La Cisl, l’Ospedale di Eboli, le lenzuala e le lenzuolate

Sparano e Romanzi: La consapevolezza non esclude la responsabilità anche quando si delega se non si effettuano controlli.

Le lenzuola ad Eboli non devino le “lenzuolate” verso altre strutture e gli sprechi (oltre un milione di euro) come la messa in sicurezza della facciata all’Ospedale di Battipaglia, che si potrebbe effettuare con pochi spiccioli, mentre si pensa all’Ospedale unico.

Ospedale di Eboli

EBOLI – Con tutti i problemi che sta attraversando la sanità provinciale, che vede tra l’altro l’Ospedale di Eboli uno degli obiettivi principali dei rottamatori Maurizio Bortoletti e della sua vice Sara Caropreso, mancava anche quello delle lenzuola e della biancheria in generale.

Queste scivolate offrono il fianco ai rottamatori, così togli la “testa” a Oliveto Citra, togli una “gamba” a Eboli, un “braccio” a Roccadaspide, però spendendo un milione di euro per fare la facciata e l’intonaco pericolante dell’Ospedale di Battipaglia, si distrugge quella rete sanitaria e ospedaliera sul territorio, faticosamente realizzata in anni di conquiste. Conquiste che ci stanno facendo vivere come sprechi e cose inutili da “rottamare”, nella soddisfazione dei “rottamatori” che in questo modo rientrano negli obiettivi “suggeriti” che si sono imposti e che stanno confusamente portando avanti nell’inerzia della politica locale e nella “connivenza” delle dirigenze locali.

Ma non è uno spreco spendere oltre un milione di euro per fare l’intonaco all’Ospedale di Battipaglia, quando si poteva spendere al massimo 20 mila euro per spicconare tutto l’intonaco pericolante e metterlo in sicurezza e peggio ancora mentre i rottamatori” pensano di realizzare un nuovo Ospedale, quello definito “Unico” per il quale si dovrebbero spendere oltre 300 milioni di euro?

Ma non è uno spreco affittare il lavoro in ALPI spendendo mediamente 60 euro all’ora invece di operare trasferimenti, mobilità e assunzioni, evitando di chiudere o accorpare reparti e dare lo spunto ai “rottamatori” di trasferirli altrove o eliminarli sempre in nome di quella “razionalizzazione” che risponde al criterio della “decapitazione“, “dell‘amputazione” dei rottamatori copioni e ripetutamente bocciati nelle loro aspirazioni distruttrici?

Mentre ci sono tutti questi problemi, non ci voleva proprio quello della biancheria e delle lenzuola. Scoprendo il problema sicuramente vero e increscioso delle lenzuola, mentre altrove da Salerno a Napoli, passando dall’agro-nocerino-sarnese, si usano “lenzuolate” per coprire strutture fatiscenti, inadeguate, decadenti, non rispondenti alle disposizioni di legge ma che pare contengano privilegi di “ometti” della sanità affidatisi agli amici degli amici del “regime dei colonnelli“, copioni e incapaci, si offre un’immagine dell’Ospedale di Eboli diversa da quella che realmente è, e che pur avendo in se delle zone che sicuramente non rispondono al massimo, ha nella sua complessità un grado di efficienza che tradotto in termini di voti va oltre la sufficienza.

Così Vincenzo Romanzi e Vito Sparano rispettivamente coordinatore e Segretario della CISL P.O. di Eboli, hanno preso carta e penna ed hanno scritto: al Direttore Sanitario P.O. Eboli, Mario Minervini; inviando per conoscenza la missiva al Commissario Straordinario ASL SA (il rottamatore); al Sub Commissario Sanitario ASL SA (la copiona); al Sub Commissario Amm.vo ASL SA, al Segretario Prov.le CISL Sanità; al Direttore Amministrativo P.O. Eboli; al Tribunale del Malato sez. di Eboli; per denunciare l’accaduto, già precedentemente e reiteratamente comunicate agli organi competenti.

Romanzi e Sparano informano nella loro lettera: “Già con precedenti note del 12 gennaio, 9 febbraio, 18 maggio e 21 giugno, tutte del corrente anno, la scrivente ha affrontato la problematica “biancheria”.

È appena il caso di ricordare il riscontro fornito il 18 maggio 2011 alla nota della S.V. n. 740/11, di trasmissione di copie di rapporti a firma di alcuni Coordinatori infermieristici, dai quali (rapporti) sono emerse delle preoccupanti criticità, come ad esempio ”… vengono consegnate … lenzuola e federe … immancabilmente macchiate … contengono residui di ovatta e carta …”; “… trovare tra le lenzuola pulite materiale assolutamente non ben lavato e quindi non utilizzabile …”; “… coperte … completamente infeltrite e quindi non più utilizzabili …”; “… la biancheria in uso spesso è deteriorata e piena di buchi …”

Con la predetta nota del 18 maggio 2011, – proseguono i rappresentanti sindacali della CISLI P.O. di Eboli –  questa O.S. ha chiesto “… alla S.V. autorevole intervento al fine di ripristinare ciò che deve essere garantito ai malati, cioè a dire anche … perfetta tenuta della biancheria …”

Alla data odierna, – fanno rilevare – le criticità di cui sopra pare non siano state affatto rimosse, considerate le continue lamentele da parte di molti operatori e di moltissimi utenti, tra malati e loro parenti.

Al “silenzio degli innocenti” si deve porre fine.

Per ciò -proseguono – la CISL del P.O. di Eboli dice BASTA: basta all’apparente “lasciar correre”, all’apparente fingere di non vedere, di non sapere e di non sentire.

La consapevolezza della responsabilità è un obbligo da parte dei preposti alla gestione di Strutture pubbliche, soprattutto quando si erogano prestazioni sanitarie.

E non serve delegare il “controllo” per non essere più responsabili:  la  responsabilità  è “h 24”.

È intenzione di questa O.S. – concludono Vito Sparano e Vincenzo Romanzi della CISL – andare fino in fondo, con tutti i mezzi possibili, circa la problematica posta in evidenza ancora una volta e non basteranno le promesse: ci si fermerà solo di fronte alla sua evidente e concreta risoluzione.

I vertici aziendali sono vivamente invitati ad intervenire, affinché i malati, già provati psicologicamente, non abbiano a subire anche tali disagi, che potrebbero essere facilmente evitati“.

Eboli, 30 novembre 2011

20 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. la “colpa” è per la maggior parte del direttore samitario mario minervini.

  2. ma questo minervino mandatelo a pascolare le pecore……

    ho avuto una parente ricoverata, una schifo, lenzuola sporche cuscini inesistenti molti l hanno portati da casa propria,cibo na chiavica, fa bene il sindacato a denunciare queste cose, il tribunale del malato il sindaco tutti latitanti. VERGOGNATEVI….

  3. Caro Massimo, la lettura della tua introduzione alla lettera della CISL P.O. Eboli ci ha lasciato molto perplessi, giacché si percepisce un profondo “disagio” nei confronti dell’intero management sanitario, provinciale e locale.
    La perplessità è ancor più accentuata dalla percezione che l’occasione che involontariamente ti si da per veicolare quella che alla fine deve essere una informazione per i non addetti ai lavori, diventa per te occasione per “attaccare”.
    Se questo è veramente, allora sia chiaro che prendiamo le distanze.
    Il nostro intento è, ormai da alcuni anni, quello di contribuire a migliorare la Struttura ebolitana, anche muovendo “critiche” nei confronti di chiunque.
    Pertanto, e non ci dilunghiamo, la nota in argomento deve essere intesa non come “attacco punto e basta”, ma come occasione per porre urgente rimedio ad una evidente criticità, altrimenti non ci sarebbero lamentele.
    Con la certezza di averti offerto uno spunto di pacata riflessione e nel ringraziarti per la disponibilità, ti salutiamo e ringraziamo fin da ora coloro che daranno il loro contributo.
    Vito e Vincenzo

  4. Ma smettetela di fare i leccatori. Le cose o si denunciano e si accettano tutte le conseguenze o si tace. Scegliete invece di pensare di dare un colpo al cerchio e uno alla botte.

  5. Che vergogna. Lenzuola macchiate e nessuno se ne frega. Sembra ci sia una convergenza tra chi vuole chiudere l’Ospedale e chi ci lavora. Per favore non vi impegnate troppo, potreste riuscirci a distruggerlo.

  6. per Rino.
    Non per difendere i sindacati, ma la tua accusa sa tantissimo di qualunquismo.
    Sai, se questo Paese non fosse così popolato di qualunquisti, oggi avrebbe tutto ciò che stato sottratto (ferrovia, de martino, pezzullo, ecc. ecc.)
    Per cui, invece di parlare, perché i cittadini ebolitani non scendono in piazza per protestare e per difendere ciò che hanno ancora?
    Rifletti, mio caro, rifletti.

  7. Per Vito e Vincenzo –
    Faccio veramente fatica a pensare da cosa prendiate le distanze.
    Devo necessariamente precisare che la nota “interna” a cui fate riferimento è stata pubblicata integralmente e virgolettata, proprio a indicare quale è la notizia. Notizia riportata correttamente. Ma per quanto sia interna, poiché produce effetti esterni e di grande rilevanza, sono fatti che riguardano l’intera collettività, e principalmente gli ammalati.
    Altra cosa è invece il corpo dell’articolo che voi definite attacco. Attacco a chi e a cosa?
    – E’ vero che avete riscontrato che le lenzuola sono sporche?
    – E’ vero che avete trovato materiale assolutamente non ben lavato e quindi non utilizzabile?
    – E’ vero che avete trovato coperte completamente infeltrite e quindi non più utilizzabili?
    – E’ vero che avete trovato biancheria in uso che spesso è deteriorata e piena di buchi?
    – E’ vero che volete andare fino in fondo e con tutti i mezzi per evitare disagi ai malati?
    – E’ vero che accusate nella vostra lettera e più volte di “responsabilità” e di “deleghe al controllo” che non escludono responsabilità?
    Non riesco a comprendere quale sia il disagio verso il “management provinciale e locale”, se non il disagio e il disservizio che subiscono gli utenti della salute e che costano fior di quattrini all’intera società, ma che sono anche l’oggetto delle politiche disastrose che mettono a serio rischio l’intero sistema.
    Vuoi vedere che le lenzuola, le coperte e la biancheria in generale l’ho portata io sporca, infeltrita e piena di buchi?
    Non sarebbe il caso di controllate l’ultima fornitura, per capire se è una normale mancanza dovuta all’usura oppure a consegne inadeguate e capire cosa c’è sotto, da quando non si comprano e se sono state comprate, quando e se sono state consegnate?
    Riguardo alle premesse che definite attacchi, evidentemente dimenticate le peripezie a cui il mondo della sanità locale è stato sottoposto riguardo a piani sanitari predisposti, annunciati, corretti, riveduti, ritirati, ricorretti, ripresentati e poi BOCCIATI, che hanno solo determinato disservizi ed effetti negativi, sono mie considerazioni che si riferiscono anche in quei casi a fatti concreti e documentabili, criticabili perché assurdi e confliggenti con la logica e con le stesse iniziative progettuali che il commissariato e la Regione campania sta portando avanti.
    Vi devo ricordare la storia degli infermieri?
    Vi devo ricordare quanto sono costati quelli in affitto?
    So bene che il commissario straordinario e la sua vice non c’entrano con le lenzuola, ma c’entrano nel momento in cui effettuano interventi di razionalizzazione di ridimensionamento delle spese oltre che l’eliminazione di disservizi, e se si presenta la struttura in questo modo, per responsabilità di chi non interviene anche nella questione delle lenzuola, da lo spunto per prestare quel famoso fianco e sottolineare che le cose non funzionano, che l’Ospedale non funziona ed e è meglio che si chiuda.
    Non mi preoccuperei del disagio che percepite nei confronti del management, semmai di come questi si pongono rispetto alle problematiche che voi stessi denunciate e che se non conoscessi le vostre storie sembrerebbe abbiate “buttato la pietra e nascosto la mano”.
    Allora, un atto forte, sarebbe prendere le distanze senza se e senza ma, da chi ha intenzioni diverse e da quelli che con il loro comportamento irresponsabile, concorrono al cattivo funzionamento dell’intera struttura.
    Massimo Del Mese

  8. ma admin scusa concordo in parte con te, il dirigente dovrebbe essere rimosso dall’ incarico, quando succedono certe situazioni che siano lenzuola oppure altro, questo dovrebberro fare sprattutto commissario e compagnia, avere il coraggio anche di queste scelte.

    salutoni

  9. minervini pensa solo a ingrassare

  10. Ormai non ci aspettiamo più niente. ci dobbiamo rassegnare. l’ospedale unico non si farà, ma se dovesse farsi mettendo insieme tutto il peggio dei singoli ospedali non basterà ad equilibrare il meglio.
    Se l’azione è volta ad evitare che i dirigenti si disturbino, siamo proprio arrivati. Admin sull’Ospedale ha sempre fatto le sue critiche oggettive come sono quelle contenute nell’articolo. critiche che sembrano assurde, ma sono vere come quelle per esempio del rifacimento dell’intponaco dell’Ospedale di Battipaglia.
    Preoccupatevi dell’Ospedale non della dirigenza.

  11. ha ragione fressola…. cmq sia grasso è bello!!!!!!!!!!!!!!!!!

  12. La rovina dell’Ospedale di Eboli sono i sindacati e i dirigenti

  13. soprattutto i dirigenti direttore e vari, u pesc puzz ra cap…

  14. e i politici di Eboli, dove sono?
    già, loro quando hanno un problema o corrono al Nord, o si raccomandano al direttore.
    i guai sono dei “poveri cristi” che non conoscono nessuno, ma fortuna che ci sono ancora tanti medici bravi, umani ed onesti.
    aug

  15. Caro Massimo, pur rispettando le tue dissertazioni, da me non condivise, sui vertci della Sanità Salernitana, devo ricordarti che, da quando ho iniziato a frequentare il tuo blog, ho sempre criticato i Sindaci del periodo post prima Repubblica (1990 a oggi) per la loro ignavia nel difendere il nostro Ospedale. Noi lasciammo un Nosocomio funzionante perfettamente in tutti i reparti, con personale, Medico, Infermieristico, Amministrativo e ausiliare, altamente professionale e molto legato al sempre crescente successo della pratica medica. Quando andai ad Amministrare la Sanità Salernitana, mi resi conto che L’Ospedale di Eboli era superiore, per le cure mediche, al San Leonardo. Un Ospedale, questo, con doppi e tripli reparti della stessa disciplina Medica (clientelismo De Mitiano) ma senza reparti di grande specializzazione (Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Acceleratore Nucleare per la cura delle Neoplasie, Laboratorio di Emodinamica e Cardiologia interventistica) con le Cucine unte, bisunte e con ataviche fornaci per la cottura e la conservazione dei cibi, con un reparto di Rianimazione allocato in normale Corsia Medica e senza alcuna protezione antisettica. con le mura cadenti e i pavimenti con buche e rappezzi fissati con chiodi e pericolosi per gli ammalati e i visitatori. Il Da Procida, già glorioso Nosocomio Antitubercolare, era abbandonato e destinato alla dismissione, mentre gloriosi alti professionisti, tra vecchie e arrugginite apparecchiature, in Reparti decadenti, lottavano, con successi, per prestare agli ammalati le dovute cure. Le Cucine erano ancora quelle installate quando fu realizzato l’Ospedale, i cornicioni e gli intonaci costituivano un continuo pericolo mortale per chi sfortunatamente capitassi in quei paraggi. Il Direttore Sanitario, Dott. Bruno Tozzi, si rodeva l’anima per correre dietro alle continue chiamate di aiuto da parte del personale, anche se aveva un Vice Direttore Sanitario, Dott. Mario Minervino, che lo ostacolava quotidianamente per motivi futili di gelosia professionale. Non mi dilungo su quanto da me realizzato, con l’aiuto e le inventive di Carmelo Conte, per risolvere tutte le problematiche sopra evidenziate ma ti rimprovero di accanirti contro chi Amministra attualmente la Sanità Salernitana, senza fare un’analisi di cosa è accaduto prima di loro (una Romana, cognata di un Deputato PD, un transfugo Socialista che non aveva alcuna capacità Manageriale) . I Sindaci Ebolitani della Prima Repubblica, lottarono in prima persona per la salvaguardia e la miglioria del nostro Ospedale, quelli che ci succedettero, invece, spalleggiarono l’azione distruttiva di Bassolino, Montemarano e Valiante. Avrebbero dovuto difendere quanto fatto, anche con sottoscrizioni popolari, gli Amministratori che li precedettero, invece di realizzare S.p.A. e S.r.l. fallimentari, ricettacolo di clientelismo elettorale e rifugio di trombati elettorali. Vendete tutto, incapaci amministratori, compreso le Farmacie Comunali (ricordi di un Comunismo atavico e con i para occhi) e solo così, forse, ripianerete il Bilancio Comunale, da voi sconvolto da iniziative sciagurate.

  16. Caro Elio, ho letto con interesse la tua “storia” sul San Leonardo ed il “da Procida”.
    Sai che conosco bene la situazione e CONFERMO quanto hai descritto in sintesi.
    Il Da Procida, ex “glorioso” Ospedale dell’INPS, specilizzato in malattie delle “vie respiratorie”, collocato in un sito strategico e bellissimo ( ma con una difficilissima
    situazione stradale per il suo accesso), ormai è passato dall’ex-ASL SA 2 all’AORN “San Leonardo”, e se viene rispettato il Decreto Commissariale Regionale n° 49/10, avrà una destinazione “abbastanza logica”, ma purtroppo uno degli ultimi atti sciagurati del Governo Berlusconi è stato quello di tagliare il MILIRADO di Euro, destinato all’edilizia sanitaria, per cui come è a rischio l’Ospedale Unico della Valle del Sele ( sempre previsto nel D.C.49/10) anche l’adeguamento a struttura riabilitativa ( complessa, motoria, cardiologica, respiratoria etc..) del “da Procida è a rischio.
    Entro il 31 dic. il commissario-carabiniere Bortoletti ( e la sua collaboratrice Caropreso) dovranno rispondere ai rilievi sull’Atto Aziendale fatto da Stefano Caldoro ( Regione) e Lia Bertoli ( ARSAN). Ma il 31 dicembre scade anche il suo mandato ed è difficile, se non viene prima riconfermato, come lui spera, programmare la sanità dell’ASL di SA ( da Nocera e Sapri), per i prossimi anni e……senza soldi impegnando a rispettare atti da lui decisi un futuro e diverso Responsabile, con il rischio che anche questo nuovo Atto aziendale venga bocciato.
    Tu sai che per diversi anni ho collaborato a Napoli con Casalino prima e con Giordano poi. Ho vissuto in prima persona quindi il periodo della gestione Bassolino-Montemarano. Non condivido il tuo giudizio tranchant sulla gestione di quel periodo. Certo in termini politici si possono fare tante, tantissime critiche, fra l’altro il giudizio elettorale è stato severo nei loro confronti quindi non mi avventuro sulla difesa di atti di programmazione ed interventi settoriali anche per l’Ospedale di Eboli che ho condiviso e dato il mio modesto contributo.
    Tu, caro Elio, ricorderai che quando eri Amministratore a Salerno ( via Nizza) chiedesti a me ed ad Antonio Giordano di poter essere utilizzati come tuoi collaboratori a Salerno, entrambi dichiarammo la nostra disponibilità, ma un certo FURCOLO, si mise di traverso e la cosa non ebbe seguito. Dico questo perchè le nostre strade ( Lioi e Giordano) poi, sono state diverse, ma ti posso testimoniare che in Campania ci sono validi professionisti, ANCHE ORA, che con tutte le difficoltà di rapporti gestionali, amministrativi ed economici, si rierscono ad ottenere ottimi risultati. Giordano è uno di questi.Ti prego di informarti per esempio lo sviluppo dell’AORN “Dei Colli) a Napoli ( di cui A.G. è il DG ) che oggi raggruppa: l’ex AORN Monaldi- glorioso Ospedale come il Da Procida, ex INPS, l’ex AOR Cotugno, Centro di avanguardia nelle Malattie Infettive e non solo, e l’ex P.O. CTO ( dell’ASL NA 1) specializzato in Traumatologia,Ortopedia e Riabilitazione motoria. Pensa che il Cotugno è l’unico Ospedale del Mezzogiorno d’Italia, in cui grazie a Casalino prima e Giordano poi ( ma anche a Montemarano), si stanno facendo lavori di ADEGUAMENTO ANTISISMICO e sarà realizzato un Laboratorio di analisi di avanguardia su due piani ( terzo e quarto) ( a giorni partiranno i lavori) alla cui progettazione ho collaborato. Ma devo ricordarti che lo stesso Laboratorio PCL3 ( parte del progetto) che sarà realizzato, all’Ospedale di eboli sono riuscito a veder operativo prima di andare in pensione ( E’ L’UNICO LABORATORIO OSPEDALIERO AD ALTO ISOLAMENTO PER GLI AGENTI PERICOLOSI DEL GRUPPO 3 ESISTENTE DA ROMA IN GIU’ INSIEME A DUE CAMERE A PRESSIONE NEGATIVA-Tutto finanziato da Montemarano su sollecitazione mia personale e di Vito Pompeo Pindozzi, il tutto in funzione della presenza di una forte necessità di supportare la Medicina dei Popoli Migranti); al CTO invece sono state ristrutturate delle bellissime piscine e delle palestre per la riabilitazione che per anni erano diventati dei depositi di materiali di scarto.
    Non vado oltre, ma vorrei ricordarti che oggi nel Salernitano stiamo pagando la scellerata scelta del passato ( sai anche per colpa di chi!!!) di aprire OSPEDALI DOPPIONI ( BATTIPAGLIA, SAPRI, ROCCADASPIDE, AGROPOLI,etcc) E TUTTI DI TIPO GENERICO E GENERALI, quando ( Petraglia docet) c’era qualcuno inascoltato che riteneva di destinare questi ospedali a CENTRI SPECIALIZZATI ( Es. tipo CTO quello di Battipaglia per la sua collocazione sbagliata ma strategica). Ora a mio parere, bisogna aspettare che l’Italia riprenda una strada economica-gestionale più tranquilla, riprendere una politica sanitaria più LOGICA e non ci servono Ospedali GRANDI ma GRANDI Ospedali, ora economicamente non è sostenibile avere nell’arco di pochi km 3/4 reparti di Medicina, Cardiologia, Ostetricia, Ortopedia etc.., tutti uguali, tutti di media ( o bassa vista la mobilità sanitaria oltre regione ) qualità assistenziale. Ma sul futuro, oggi poco chiaro, ne parliamo un’altra volta. Stammi bene, antonio

  17. Scusatemi per i molti errori di battitura, mi sono distratto ed ho inviato la mail senza rileggerla. Sarà la vecchiaia ?

  18. Caro Antonio, anche in questa tua nota si rileva la tua alta professionalità nel settore della Sanità. Ti ho considerato sempre uno scienziato nelle metodiche delle Analisi Cliniche. Chiedevo sempre la tua collaborazione in questo settore di alta specialità e ho cercato di far tesoro dei tuoi suggerimenti, tanto da rinforzare, con l’assunzione di venti Tecnici il Laboratorio di Analisi Cliniche del San Leonardo e di aver dato tutto il mio apporto per sistemare i Laboratori periferici. Condivido che, tutti questi Nosocomi, dislocati sul territorio, sono solo dei doppioni voluti da Politici da Campanile, privi di una visione strategica Regionale. Nel mio Programma, il Da Procida doveva diventare un centro di cura e sperimentazione per le malattie Neoplastiche e non un centro di riabilitazione che, così, andava a fare da doppione al Campo Longo Hospital di Eboli, una struttura privata ma altamente specializzata nel settore di tutti i tipi di riabilitazioni. Con la Cardiochirurgia, la Neurochirurgia, un’attrezzata e moderna Rianimazione, la ripavimentazione di tutto il San Leonardo, l’avvio a soluzione della Torre Cardiologica e altre opere (rifacimento delle Cucine, Cardiologia modernamente attrezzata, ristrutturazione del Centro Scuole Infermieristiche e di Tecnici Sanitari, Ristrutturazione della Centrale Termica, sottratta alla speculazione dei Nordisti e affidata a una Cooperativa di Operai e Tecnici Salernitani altamente specializzati, la Facoltà di Medicina) da me realizzate e un Centro Antitumori al Da Procida, avremmo realizzato un Grande Ospedale di quelli da te pensati. A Eboli, nema profeti in Patria, non tutti sanno che, il Direttore Generale di un Ospedale Napoletano di grande importanza Internazionale, è il Dott. Antonio Giordano (genero del caro Socialista Tommaso De Angelis) il quale, grazie anche al tuo contributo e l’esperienza maturata presso il nostro Nosocomio (da me voluto alla Direzione Sanitaria), è considerato tra i migliori Direttori Generali della Sanità Italiana. Con affetto. Elio

  19. quante belle chiacchere ho letto, i fatti però sono altri e quelli denunciati dal sindacato sono reali, assistenza ai limiti, per chiudere lenzuola vitto, ecc..ecc..ora mi chiedo, ma il diregente che è pagato per dirigere l’ospedale di eboli, occupa ancora il suo posto? Quindi smettetela di fare inutili chiaccherate tra amici per chi può faccia fatti reali LA POLITCA SOPRATTUTTO ASSENTE SU TUTTI IL LIVELLI.

    Cordialmente

  20. bravo Luigi
    augh

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