Ecco il Manifesto di Giannino: Cambiare la Politica, Fermare il Declino, Tornare a Crescere

Dobbiamo fermare il declino italiano, di cui la crisi finanziaria è solo un’aggravante.

La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94, tranne poche eccezioni individuali, ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente. E Giannino fonda il Partito Liberista e Liberale.

Oscar Giannino

ROMA – Fermare il declino” è il titolo del manifesto che ha lanciato il giornalista Oscar Giannino insieme ad altre 250 personalità del mondo dell’accademia, dell’economia, dell’imprenditoria, professionisti, imprenditori, manager ed esponenti dell’associazionismo e della società civile, e che è stato oggetto di interesse di diversi giornali. Contestualmente al “manifesto” è stato aperto anche il sito dedicato, www.fermareildeclino.it, che oltre al canovaccio di presentazione, lancia la proposta contenuta in dieci punti e rende noti i fondatori e i sottoscrittori.

l manifesto dell’economista Oscar Giannino è una realtà, era da tempo che si aspettava uscisse con una novità e la novità è arrivata. Giannino scende in campo: è un movimento o è un progetto Liberal-liberista di nuova coniaturà, si vedrà poi, man mano si avranno le adesioni e le al nuovo progetto sono aperte, i dieci punti sono scritti, i fondatori anche si conoscono, gli aderenti man mano si aggiungeranno e si spera riusciranno a mescolarsi con il resto, anche con quelli della prima ora per evitare diventi una corsa a chi prima si piazza per avere una visibilità o per esserci e dire la propria o per contribuire a dare una svolta a questo Paese, sputtanato fino all’osso da una classe dirigen te che Giannino stesso individua in quella emersa dalle macerie della così detta Prima Repubblica, per avviarne un’altra che fu appellata Seconda Repubblica, ma che è risultato partorire non un feto, ma un mostro che non è somigliato ne alla Prima e non è riuscita ad incarnare nemmeno la fantomatica seconda di repubblica, dimostrandosi una vera e propria rovina.

Anche quello del ’92-’94 era un progetto liberista, ed anche a quella circostanza ci furono un sacco di adesioni, gli Italiani amano le novità al punto da abbracciarsele per evitare che siano veramente nuove e contenerne la portata per non avere sorprese: Intellettuali, Imprenditori, e tutto quello che gira intorno al mondo dell’Accademia e dell’Economia, dei manager, dei professionisti, delle Associazioni e della così detta Società civile; si precipitarono a dare man forte a quel progetto liberista e liberale, che aveva due compiti: il primo, più importante di tutti, di arginare la deriva “comunista” che andava prevalendo dopo Tangentopoli; il secondo, di cambiare il volto all’Italia, all’economia italiana, all’apparato dello Stato, intervenendo sulle riforme, e non ultimo sul sistema elettorale, e tutti sappiamo poi come è andata a finire e come ancora dovrà andare a finire. In quella circostanza ci fu una ressa e l’Italia migliore soccombette, quella peggiore vestendo partiti e classi dominanti sia pure di opposti schieramenti prevalse e man mano è scivolata nel declino, morale, civile, economico, politico, trasformando quel volto che andava sempre più prendendo le sembiante dei Lele Mora, della Nicole Minetti e di tutte le scelleratezze che ne sono venute dietro ai Bunga Bunga, che sostituivano i Consigli dei Ministri e i tavoli di lavoro istituzionali.

Il partito ancora non c’è ma si può scommettere ci sarà, il suo programma sarà elaborato dal basso e sicuramente il suo leader sarà eletto attraverso processi democratici, magari utilizzando il sistema delle primarie.

Cosa si prefigge Giannino e “Fermare il declino”? Innanzitutto di avviare: un Reset dell’attuale classe politica; poi si procede all’abbattimento del debito pubblico e delle tasse; un audace programma di liberalizzazioni e privatizzazioni; Una riforma moderna della scuola; Una riforma del Templio dei Templi della giustizia; Non trascura affatto una riforma dello Stato seguendo uno schema federale.

La seconda tappa dovrebbe essere quella di misurare il gradimento delle proposte, attraverso le adesioni, e un serrato confronto che dovrebbe svilupparsi in tutta Italia, e sebbene se ne parlerà dopo l’estate, quando sicuramente nascerà questo nuovo Partito Liberale e Liberista, si incomincia già a pensare a questa forza che vorrebbe superare gli attuali schieramenti ed andare oltrw gli schemi fino ad ora disegnati della Destra e della Sinistra, anche se dovesse essere poi un ostacolo una eventuale riforma elettorale che metterebbe uno sbarramento e costringerebbe il neonato Partito Liberale e Liberista a fare delle alleanze.

Fermare il declino, è questo il nome dell’iniziativa, il cui obiettivo dichiarato non è quello di dar vita all’ennesimo circolo elitario, bensì di pesare ed incidere sulla politica dei prossimi governi italiani, nella drammatica consapevolezza che potrebbe non esserci un domani.

E così il “Manifesto” di Oscar Giannino recita: La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94, tranne poche eccezioni individuali, ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent’anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai.

Tagliare e rendere più efficiente la spesa, ridurre le tasse su chi produce, abbattere il debito anche attraverso la vendita di proprietà pubbliche, premiare il merito tra i dipendenti pubblici, promuovere liberalizzazioni e concorrenza anche nei servizi e nel sistema formativo, eliminare i conflitti di interesse, liberare e liberalizzare l’informazione, dare prospettive e fiducia agli esclusi attraverso un mercato del lavoro più flessibile ed equo. Sono queste le discriminanti che separano chi vuole conservare l’esistente da chi vuole cambiarlo per far sì che il paese goda i benefici dell’integrazione economica europea e mondiale. Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi obiettivi. Noi vogliamo che si realizzino.

Per questo motivo auspichiamo la creazione di una nuova forza politica – completamente diversa dalle esistenti – che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del lavoro e dell’impresa esprimono disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, mirato a fare dell’Italia un paese che prospera e cresce. Invitiamo a un confronto aperto le persone e le organizzazioni interessate, per costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di cui abbiamo urgente bisogno.

Le nostre proposte

Roma, 1 agosto 2012

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. E’ un Progetto interessante, e soprattutto non viene ne da scamanati, ne da riciclati. La verita’ e’ che noi italiani ci siamo rotti le scatole degli avventurieri, tra l’altro anche incapaci.

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