I contiani interrogano il Sindaco: L’ISES per 20 anni ha operato senza i requisiti

“Il comune in data 13 aprile 2011, ha negato il certificato di agibilità al Centro Ises, il quale per 20 anni ha operato anche se privo dei requisiti minimi di agibilità”.

Per i riformisti il Centro ISES: “per circa venti anni, non aveva e non ha i requisiti per esercitare l’assistenza a soggetti diversamente abili, con gravi pregiudizi per i ricoverati ed il personale”.

ISES

EBOLI – Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione consiliare che i Consiglieri “Liberi e Riformisti” hanno inviato al Presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia e al Sindaco di Eboli Martino Melchionda. Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone e Armando Cicalese chiedono alcuni chiarimenti circa la struttura di riabilitazione denominata “Centro ISES” ricadente nel Centro Sorico di Eboli, in un edificio che risulta essere parzialmente abusivo e risulta non essere nemmeno idoneo all’esercizio per il quale è utilizzato.

I Consiglieri Comunali riformisti, recentemente sospesi dal PD,con l’interrogazione che qui appresso si pubblica integralmente rivolgono al Sindaco una serie di domande afferenti il Centro di riabilitazione ISES, anche alla luce di una recente intervista, che lo stesso Sindaco Melchionda ha rilasciato al quotidiano il Mattino, dal quale si è avuta la certezza, che lo stesso Centro non solo non è idoneo, ma che non ha nemmeno i rquisiti essenziali per poter esercitare le funzioni che ha svolto fino ad ora e che tali condizioni non sono riconducibili solo all’anno corrente, facendo emergere un quadro di illegalità diffusa e consolidata sia dal punto di vista urbanistico che autorizzativo.

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Al Sindaco di Eboli

p.c. al Presidente del Consiglio Comunale

Interrogazione a risposta scritta e orale in Consiglio Comunale

I sottoscritti Consiglieri Comunali, avendo appreso da organi di stampa ed in riunioni informali, seppur in quadro di grande confusione che non aiuta a comprendere il reale stato delle cose,

  • che il comune ha negato il certificato di agibilità al Centro Ises in data 13 aprile 2011,
  • che l’ASL ha avviato in data 10 febbraio 2012 il procedimento di sospensione dell’attività della cooperativa;
  • che Lei, sulla scorta delle osservazioni che l’Ises ha fatto pervenire al Comune in merito al procedimento di sospensione, si è rivolto all’ASL ricevendone una netta risposta che obbliga il Comune a pronunciarsi definitivamente sull’agibilità della struttura;
  • che l’Ises, nelle osservazioni di cui sopra, a mezzo del suo legale di fiducia, ritiene di poter citare il Comune per danni milionari (circa 4 milioni),
  • che la situazione finanziaria del centro è preoccupante come si desume dal tentativo di conciliazione esperito dinanzi al prefetto in data 11 maggio 2012, su richiesta delle OO.SS. dei dipendenti del Centro, che lamentano il mancato pagamento degli adeguamenti contrattuali del 2010 ad oggi;
  • che tale situazione mette in serio pericolo i livelli occupazionali della cooperativa, come avvenuto con la Multiservizi, salvo poi scaricare sul Comune gli oneri di scelte quantomeno discutibili,

al fine di fare chiarezza sull’argomento per tutelare i numerosi diversamente abili assistiti, il posto di lavoro di centinaia di addetti e, da ultimo, anche le casse comunali, già disastrate per effetto della sua scellerata politica di bilancio ed i numerosi contenziosi legali persi durante il suo mandato,

CHIEDONO DI SAPERE

  1. Se è vero che il Centro Ises, che lei conosce per esserne stato consulente e dirigente per circa venti anni, non aveva e non ha i requisiti per esercitare l’assistenza a soggetti diversamente abili, con gravi pregiudizi per i ricoverati ed il personale;
  2. Se è vero che durante il suo sindacato lei ha autorizzato o comunque consentito al Centro di operare anche se privo dei requisiti minimi di agibilità, come lei ha dichiarato alla stampa nell’interesse dei lavoratori;
  3. Se non ritiene che, di fatto, in assenza di decisioni urgenti e serie, si stia pregiudicando il posto di lavoro per decine di Ebolitani e il futuro della stessa Ises;
  4. Se non ritiene che i disabili, per il loro stato di non autosufficienza, meritino una cura particolare e strutture di ospitalità in perfetta regola;
  5. Se è vero che per ogni ricovero il detto centro riceve, come altri del suo genere, una retta giornaliera di 190 euro a malato;
  6. Se è vero che le somme pagate a tale titolo dall’Asl ammontano a decine di milioni di euro;
  7. Se è vero che l’Ises, grazie a una clausola introdotta nel regolamento sulla TARSU proposto da Lei ed approvato dal Consiglio Comunale, è stata esentata dal pagamento del tributo, pur avendo destinazione residenziale, per il sol fatto di trovarsi nel Centro Storico;
  8. Se non ritiene che la Corte dei Conti possa richiedere all’Ises la restituzione delle somme incassate dall’ASL, ed al Comune quelle non incassate per il ruolo TARSU e coinvolgere per responsabilità il Comune per non aver fatto nulla nel primo caso ed addirittura esentato il centro nel secondo;
  9. Se non ritiene che la tesi, da lei annunciata alla stampa, di autorizzare l’Ises a costruire in zona agricola un centro ex novo, come da progetto presentato al comune, sia un diversivo temporale che si potrebbe prestare ad una speculazione, ma non a risolvere il problema dei lavoratori e degli assistiti;
  10. Se non ritiene che la costruzione di una nuova struttura richieda mezzi e investimenti che l’Ises non ha, visto che è in forte deficit di bilancio e non paga neppure il dovuto ai dipendenti e che i tempi di realizzazione richiedono anni, mentre il problema da risolvere reclama interventi immediati: l’Ises non può esercitare l’attività che svolge e rischia di perdere definitivamente l’accreditamento per il futuro;
  11. Se non ritiene che, di fatto, con l’occultamento ed il rinvio dei problemi si stia pregiudicando il posto di lavoro per decine di ebolitani ed il futuro della stessa cooperativa;
  12. Se non ritiene che vada verificata la condizione finanziaria e gestionale della Cooperativa Ises, per indurla a mettersi in ordine, ove possibile, onde evitare ulteriori pregiudizi e in mancanza sostituirla nella gestione con altra cooperativa di lavoratori, una nuova sede comunale e nuovi dirigenti, sotto il controllo di un commissario;
  13. Se non ritiene che, in mancanza di ogni iniziativa, da un momento all’altro il centro Ises possa essere chiuso dalle autorità competenti o dall’autorità giudiziaria;
  14. Cosa intende fare in particolare, anche in considerazione dei poteri di cui dispone in materia sanitaria, per risolvere tale problema, garantire l’assistenza ai diversamente abili e difendere i livelli occupazionali, senza pregiudicare gli interessi del comune.

Eboli, 22 maggio 2012

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