L’acquisto dei 10 F35: un Piacere alla LoockHeed e allo “Zio” d’America

Il Generale gagliardi accusa il Governo. L’acquisto degli F35, uno schiaffo ai sacrifici degli italiani. Un F35 costa 120mila € e ce ne vogliono altrettanti per mantenerlo.

Rappresentano il costo di una “finanziaria”. “Non abbiamo bisogno degli F35”. Parola di Generale. E da ex Generale dell’Aeronautica Fulvio Gagliardi chiede che non si acquistino, lancia una petizione e raccoglie firme.

Aerei-F35

Aerei-F35

ROMA In questo momento di crisi e disoccupazione l’Italia – Scrive l’ex Generale dell”Aeronautica militare in pensione Fulvio Gagliardi, che ha intrapreso una sua personale battaglia contro l’acquisto di questi aerei, lanciando una raccolta di firme sul Web – non ha bisogno di F35. Le risorse finanziarie sono indispensabili per far fronte ad altre priorità. Lo dico da ex Generale dell’Aeronautica militare: la nostra flotta non è obsoleta e in termini di costo/efficacia è sufficiente a far fronte alle esigenze della Difesa. La discussione della mozione sugli F35 in Senato è stata rinviata a lunedì pomeriggio.

Una cosa è certa, che in un momento come questo che stiamo vivendo, dove si richiede oculatezza nelle spese e dove si riducono salari, stipendi e pensioni da fame, e con tutte le promesse di eliminare gli sprechi dei superstpendi e delle super pensioni, oltre che delle superliquidazioni a manager pubblici che hanno solo depauperato il patrimonio dello Stato, e dove tanti stati, Italia compresa, si richiamano allo spending rewiev, impegnarsi a pagare miliardi di dollari per 10 aerei del di cui ad un progetto in mano alla LoockHeed, il colosso americano dell’armamento, risulta veramente una follia.

Senza fare allarmismi ma realismo puro, considerando che oggi il costo di un F35 si aggira intorno ai 120 milioni di dollari, aggiungendovi poi anche le spese di manutenzione, aggiornamento e di volo che un velivolo del genere richiede una cifra pari a quella del costo iniziale, è doppiamente folle. Ogni ora di volo di un F35 costa intorno ai 25 mila euro, cioè quanto lo stipendio annuo lordo di un operaio, che al netto non supera i 1400€.

Ma veramente ne abbiamo bisogno? Con tutti i problemi che già ha l’Italia di sperpero di danaro pubblico è il caso di aggiungerci anche questo? L’Europa, tra l’altro, che è sempre attenta a suggerire iniziative economiche al nostro Paese in materia di pensioni, di lavoro e di assistenza, perché non si vada in spese eccessice, ritenendole talvolta superflue e inutili, perché non si pronuncia sull’acquisto dei 10 F35, che al contrario stenderebbero la finanza dello stato, poiché raggiungerebbero una spesa equivalente almeno a due finanziarie? Perché l’Europa non suggerisce all’Italia di evitare l’acquisto degli Aerei e al contrario effettuare un taglio alle tasse e magari incentivare il prestito?

E’ evidente che all’Europa sta più a cuore la richiesta della “cugina” a Stelle e Strisce, che a sua volta deve accontentare le grandi multinazionali della Guerra in tempo di pace, piuttosto che aumentare di 50€ la pensione minima del pensionato di Melzo, di Monteriggioni, o di Oliveto Citra, e magari di un’operaio dell’Ilva o della Fiat, dell’Impiegato comunale di Milazzo o dell’infermiere di Vigevano. Quelli devono concorrere, al contrario ai sacrifici, i privilegiati invece possono stare tranquilli, non perderanno nessu  beneficio, figuriamoci la LoockHeed, o quelli che producono mine, carrri armati o i proiettili intelligenti.

Fulvio Gagliardi

Fulvio Gagliardi

E così l’ex generale Gagliardi aggiunge nella sua singolare, quanto utile e condivisa battaglia contro gli acquisti di 10 aerei F35 del tutto inutili alla nostra difesa, aggiunge: Questa spesa è da evitare! Le decine di miliardi di euro che si risparmierebbero, sarebbero estremamente utili per il bilancio dello Stato. Chiedo quindi che gli F35 non vengano acquistati.

L’attuale flotta dell’AMI (AMX, Tornado e sopratutto Typhoon) – aggiunge Gagliardi – è assolutamente idonea e sufficiente per le esigenze presenti e prevedibili e non è obsoleta. L’acquisto degli F35, oltre che sottrarre risorse alle attuali e pressanti esigenze del Paese, non crea lavoro in Italia e non dà “Know How” all’industria nazionale.

E che se ne frega Enrico Letta e il suo “sostegno” Silvio Berlusconi del Pensionato minimo, del salariato o dell’esodato e dello stipendiato che non ce la fanno più a vivere, riuscendo ancora per poco a sopravvivere. Il primo da buon discendente di una famiglia che dà fiducia al mondo che conta, prosegue per la sua strada; il secondo al contrario, che pensa solo alle sue vicende personali, inseguito com’é “ingiustamente” da quasi tutte le Procure della Repubblica d’Italia, cerca di imbrogliare le carte per non scendere dalla cabina di comando e continuare a fare il “fuggitivo” per colpa dei suoi affari di famiglia che non hanno niente a che vedere con lui.

Ho gestito in prima persona lo sviluppo dei velivoli AMX – dice l’ex generale Fulvio Gagliardi, e noi ci crediamo e come, proveniente egli da quel settore ed avendo avuto responsabilità dirette importanti nell’Aeronautica – e contribuito allo sviluppo dei più importanti programmi aeronautici militari europei: il Tornado e l’Eurofighter. Sono stato membro del pannello “Fluidodynamics” dell’AGARD e della Commissione Tecnica del Registro Aeronautico Italiano. Sono stato direttore generale di una società per sviluppo e produzione di velivoli senza pilota e membro del consiglio di amministrazione dell’aeroporto civile di Trieste.

Lo scenario politico strategico del nostro Paese – conclude – oggi non necessita di disporre di mezzi aerei sempre più sofisticati degli attuali e l’ F35 – che inoltre dubito sia tecnicamente “a punto” – sotto questo aspetto non è indispensabile. Fermiamo questa spesa inutile.

Noi crediamo al Generale Gagliardi, ma lo “Zio d’America” vuole che l’Italia dia il suo contributo alla Pace nel Mondo, pace che gli americani riescono sempre a garantire con gli Aerei e una bella gragnuolata di bombe sulle città dei Paesi Canaglia, e i civili uomini, donne e bambini che rimangono sotto le bombe, almeno hanno la soddisfazione di essere morti perché colpiti dal “fuoco amico”.

Roma, 12 luglio 2013

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. MI APPARE TUTTA LA QUESTIONE F35, come la classica “sbruffonata” da paese in via di sviluppo:
    mi spiego,negli anni addieto,si è sempre criticato l’atteggiamento di nazioni poco abbienti,che da un lato ostentavano “grandeur” bellica,e dall’altro avevono sacche di povertà spaventose,da cui i paesi civilizzati e i loro migliori commentatori ovverosia l’opinione pp, si scandalizzava di tale amorale incongruenza.
    Molti votano PD pensando di votare un partito
    sinistra , e poi si ritrovano con un governo che di fatto più conservatore di così non si può,”armaiolo” ed intransigente.
    Una crisi che morde,le famiglie che tagliano su beni primarie e spese mediche infantili,scuola e ricerca al collasso,ospedali e tribunali da falcidiare,un record di fallimenti,(quasi 50 al giorno),e delle pensioni da fame,ma fra qualche anno fors’anche nemmeno quelle,ma “pacta sunt servanda”,si devono rispettare gli impegni,presi in un periodo diverso economicamente,è la banale guerrafoindaia scusa
    Tutto sommato è il paese intero che dà l’ impressione di essere inaffidabile , ondivago , pronto a tradire alla prima occasione quello detto poco prima…
    E dalla memoria corta..F35 NON E’NE URGENTE E NEMMENO UTILE AL POPOLO AGONIZZANTE.

  2. Ho piacere di pubblicare e spero molti di leggerlo,un articolo contingente del giornalista più discusso d’Italia,che fa un quadro esilarante e salace della politica attuale e dei suoi eterni fermenti!!!
    Chiuditi nel cesso
    di Marco Travaglio – Il F.Q. 28/7/2013
    Il verbo più usato dai politici e dunque dai
    giornali è “blindare”. Napolitano blinda il
    governo, il governo si blinda con i decreti e le
    fiducie, la maggioranza blinda Alfano, il Parlamento
    blindato dal governo blinda la controriforma
    costituzionale, il Pd blinda Letta, il Pdl
    blinda B. contro la Cassazione che potrebbe
    blindarlo ma in un altro senso. Tutto questo
    blindare rivela il sentimento dominante nell’èra
    tragicomica delle larghe intese: la paura. Di chi?
    Di tutto. Ma essenzialmente dei milioni di cittadini
    che, dopo decenni di letargo, si sono svegliati
    con i referendum di due anni fa e da allora,
    nelle forme più diverse (l’ultima è la valanga di
    firme all’appello sul Fatto a difesa della Costituzione),
    rivendicano il diritto a partecipare alla
    politica. Perché Pd e Pdl governano insieme?
    Per paura di perdere il potere. Perché il sinedrio
    del Pd è pronto a uccidere il partito pur di non
    far vincere l’unico leader che oggi lo farebbe
    vincere? Per paura di andare a casa. Perché il Pdl
    rimane appeso a un vecchio malvissuto con
    spiccate tendenze criminali che ha sputtanato il
    centrodestra italiano in tutto il mondo? Per
    paura di perdere soldi, poltrone e prebende.
    Perché il Pd, dopo aver combattuto il presidenzialismo
    per vent’anni e dopo che persino l’ex
    segretario Bersani aveva definito la nostra Costituzione
    “la più bella del mondo”, la vuole
    stravolgere in senso cesarista? Per paura dei poteri
    di controllo, cioè di un Parlamento vero, di
    una Giustizia uguale per tutti e di una stampa
    libera. Perché quel coro unanime di prefiche alla
    condanna di Del Turco? Per paura che, se tutti
    quelli che prendono tangenti beccano 9 anni e
    mezzo, metà Parlamento si trasferisca in galera.
    E perché Grasso e Boldrini zittiscono chiunque
    osi criticare l’innominabile Napolitano? Per
    paura che l’arzillo vegliardo prenda cappello e li
    fulmini con un supermonito dei suoi.
    Solo che la paura provoca eccessi di zelo: infatti
    il monarca ha subito diramato un monitino sfuso
    per far sapere che “è semplicemente ridicolo
    il tentativo di far ritenere che il presidente aspiri
    a non essere nominato o citato in Parlamento”.
    Purché – aggiunge però – ciò avvenga “in modo
    appropriato”. Postilla che trasforma la paura in
    panico, visto che nessuno conosce esattamente
    il modo appropriato. Con una lieve riverenza?
    Col capo chino in segno di ossequio? Con aria
    assorta e occhi socchiusi in atteggiamento estatico?
    Con le mani giunte? Con scappellamento a
    sinistra o a destra? Facendo precedere all’augusto
    cognome “Sua Eccellenza”, “Maestà”, “Sire”,
    o seguire attestati di somma laude e sempiterna
    riconoscenza tipo “sempre sia lodato”?
    Nel dubbio, meglio continuare a non citarlo.
    Non si sa mai. E siccome la paura è contagiosa,
    se la fanno sotto anche i guardiani dello status
    quo, terrorizzati da tutto e da tutti. Persino dal
    Papa che con poche mosse e parole sta ripulendo
    l’immagine e le strutture della Chiesa.
    Piero Ostellino, dopo una vita passata a spiegare
    ai giudici come si fa il giudice, insegna al Papa
    come si fa il papa. Francesco “sta esagerando”, al
    punto di salire sull’aereo “portando con sé una
    cartella”. Ennesimo sintomo del “populismo” di
    un pontefice rosso che si presenta ai fedeli come
    “uno di loro” anziché restare assiso sul trono
    dorato. Guai se spezzasse “l’antico rapporto di
    dipendenza dei fedeli dalle gerarchie”, trasformando
    la Chiesa da ”teocratica” in – parlando
    con pardon – “democratica”. “Il Potere è una
    cosa, i Pater noster sono un’altra”. Se no chissà
    dove andremo a finire, signora mia. Par di vederlo
    l’Ostellino tremante, barricato in casa a
    rafforzare i chiavistelli alle porte e le inferriate
    alle finestre, che vede nemici dappertutto, come
    i signorotti medievali nascosti dietro i merli del
    castello a lanciare olio bollente sul popolo affamato,
    per paura che gli portino via l’argenteria.
    Poveretto, che vita triste. Gli suggeriamo
    una vecchia canzone degli 883: “Chiuditi nel
    cesso, porta dentro tutta la tua realtà, però fallo
    adesso, sennò prima o poi qualcuno entrerà”.

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