salernitana, “Salernitani famosi nel Mondo”, per i Salernitani che si sono distinti nel Mondo.

Altre informazioni si possono ricavare dal sito di Gabriele Del Mese e dal Blog POLITICAdeMENTE.

Eboli, 31 agosto 2011

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